Lo sviluppo di The Witcher 4 su Unreal Engine 5, il motore grafico di Epic Games, non è una conseguenza del lancio pieno di problemi di Cyberpunk 2077. Lo ha detto Michał Nowakowski, uno dei due amministratori delegati di CD Projekt Red, nel podcast Deconstructor of Fun, dedicato all’economia dei videogiochi. Secondo lui la scelta sarebbe nata da un’anteprima della demo tecnica The Matrix Awakens. L’intervista è stata ripresa il 18 settembre 2026 dal sito britannico VGC.
Cosa era il REDengine
Il REDengine è il motore sviluppato internamente da CD Projekt Red e usato, in versioni diverse, per The Witcher 2 nel 2011, per The Witcher 3: Wild Hunt nel 2015 e per Cyberpunk 2077 nel 2020. Un motore proprietario dà allo studio il controllo completo sugli strumenti, ma lo obbliga anche a mantenerli e aggiornarli da solo. Finché CD Projekt lavorava a un grande gioco alla volta, il motore cresceva insieme a quel gioco.
Nel marzo 2022 lo studio aveva annunciato una nuova saga di The Witcher, allora nota internamente come Project Polaris, e insieme il passaggio a Unreal Engine 5 all’interno di una collaborazione pluriennale con Epic, come riportava allora VGC. Più avanti nello stesso anno aveva aggiunto che anche il remake del primo The Witcher avrebbe usato lo stesso motore. Da allora la lettura più diffusa fra i giocatori collegava la scelta ai problemi tecnici con cui Cyberpunk 2077 era uscito.
La versione di Nowakowski
Alla domanda se il lancio di Cyberpunk fosse stato il motivo principale del cambio, Nowakowski ha risposto sì e no, parlando di una convinzione diffusa ma sbagliata: secondo lui il problema di Cyberpunk non era il REDengine in sé. Lo scopo dell’azienda, ha spiegato, non è mai stato fare tecnologia, ma fare giochi all’avanguardia sul piano visivo e tecnico raccontando storie nel modo più coinvolgente possibile. Avere un motore proprio era un mezzo, e se un altro strumento rispondeva alle stesse esigenze lo studio era disposto a usarlo.
Il momento decisivo, sempre secondo il co-CEO, è arrivato quando lo studio ha visto in anticipo la demo The Matrix Awakens, la dimostrazione tecnica con cui Epic aveva mostrato le possibilità di Unreal Engine 5. La domanda interna era se il motore fosse pronto per un gioco delle dimensioni di quelli di CD Projekt. La risposta, ha raccontato Nowakowski, è stata che non lo era, ma che poteva diventarlo con un rapporto diretto con Epic per aggiungere le funzioni che servono ai mondi aperti dello studio. È così che è nata la collaborazione strategica fra le due aziende.
Cosa ha prodotto finora la collaborazione con Epic
Nowakowski sostiene che CD Projekt Red sia l’unica squadra al mondo, oltre a Epic, a lavorare dentro il motore stesso, quella che lui chiama la scatola nera, e che questo le lasci la libertà di adattarlo come faceva con il REDengine. È un’affermazione che dall’esterno non si può verificare, e Epic non l’ha commentata.
Il risultato visibile più concreto è la demo tecnica mostrata allo State of Unreal di giugno 2025, l’evento annuale di Epic sul motore. Come ricostruisce Dot Esports, la dimostrazione seguiva Ciri a cavallo attraverso la regione di Kovir fino al porto di Valdrest e girava a 60 fotogrammi al secondo su una PS5 base. Dentro c’erano diverse tecnologie sviluppate dalle due aziende per i mondi aperti, fra cui sistemi per caricare il paesaggio senza interruzioni, per gestire la vegetazione e per animare le folle. CD Projekt ha precisato più volte che si trattava di una dimostrazione della tecnologia e non di una parte del gioco.
Resta il timore, citato dallo stesso Nowakowski in un’altra intervista ripresa da VideoCardz, che i giochi fatti con Unreal Engine 5 finiscano per somigliarsi. Lo studio sostiene che il lavoro diretto con Epic serve anche a conservare un’identità visiva riconoscibile.
Perché un motore condiviso conviene adesso
La spiegazione più semplice della scelta sta nel numero di progetti. CD Projekt oggi lavora contemporaneamente a The Witcher 4, al seguito di Cyberpunk 2077 e a una proprietà intellettuale nuova, Project Hadar. Mantenere un motore proprietario accanto a tre giochi in parallelo costa molto più che accompagnarne uno solo, e una base tecnica comune permette di spostare persone e strumenti da un progetto all’altro.
The Witcher 4 punta al 2028: lo ha annunciato lo stesso Nowakowski in un video pubblicato alla vigilia della gamescom di agosto, spiegando che ci lavorano più di 500 sviluppatori e che non esiste ancora una data precisa. Il gioco apre una nuova saga con Ciri come protagonista ed è in piena produzione. Nel podcast Nowakowski non ha dato dettagli su quali funzioni di Unreal Engine 5 siano state sviluppate da CD Projekt e quali da Epic, né su come la collaborazione sia regolata sul piano economico.


