Bit Reactor ha cominciato a richiamare una parte degli sviluppatori che aveva sospeso senza stipendio poco prima dell’uscita di Star Wars Zero Company, in vendita su Steam. Lo ha scritto l’amministratore delegato dello studio, Greg Foertsch, in una dichiarazione ripresa il 7 ottobre da Video Games Chronicle (VGC): in questa settimana lo studio ha avviato il processo per far rientrare più persone del team. Quante, la dichiarazione non lo dice.
Cosa ha detto lo studio
Secondo VGC, Foertsch ha definito la decisione dei congedi molto difficile e l’ha attribuita a sviluppi aziendali imprevisti, fuori dal controllo dello studio, senza spiegare quali. Ha promesso altri aggiornamenti a breve e non ha indicato nessuna data. Dalle fonti di Game File, citate sempre da VGC, risulta che il personale al momento a libro paga supera di poco la metà di quello che c’era prima dei congedi, il che significa che molte persone restano senza stipendio.
Nello stesso articolo un ex dipendente anonimo critica la mancanza di trasparenza dello studio e parla di promesse vuote. È una testimonianza singola, non verificata, e va letta come tale.
Come si è arrivati ai congedi
Il gioco è uscito il 27 agosto 2026. Il 1° settembre VGC aveva riferito, sulla base di Game File, che circa l’80 per cento del team era in congedo da circa tre settimane. Le persone mantenevano lo status di dipendenti ma erano state tolte dal libro paga, e lo studio, scriveva VGC, stava esaurendo i fondi.
Bit Reactor aveva confermato di aver messo in congedo molti dipendenti senza dire quanti, e aveva precisato che la decisione era stata presa da solo, senza imposizioni da parte di EA, che pubblica il gioco, né di Disney, proprietaria del marchio. Shacknews aggiunge che lo studio ha sede nel Maryland e che un portavoce sperava di riportare i lavoratori coinvolti con gli stipendi ripristinati. Secondo Game Developer, lo studio ha detto a Game File che i congedi erano stati decisi per i timori su come il titolo sarebbe andato al lancio.
Il termine inglese usato dalle fonti, furlough, indica in questo caso un congedo senza paga: il rapporto di lavoro resta in piedi, lo stipendio no. Game File e VGC usano due formule, dipendenti ancora in organico e personale a libro paga, che dopo i congedi non coincidono più.
Tra le voci critiche c’è quella di Zachariah Scott, ex artista di storytelling cinematografico, che dice di essere stato licenziato a maggio 2026 e che ha contestato i post celebrativi pubblicati su LinkedIn da dirigenti di EA, di Disney e di Bit Reactor. Scott ha detto a VGC di aver parlato con quasi una dozzina di dipendenti, che hanno confermato il congedo circa tre settimane prima del lancio, e di non essere sicuro che tutto il personale tornerà al lavoro. L’articolo di Game Developer cita un altro ex dipendente, non verificato, che sostiene di essere stato licenziato dopo essere stato messo in malattia contro la sua volontà.
Il gioco e i numeri di vendita
Star Wars Zero Company è uno strategico tattico a turni uscito su PC, PS5 e Xbox Series X e S. VGC lo ha recensito in modo positivo e il 1° settembre indicava un punteggio di 85 su Metacritic, mentre Shacknews gli ha dato 7 su 10, apprezzando i sistemi di gioco e il combattimento tattico e criticando la storia. Sempre Shacknews scriveva che il gioco aveva avuto un buon avvio nelle vendite e che era al secondo posto fra i più venduti di Steam al momento della stesura, senza fornire cifre.
L’altro dato è quello della società di analisi Newzoo, citato da VGC: ad agosto è stato il sesto gioco per computer più venduto per ricavi nei sei principali mercati occidentali. Sono cifre di classifica e non di copie. Delle vendite del gioco avevamo scritto il 23 settembre.
Cosa non si sa
Non è noto quante persone siano state richiamate, quante siano ancora senza stipendio né quando i pagamenti riprenderanno per tutti. Nessuna fonte spiega quali siano gli sviluppi aziendali imprevisti a cui si riferisce Foertsch, e l’origine della cifra dell’80 per cento resta quella di Game File, che parla di fonti non nominate. Mancano anche i dati di vendita in copie o in incassi, perché la sola misura disponibile è la posizione nella classifica di Newzoo.


