Gli indie games hanno sdoganato nuovi generi riportato in auge titoli dimenticati dai più. Molti creativi hanno potuto esprimersi al meglio senza paletti da parte dei produttori. Chi si è rassegnato a rivedere le grandi case tripla A sfornare giochi come The Myst o Detroit Become Human ha potuto ritrovare i propri generi preferiti in questo mercato. E fra gli sviluppatori indipendenti c’è anche chi prova qualcosa di diverso, chi sperimenta. I ragazzi di Late Night Artisans ci hanno provato con il loro primo titolo, un prodotto capace di dare dà impressioni altalenanti man mano che si gioca. Stabiliamo però qualcosa fin dall’inizio: My Splitting Image non è un titolo leggero. Se cercate un’esperienza rilassante o spensierata, siete nel posto sbagliato. Se invece adorate i film di David Lynch, continuate pure a leggere.
MAI BLOCCARSI DOPO LE PRIME IMPRESSIONI

Le prime impressioni non sono delle migliori. Dal carattere del font iniziale alla grafica scelta sembra di trovarsi al classico indie che usa assets preconfezionati, al classico ambient horror da quattro soldi. Quando però parte il gioco e si sente per la prima volta la voce del protagonista, si ottiene la prima sorpresa positiva: il gioco è interamente doppiato in italiano, e che doppiaggio! Le voci che sentirete saranno solo due, ma entrambe riescono a dare sempre il giusto tono nelle situazioni di gioco dove compaiono. Peccato solo che non si possano saltare alcune scene parlate, se per esempio ricominciate la partita d’accapo dovrete sorbirvi di nuovo il discorso iniziale.
La colonna sonora è ripetitiva ma ciò è dovuto al fatto che il gioco cerca di mettervi angoscia in ogni momento, sia per la difficoltà degli enigmi che per le sezioni labirintiche di cui il titolo è pieno. Gli enigmi non sono puzzle con meccaniche ricercate, si tratta di solito di indovinare un ordine o cercare robe da cliccare, ma uniti all’ambientazione e a un certo senso di spaesamento che vi accompagnerà per tutta la partita (nonché alla totale mancanza d’indizi, fatta eccezione per alcune istruzioni quasi incomprensibili), fanno sì che vi ritroverete a innervosirvi per l’ennesima rampa di scala sbagliata che avete preso. Anche gli effetti non sono niente di sofisticato. Bisogna però ammettere che sono stati scelti bene, più di una volta sobbalzerete per il rumore della porta alle vostre spalle che si chiude.
STILE: A VOLTE BASTA POCO

Tornando alla grafica, questa è la parte più difficile da giudicare. Come già detto inizialmente si fatica ad apprezzarla, non siamo di fronte a dei grafici provetti, ma man mano che si va avanti nel gioco si apprezzano gli sforzi fatti nel continuo cambio di stile. Procederemo per scenari in bianco e nero, illuminazioni strane, ambienti “glitchati”… Ci ritroveremo in certi casi persino a smettere di giocare per non farvi venire un attacco epilettico per il cambio di luci da uno scenario all’altro e la cosa curiosa è che questa sensazione di disagio ci porterà più avanti a voler riprovare a risolvere quell’enigma che avevamo lasciato in sospeso. Enigmi che sì, si basano come già scritto sul dover cliccare in un determinato ordine verso punti prestabiliti, ma che allo stesso tempo risultano davvero ostici costringendoci a osservare ogni singolo elemento dello scenario dove ci troviamo per decifrare quella criptica lettera iniziale d’istruzioni all’entrata della cabina di un treno o quelle scritte nei muri di una stanza. Tale difficoltà potrebbe scoraggiare alcuni giocatori, ma chi ha giocato in passato a titoli come il già citato Myst sa a cosa ci stiamo riferendo.
Parlando di difetti veri e propri del gioco, sono presenti alcuni piccoli bug e pareti invisibili. Per i primi, gli sviluppatori si sono impegnati a correggerli e cercano tutt’ora di sistemarli, alcuni sono stati risolti prontamente proprio dietro segnalazione del nostro sito. Le pareti invisibili di alcuni ambienti, come quello della stanza bianca (sicuramente non se ne trovano quando siete chiusi in una stanza o dentro il vagone di un treno) smarriscono il giocatore portandolo in alcuni casi a innervosirsi. Anche la telecamera che si sistema da sola in alcuni momenti è perfetta e dona il giusto senso di smarrimento che gioco vuole dare, in altri casi (Come all’inizio) sembra un sotterfugio per bloccarci e farci procedere dove il gioco chiede d’andare. Altro difetto del titolo è l’inevitabile scarsa longevità di un gioco di questo genere. Se riuscirete a indovinare gli enigmi finirete il gioco in un’ora scarsa. Se non ci riuscirete, probabilmente alla decima ripetizione andrete a cercare un gameplay da visionare.
GIUDIZIO FINALE

In definitiva possiamo concordare sul fatto che My Splitting Image debba essere premiato per il coraggio e la creatività: con pochi mezzi i ragazzi di Late Night Artisans sono riusciti a creare qualcosa di particolare che si distingue da tutte le zozzerie di cui è piena Steam. Un gioco su cui non bisogna partire prevenuti e su cui non bisogna fermarsi alle prime impressioni unito a una chicca, come quella del doppiaggio di qualità, particolarmente rara da trovare su titoli di questo genere. L’eccessiva difficoltà in alcuni e i piccoli difetti di styling sono in fondo accettabili e non minano alcun modo la credibilità di un team che con mezzi maggiori potrebbe tirar fuori un domani un capolavoro di genere.
PRO
- Ambientazioni sempre nuove e misteriose
- Doppiaggio magistrale
- Supporto continuo degli sviluppatori
CONTRO
- Qualche piccola imperfezione
- Enigmi particolarmente difficili
- Bassa longevità


