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Saber, il CEO ha chiesto a un chatbot chi fosse la scrittrice che dice di essere stata sostituita dall’IA

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Matthew Karch, amministratore delegato di Saber Interactive, ha aperto in questo modo la sua risposta alla scrittrice che accusa lo studio di averla rimpiazzata con ChatGPT: “Stella chi? Ho dovuto chiederlo a Claude”. La dichiarazione, mandata il 13 agosto 2026 a This Week in Videogames, doveva chiudere il caso e lo ha allargato.

Il punto di partenza lo abbiamo raccontato il 13 agosto: l’accusa della lead writer di Rideshare “Stimulator”, il simulatore di guida per autisti a chiamata sviluppato da UNIGINE e pubblicato da Saber.

Undici agosto: la scrittrice riconosce il gioco dal trailer

La narrative designer Stella Sacco, lead writer in Saber da luglio 2023 a luglio 2024 su Stuntman: Hollywood e altri progetti dello studio, ha visto passare il trailer e ha scritto su Bluesky di essere stata tolta dal progetto a metà sviluppo per far scrivere il resto dei testi a ChatGPT, comprese le comunicazioni previste per gli aggiornamenti dal vivo. Anche le voci dei passeggeri, sostiene, erano generate.

Aveva già raccontato la stessa cosa mesi prima, senza nominare il gioco, che allora non era ancora annunciato.

La prima replica di Saber, il 12 agosto, è arrivata a PC Gamer: nessuno scrittore è stato sostituito dall’intelligenza artificiale, su questo gioco o su altri, lo staff di scrittori è triplicato dal 2023 e la storia è opera di persone in carne e ossa. Nella stessa nota, però, l’azienda ha aggiunto che il gioco avrà una modalità sperimentale a corsa libera che “per necessità” usa l’IA, perché i passeggeri sono infiniti. È un dettaglio che nessuno aveva chiesto e che non stava scritto da nessuna parte.

Sulla scheda Steam quella casella è ancora vuota

Le linee guida di Valve chiedono agli sviluppatori di descrivere in dettaglio l’uso di servizi di IA che finiscono dentro il gioco: grafica, suono, testi, localizzazione. La pagina Steam di Rideshare “Stimulator”, controllata il 14 agosto, non contiene nessuna dichiarazione del genere. Il primo dei tag scelti dagli utenti, in cima alla scheda, è “Artificial Intelligence”.

Karch ha risposto anche su questo: la pagina verrà aggiornata quando il set di funzionalità sarà definito, e la modalità sperimentale viene presentata come una caratteristica del prodotto, non nascosta. Nel frattempo il gioco è in preordine come “prossimamente” e la casella resta vuota. Sul modding Nexus Mods ha imposto le stesse etichette a chi carica una mod gratis.

La dichiarazione dell’amministratore delegato

Il 13 agosto Karch ha mandato a This Week in Videogames quattro paragrafi che vale la pena riassumere per intero, perché ogni frase sposta la discussione da un’altra parte. Dice di non aver mai visto né sentito Sacco. Dice che la sceneggiatura, se vincesse un premio, andrebbe a qualcuno in grado di salire sul palco a ritirarlo. Dice che l’azienda voleva rivelare l’uso dell’IA per conto proprio, e che Sacco ha violato una clausola di riservatezza. Dice che l’IA in un gioco a basso prezzo è un vantaggio per chi compra. Poi arriva alla scrittrice: sostituita da qualcuno più bravo, licenziata mesi dopo per varie ragioni, e in retrospettiva l’avrebbe volentieri rimpiazzata con l’intelligenza artificiale, che almeno sarebbe programmata per essere onesta.

Sacco ha replicato poche ore dopo che quella nota è la prima cosa che molte persone leggeranno del marchio Saber, e che farà alla reputazione dell’azienda più danni di quanti ne possa fare a lei. Ha anche aggiunto un dettaglio che nessuna delle due note ha smentito: il suo responsabile diretto avrebbe discusso più volte con chi ai piani alti spingeva per l’IA, mentre dall’altra parte si sosteneva che i giocatori amano la tecnologia nuova e che quindi la scelta sarebbe stata ottimo marketing. Con il team UNIGINE, ha precisato, non ha alcun problema.

Nella nota del 12 agosto Saber scriveva che nessuno dei suoi oltre tremila dipendenti deve temere di essere rimpiazzato da una macchina. Il giorno dopo l’amministratore delegato ha spiegato che con una di loro l’avrebbe fatto volentieri.

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