Ogni tot mesi arriva un altro gioco che ti annuncia quanti giorni ti restano da vivere, come se il genere horror indie avesse deciso collettivamente che il countdown è l’unico loop di gameplay rimasto da vendere. Dopo Feed It e il suo mostro affamato in salotto, tocca a The Colour Beyond: A Zeroth Kind, il nuovo annuncio di Infigo Games, infilarsi nella stessa nicchia: dieci giorni, una premonizione di morte, un colore che non dovrebbe esistere. In arrivo su Steam nel primo trimestre del 2027, con la pagina ufficiale che apre l’8 luglio.
La premessa, va detto, funziona ancora, anche se l’abbiamo vista girare in decine di salse: il protagonista vede la propria morte, poi un colore sconosciuto (non pigmento, non luce, qualcosa di più simile a un parassita percettivo) gli concede una proroga di dieci giorni e in cambio gli installa un potere chiamato Mind-Intrusion. Da qui parte l’indagine sull’isola di Haidong, un level design che promette 360 gradi di fondali immersivi incastrati dentro un’interfaccia punta e clicca in 2D, il genere che il mercato horror ha riesumato per l’ennesima volta perché costa meno di un motore in prima persona vero e continua a vendere bene a chi ha nostalgia delle vecchie avventure investigative.
Entrare nella testa degli altri non è mai gratis
Il cuore del loop è proprio la Mind-Intrusion: ogni abitante dell’isola diventa un punto d’accesso mentale, un contenitore di paure, ossessioni e sensi di colpa che il giocatore può leggere, guidare o forzare. È la meccanica che distingue The Colour Beyond dal solito walking simulator investigativo: non ti limiti a raccogliere indizi come figurine, li usi per riscrivere la testa di qualcun altro, e ogni volta che lo fai il conto alla rovescia della tua sanità mentale si avvicina di un passo alla mutazione. La UX promette una doppia lettura ambientale, sia sui personaggi che sulle anomalie dello scenario, così da trasformare ogni stanza in un piccolo puzzle di osservazione prima che in un jumpscare.
I compagni di viaggio, per una volta, non sono lì solo per fare da tutorial vivente: hanno segreti propri, punti di rottura, e possono ribaltarsi da alleati a variabile pericolosa nel giro di una scelta sbagliata. È il classico trucco della narrazione ramificata per allungare la rigiocabilità percepita, ma qui almeno è cucito dentro il tema centrale: il prezzo che paghi per riscrivere il destino.
Quello che Infigo Games vende non è l’horror dello spavento immediato, ma la contaminazione progressiva della percezione: capire troppo diventa pericoloso quanto ignorare tutto, il che è un modo elegante per dire che ogni sistema di progressione qui è anche un sistema di punizione. Se funziona, lo scopriremo solo quando la pagina Steam sarà davvero online e potremo vedere se il gameplay regge quanto il concept.
Il verdetto: se la Mind-Intrusion resterà un gimmick da trailer o diventerà un vero sistema di conseguenze, lo sa solo il colore che non dovrebbe esistere; nel frattempo, wishlist su Steam e la speranza che dieci giorni bastino a più di un ciclo di marketing.


