Nordic Game 2024: La Rivoluzione Indie e la Crisi dei Titani dell’Industria
Secondo quanto riportato da GamesIndustry.biz, l’edizione di quest’anno del Nordic Game, che si terrà a Malmö in Svezia dal 26 al 29 maggio, si preannuncia come un omaggio vibrante al mondo degli sviluppatori indipendenti. Jacob Riis, direttore del programma dell’evento, ha enfaticamente dichiarato che questa sarà “il tempo degli indie”, sottolineando un cambiamento di paradigma nell’industria videoludica.
Riis ha evidenziato come questa enfasi non si tradurrà solo in un numero record di cento nuovi giochi indie a disposizione del pubblico o nella presenza di numerosi editori e sessioni di pitch, ma anche nell’istituzione di un “People’s Choice Award” specificamente dedicato a celebrare la ricchezza di nuovi titoli emergenti. Questa direzione è vista come una risposta diretta al “clima attuale” e alle dinamiche osservate negli anni recenti, in cui i giganti dell’industria avrebbero, per certi versi, “rovinato” il settore.
Il Danno dei Giganti e la Rinascita Creativa
Il giudizio di Riis sui “pesi massimi” dell’industria è stato definito “aspro” dallo stesso direttore, che ha poi ammesso il ruolo cruciale delle grandi aziende nella crescita esponenziale del settore. Tuttavia, ha espresso preoccupazione per la tendenza di queste aziende a monopolizzare il tempo dei giocatori con pochi titoli, spesso concepiti per mantenere l’engagement costante e massimizzare i profitti. “Se potessero decidere, probabilmente direbbero che si dovrebbe giocare solo al loro gioco,” ha commentato Riis, riflettendo sul sentimento diffuso.
Per Riis, il cuore pulsante della creatività del settore risiede negli indie. “Ciò che ci tiene in vita come industria in questo momento sono gli indie e una nuova mentalità,” ha affermato. Questa mentalità si discosta dalla mera ricerca del profitto e della monetizzazione aggressiva, concentrandosi invece sull’arte del gioco e sulla capacità di creare esperienze che “toccano l’anima” del giocatore, piuttosto che misurare il successo in base al tempo speso su un prodotto.
Nordic Game si terrà dal 26 al 29 maggio a Malmö, Svezia. | Credito immagine: Nordic Game
La delusione di Riis si estende alla tendenza generale, in particolare tra i giochi live-service, a generare “quanto più profitto possibile in ogni momento”. Vede l’attuale ondata di interesse per i giochi indipendenti come una reazione a questa situazione creata dalle “grandi aziende”. I dati sembrano corroborare questa visione: secondo Video Game Insights, quattro dei dieci giochi più venduti su Steam negli ultimi 12 mesi per unità, erano titoli indipendenti: Peak, REPO, Schedule I e RV There Yet?.
Nostalgia per i Tempi Andati e Nuovi Approcci alla Monetizzazione
Il giornalista ha riportato come Jacob Riis, con un pizzico di nostalgia, abbia affermato: “Ci mancano un po’ i vecchi tempi, vero? Non è che tutto si sia evoluto nel miglior ecosistema possibile.” Questo sentimento si riflette nel programma del Nordic Game, focalizzato su creatività e ingegno. Sebbene il tema del denaro non possa essere ignorato, l’attenzione è rivolta a “come monetizzare nel modo migliore e più sottile, che migliori effettivamente il gameplay.”
L’Evento Nordic Game in Crescita Tra le Difficoltà del Settore
Mentre eventi di settore come la GDC hanno registrato un calo significativo di presenze (circa un terzo in meno), attribuito ai costi elevati e alle preoccupazioni per la sicurezza internazionale, Nordic Game ha visto un aumento del 33% nella vendita dei biglietti, superando i livelli pre-COVID. Questa crescita è notevole, considerando che nell’ultimo decennio il panorama degli eventi ha subito cambiamenti radicali. Grandi sponsor come Epic, Microsoft o Sony, che supportavano attivamente eventi come Nordic Game negli anni 2010, hanno progressivamente ridotto il loro coinvolgimento, preferendo organizzare i propri eventi. “Quando si diventa così grandi da poter organizzare una conferenza sui propri prodotti o servizi, perché si dovrebbe pagare dei vecchi in Svezia?” ha ironizzato Riis.
Oggi, gli sponsor del Nordic Game tendono ad essere aziende più piccole. Riis accoglie con favore questa evoluzione, vedendovi un’opportunità per una maggiore indipendenza. “Penso sia fantastico non essere costretti a fare ciò che un grande sponsor vuole. Possiamo fare ciò che vogliamo,” ha dichiarato. L’obiettivo è concentrarsi sulle “radici,” sui piccoli sviluppatori indie emergenti, sull’educazione e sul networking, per garantire che la regione nordica continui a proporre i migliori giochi sul mercato.
Il programma dei relatori mette in risalto i successi nordici, un’ovvia scelta per “Nordic Game.” Tuttavia, focalizza l’attenzione su come la collaborazione abbia portato al successo, piuttosto che sulle cifre generate. Un esempio citato è Arc Raiders, la cui storia di un piccolo team che mirava a creare un grande gioco AAA riflette lo spirito nordico: “Non dobbiamo essere i più grandi, ma possiamo competere, almeno in termini di qualità, per battere anche i giochi più grandi.”

Gerardo Basurto, direttore di prodotto presso Embark Studios, parlerà di Arc Raiders al Nordic Game quest’anno. | Credito immagine: Embark Studios
Questo tema è ricorrente tra gli studi nordici, con sviluppatori come MachineGames e Neon Giant che, nonostante le dimensioni ridotte, riescono a produrre titoli di grande impatto. Riis, ad esempio, ha invitato MachineGames lo scorso anno a discutere di Indiana Jones e il Grande Cerchio, focalizzando la conversazione sulle “tensioni geopolitiche nella creazione di un tale gioco che mostra cose in Medio Oriente e nazisti, e come si rappresenta ciò nella fiction moderna,” piuttosto che su aspetti puramente economici.
Nonostante la sua focalizzazione sulla regione nordica, Nordic Game attira un pubblico notevolmente internazionale. Solo circa il 30% dei partecipanti proviene dai paesi nordici, con un’altra fetta significativa da Germania, Regno Unito e altri paesi europei, mentre il resto arriva da Stati Uniti, Asia e altre parti del mondo. Per molti frequentatori, l’evento annuale è come una “riunione di famiglia”, un senso di “tornare a casa”. “Anche se non sei nordico, torni a casa nel nordico,” ha concluso Riis, esprimendo l’anima accogliente dell’evento.
