Rifiutando l’obsolescenza
Profondamente nascosta sotto lo smog di un pianeta plausibilmente negato, si cela un’astronave piena di orribili mostri seccati, dreadlocks mozzati e fucili a impulsi ormai vuoti. La nave è perlopiù silenziosa, ma di tanto in tanto un antico server profondo all’interno del nucleo si risveglia, irradiando un segnale minaccioso nel vuoto, e i corridoi chitinosi prendono vita con lanciagranate, urli laceranti e un’abbondanza di striduli colpi. E sì, il tanto desiderato tintinnio dei successi Steam.
La nave in questione è Alien Vs Predator. Non la trilogia originale del 1999 di Rebellion, ma il sequel del 2010, da molti criticato all’epoca, ma che oggi, a distanza di quindici anni, appare decisamente un buon videogioco, visto che alcuni di quei detrattori lo giocano ancora.
Questo weekend, il gioco apparentemente morto ha goduto di un improvviso picco di giocatori Steam, raggiungendo circa cinquemila utenti contemporanei, grazie a un server gestito dalla comunità. Molti sono stati motivati dalla voglia di ottenere uno dei più rari successi Steam del gioco, “The Six Pack”, che richiede di giocare una partita classificata con sei amici Steam. Il fatto che al momento solo il 2,2% dei giocatori abbia ottenuto questo traguardo suggerisce (fuori contesto) che la scena multiplayer originale di AVP è morta molto velocemente. Quindi è bello che qualcuno si stia impegnando per far crescere i numeri. Magari tra altri 15 anni riusciremo ad arrivare al 3%.
Scrivo questo articolo in parte perché è una prova di quanto bene possa succedere quando gli editori intraprendono azioni per garantire che i loro giochi online possano essere giocati anche dopo la cessazione del supporto ufficiale. E in parte perché è bello tornare sui giochi Alien di Rebellion. Il gioco del 1999 era uno sparatutto frenetico e adrenalinico con un’ottima resa luminosa, nel senso che di solito non si vedevano gli Alien fino a quando non li si illuminava con il fuoco delle armi. Offriva anche bellissime ambientazioni tratte dai film, sulle quali i giocatori potevano arrampicarsi in veste di xeno. Non ci riuscì altrettanto egregiamente con i Predator, ma del resto non è mai esistito un buon gioco di Predator. Lo so, sono sincero con gli amanti dei Yautja, sfidatemi.
Il gioco del 2010 è stato molto criticato. Ho avuto una reazione simile quando l’ho recensito per qualche altra rivista, ma l’impegno della comunità per gli obiettivi di “The Six Pack” mi fa desiderare una navetta.
L’iniziativa “The Six Pack” sembra aver suscitato un’ondata di recensioni Steam principalmente positive. Mi è piaciuta quella che obietta che il gioco dovrebbe essere più correttamente chiamato “Marines vs Aliens vs Predator”. Mi piace l’implicazione che i giocatori umani di Alien vs Predator – che stimo coprano circa il 70% di voi, in base alla formulazione e al tono dei commenti medi di Absolutegamer – rischiano di sentirsi esclusi. Inoltre, i Marines non sono una specie, ma non lasciatevi impedire da questo di lanciare una petizione Change.org. Mentre ci siete, provate a far ribattezzare Godzilla vs Kong in Godzilla vs Kong vs Pendolari.
Una versione di questo articolo è già apparsa su www.rockpapershotgun.com


