RTS games aren't dead yet - but nothing hits quite like Starcraft 2

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StarCraft 2 compie 16 anni, la campagna è ancora un capolavoro

Tempo di lettura: 2 minuti

StarCraft 2 è ancora il campione che ricordavamo? A 16 anni, la campagna di Wings of Liberty insegna ancora tutto ai giochi RTS moderni

A sedici anni dall’uscita, PCGamesN si è chiesto se valga la pena tornare su StarCraft 2, e la risposta è sì: la campagna regge ancora, eccome, e in un periodo di revival per gli strategici in tempo reale batte quasi tutti i rivali recenti.

Il multiplayer ha ricevuto di recente una patch che ha ritoccato qualche costo e bilanciamento, ma a spingere l’autore a reinstallare tutto non è stato solo quello. Il vero motore è stato il confronto con i titoli RTS usciti negli ultimi anni: Tempest Rising, 9-Bit Armies, i soliti noti di Age of Empires. Nessuno, a sentire chi ha giocato, regge il confronto con la campagna di Wings of Liberty.

Ogni missione è un piccolo capolavoro di design. Non c’è un minuto sprecato. Introducono una nuova unità e ti lanciano subito in uno scenario costruito apposta per farla risplendere. Prendete ‘Outbreak’: siete assediati da Infested Terrans in un ciclo giorno/notte. Di giorno i nemici battono in ritirata, e voi dovete sgattaiolare fuori, distruggere le strutture che li generano e tornare di corsa prima del tramonto. Per questo arriva l’Hellion, un buggy con lanciafiamme. Sembra un tutorial mascherato, ma è una lezione che si impara giocando, non leggendo un manuale.

La progressione non lineare aiuta: se una missione vi dà filo da torcere, potete cambiare pianeta, sbloccare un’unità diversa o potenziare quelle che avete già. Il tutto condito da chiacchiere sul ponte della nave di Raynor, con scienziati e reduci che vi spiegano perché le fiamme blu sono meglio di quelle normali. E sì, c’è pure una canzone country-spaziale che vale da sola il prezzo del biglietto.

Non è solo nostalgia: la fluidità dei controlli, la reattività dei comandi, la scorrevolezza con cui si torna a gestire hotkey e gruppi di controllo dopo dieci anni è impressionante. Il comparto grafico non inganna nessuno — non sembra un gioco del 2026 — ma la solidità tecnica è qualcosa che molti giochi moderni possono solo sognare.

La nostra analisi. Ci sembra quasi surreale che a sedici anni dalla release StarCraft 2 faccia ancora scuola, eppure è così. La campagna di Wings of Liberty è un manuale di game design che i concorrenti — Stormgate, Battle Aces, chi più ne ha più ne metta — non sono riusciti a eguagliare. La notizia vera non è che un vecchio gioco sia ancora bello. È che l’RTS moderno fatica a trovare una sua identità, e forse dovrebbe smetterla di guardare al passato con sufficienza. Scommettiamo che, se Blizzard ci ripensasse e desse il via a un terzo capitolo, la coda al botteghino sarebbe lunghissima. Ma prima, forse, basterebbe tornare a giocare i classici per ricordarsi come si fa.

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