Il keynote di Dungeons & Dragons andato in scena alla Gen Con 2026 il 30 luglio, a Indianapolis, ha riservato al videogioco un blocco di pochi minuti. Dentro c’erano due informazioni: il nome della patrona che guida la protagonista di Warlock: Dungeons & Dragons e la data in cui il gioco mostrerà per la prima volta come si gioca davvero. La seconda pesa più della prima, ed è il motivo per cui la serata conta.
Il primo filmato di gameplay arriverà il 25 agosto durante l’Opening Night Live della Gamescom, lo showcase condotto da Geoff Keighley che apre la fiera di Colonia. Lo ha annunciato Wizards of the Coast nel comunicato che riassume tutte le novità della serata. Fino a quel momento, del gioco esiste una cosa sola: il teaser in computer grafica mostrato ai The Game Awards l’11 dicembre 2025.
Tasha, cioè Iggwilv, cioè la patrona di Kaatri
Nel gioco da tavolo il warlock non studia la magia come il mago e non ci nasce dentro come lo stregone: la ottiene stipulando un patto con un’entità potente, il patron, che gliela concede a certe condizioni. Sapere chi sia quell’entità significa sapere di cosa parla la storia. Alla Gen Con Wizards ha sciolto il dubbio: la patrona di Kaatri è Tasha.
È una scelta che ribalta le previsioni fatte a dicembre. Il teaser era pieno di corvi, e mezza community aveva letto in quei corvi la Regina dei Corvi, la divinità della morte diventata popolarissima grazie a Critical Role. Tasha è un’altra cosa: arcimaga di Greyhawk, nota anche come Iggwilv e come Zybilna, autrice del Demonomicon, madre del semidio Iuz e firmataria di alcuni degli incantesimi più citati del gioco, dalla Risata Incontenibile in giù. Nella quinta edizione il suo allineamento è neutrale puro, dopo essere stato caotico malvagio nella 3.5: tradotto, nessuno sa mai da che parte stia.
A interpretarla, con la voce e con il performance capture, sarà Maggie Robertson, l’attrice che ha dato corpo a Lady Dimitrescu in Resident Evil Village e a Orin la Rossa in Baldur’s Gate 3. L’annuncio del casting lo ha fatto sul palco Tricia Helfer, che di Warlock è la protagonista: l’attrice di Battlestar Galactica e Lucifer presta a Kaatri l’intera performance in motion capture, non solo la voce, come già specificava il comunicato di annuncio del dicembre scorso.
La stessa figura sta tornando anche sul tavolo: tra i prodotti presentati alla Gen Con c’è Greyhawk: Crown of the Witch Queen, un’avventura costruita sull’ascesa di Drelnza, la figlia vampira di Iggwilv. Wizards sta muovendo lo stesso personaggio su due binari nello stesso anno.
Perché non assomiglierà a Baldur’s Gate 3
Warlock è un action adventure in terza persona per giocatore singolo, ambientato in un mondo aperto dark fantasy. Non c’è un party da gestire e non ci sono tiri di dado: lo aveva detto senza giri di parole Dominic Guay, general manager di Invoke Studios, in una intervista a IGN in cui spiegava che l’obiettivo era consegnare prima di tutto un videogioco, non una simulazione del regolamento. Chi si aspettava il seguito spirituale del gioco di Larian ha sbagliato scaffale.
Il combattimento mescola spada e incantesimi in tempo reale, e la magia serve anche fuori dagli scontri, come chiave per aprire strade nell’esplorazione. Gli sviluppatori hanno citato Deus Ex, Far Cry e Watch Dogs tra i riferimenti, il che dice parecchio su come è composto il team: Invoke sta a Montreal e in squadra ha gente uscita da quelle produzioni. Il taglio è quello, applicato a un immaginario che finora in video si è visto quasi solo a turni.
Del gioco in movimento esiste per ora soltanto questo.
Il curriculum dello studio è il punto dolente. Invoke si chiamava Tuque Games fino al rebranding di fine 2022, e con quel nome ha firmato Dungeons & Dragons: Dark Alliance, l’action cooperativo del 2021 stroncato da stampa e giocatori. Guay, arrivato dopo l’uscita di quel gioco, ha detto ai giornalisti che quella di Invoke è ormai un’altra squadra. È un’affermazione che il 25 agosto diventerà verificabile.
Sette mesi di silenzio nel bel mezzo di una ritirata
Tra il teaser dei Game Awards e la Gen Con sono passati sette mesi e mezzo senza una riga. Un silenzio simile non significa niente di per sé. Significa qualcosa se lo si guarda accanto a quello che ha fatto Hasbro nello stesso periodo.
A maggio la casa madre di Wizards ha chiuso l’accordo con Giant Skull, lo studio di Stig Asmussen che stava lavorando a un altro action adventure di D&D. Il 22 luglio, con la trimestrale, ha cancellato diversi giochi previsti dal 2028 in poi, iscrivendo a bilancio una svalutazione non monetaria da 56,4 milioni di dollari che si legge nel deposito alla SEC. Cinque giorni dopo, il 27 luglio, un altro documento depositato alla SEC ha rivelato che John Hight, presidente di Wizards of the Coast e uomo citato nel comunicato di annuncio di Warlock, lascia l’incarico il primo settembre dopo due anni.
In entrambe le occasioni l’azienda ha ripetuto la stessa frase: la line-up videoludica del 2027, cioè Exodus e Warlock, resta confermata. Nessun documento e nessuna dichiarazione collega la partenza di Hight ai due progetti, e la trimestrale in cui è arrivata la svalutazione era per il resto ottima, con i ricavi del segmento Wizards in crescita del 27 per cento. Ma il perimetro si è ristretto, e i giochi rimasti in piedi sono meno di quanti ne fossero annunciati un anno fa. Nel frattempo un seguito di Baldur’s Gate 3 non ha ancora né uno studio né una data, e perfino James Ohlen, uno dei padri della serie, ha spiegato pubblicamente perché ha detto di no.
Con quel contorno, i minuti del 25 agosto non sono una formalità promozionale. Warlock è uno dei due titoli su cui Wizards ha deciso di concentrare quello che le resta del reparto videogiochi, ha alle spalle uno studio che con questa licenza ha già fallito una volta, e arriva davanti al pubblico mentre il presidente che lo ha presentato sta uscendo dalla porta. Se il filmato di Colonia mostrerà combattimento vero e mondo vero, sarà la prima prova che il progetto esiste oltre le slide. Se sarà un altro montaggio di atmosfere e primi piani, l’unico dato certo su questo gioco resterà il nome dell’attrice che ne interpreta la cattiva.


