Valve Sotto Accusa nel Regno Unito: Una Class Action per Pratiche Commerciali Sfavorevoli
Una significativa causa legale sta scuotendo il mondo del gaming nel Regno Unito, mettendo sotto esame le pratiche commerciali di Valve, la società dietro la vasta piattaforma Steam. GamesIndustry.biz ha riportato come una class action, guidata da Vicki Shotbolt, CEO della società di sicurezza digitale Parent Zone, accusi Valve di violare la legge sulla concorrenza britannica. La causa, promossa dallo studio legale Milberg, mira a ottenere fino a 656 milioni di sterline di risarcimento per i consumatori del Regno Unito, sostenendo che le commissioni e le politiche di Valve abbiano gonfiato i prezzi dei giochi.
Le Radici della Controversia: Commissioni e Parità di Prezzo
La questione delle commissioni sulle piattaforme digitali è stata un tema caldo nell’ultimo decennio, alimentata in gran parte dalle critiche di Tim Sweeney di Epic Games. Mentre Epic ha lanciato il suo store con una quota di ricavi del 12% per gli sviluppatori, Steam ha mantenuto la sua commissione del 30% sui giochi venduti. Negli Stati Uniti, casi antitrust simili sono stati avviati contro Valve, consolidandosi in una class action convalidata nel novembre 2024.
Nel Regno Unito, la causa di Shotbolt si fonda su due pilastri principali. Il primo riguarda la commissione del 30% applicata da Valve agli sviluppatori e agli editori, descritta nei documenti legali come “eccessiva”. Secondo gli avvocati, questa commissione spingerebbe al rialzo i costi per i consumatori. Il secondo punto cruciale è la politica di parità di prezzo di Valve. Questa clausola impedisce alle aziende di vendere le chiavi di Steam su altri store a un prezzo inferiore rispetto a quello offerto sulla piattaforma di Valve.
Come specificato nella documentazione Steamworks dell’azienda: “Dovreste usare le chiavi di Steam per vendere il vostro gioco su altri store in modo simile a come vendete il vostro gioco su Steam. È importante non offrire ai clienti Steam un trattamento peggiore rispetto agli acquirenti di chiavi Steam.”
Questa politica, secondo Shotbolt, distorce il mercato: “Questo è ciò che rende impossibile vendere questi giochi a un prezzo inferiore altrove. E ciò significa istantaneamente che il mercato è distorto.”
Dominio di Mercato e Implicazioni per i Consumatori
Vicki Shotbolt riconosce l’eccellenza di Steam come piattaforma per i giocatori, ma evidenzia la necessità di un’equa cooperazione nel settore. “Steam è una piattaforma grande e importante per un ecosistema grande e importante – deve cooperare in modo equo, e chiaramente non lo sta facendo”, afferma.
Una delle principali preoccupazioni sollevate dalla causa è il dominio di mercato di Valve. Gli sviluppatori spesso sentono di non avere alternative significative a Steam, data la sua posizione preminente nel settore dei giochi per PC. Questo, secondo Shotbolt, rende la causa ancora più rilevante, poiché Steam “ha avuto il dominio del mercato per molto, molto tempo, e non dovrebbe sfruttarlo”.
Sebbene non ci siano garanzie che una riduzione delle commissioni si traduca direttamente in prezzi più bassi per i consumatori, Shotbolt nutre la speranza che il mercato risponda in modo positivo, soprattutto se venisse eliminato l’obbligo di parità di prezzo. “Ci vorrebbe però che sparisse anche quell’obbligo di parità di prezzo”, dichiara.
Sicurezza Online e Concorrenza: Due Facce della Stessa Medaglia
È interessante notare come Shotbolt, il cui lavoro si concentra principalmente sulla sicurezza digitale dei minori, abbia scelto di affrontare Valve su questioni economiche piuttosto che di sicurezza online. Tuttavia, ella vede la causa come un mezzo per migliorare l’esperienza digitale complessiva. “La sicurezza online è importante per noi. È importante perché se qualcosa non è sicuro, i genitori perdono fiducia, e così ci troviamo in situazioni come quella attuale, dove si parla di bandire i social media – cosa che non supportiamo”, spiega Shotbolt.
Per Shotbolt, la legge sulla concorrenza è uno strumento per migliorare il mondo digitale, al pari degli sforzi per la sicurezza online. “Ci sono molte cose della piattaforma Steam che direi essere problematiche, inclusi i suoi collegamenti a cose come il gioco d’azzardo con skin. La legge sulla concorrenza è solo una leva che possiamo usare per migliorare il mondo digitale”, conclude.
In caso di vittoria della class action, oltre al risarcimento, Shotbolt auspica una relazione più equa tra Valve e i suoi sviluppatori, permettendo una maggiore libertà nella definizione dei prezzi e nella distribuzione dei giochi. “Un mercato funziona al meglio quando chi produce il prodotto può venderlo dove vuole e al prezzo che vuole”, afferma, illustrando con un’analogia: “Immaginate di essere il produttore di fagioli in scatola e l’unico posto dove potete venderli è Waitrose. Potete scegliere di venderli in Aldi, ma non vi è permesso farlo a un prezzo inferiore. Va bene che Waitrose offra ai clienti un’esperienza di acquisto migliore […] Ma se il consumatore sceglie di andare in un magazzino e comprare il prodotto senza fronzoli, dovrebbe potercelo fare.”


