La riedizione di Watch Dogs: Legion, quella che in Ubisoft chiamano director’s cut, uscirebbe nella prima metà del 2027. La finestra arriva da Insider Gaming, il sito di indiscrezioni fondato da Tom Henderson, che il 5 ottobre l’ha aggiunta a una voce già messa in giro dalla stessa testata all’inizio dell’anno. Ubisoft non ha confermato niente.
Nel pezzo c’è anche un numero, ed è la parte più concreta: un centinaio di sviluppatori di Ubisoft Montreal sarebbe al lavoro sul gioco. Il Legion del 2020 non lo aveva fatto Montreal ma Ubisoft Toronto, che risulta ancora come sviluppatore sulla scheda Steam: se il conteggio è giusto, il lavoro è passato a un’altra sede del gruppo.
Che cosa sarebbe questo director’s cut
Henderson aveva messo in giro la voce a febbraio, raccontando nel podcast della testata che Ubisoft stava registrando nuove sessioni di motion capture per Legion e che il pacchetto avrebbe compreso una modalità interamente notturna. Quella ricostruzione, ripresa da TheGamer, parlava di una riedizione con contenuti aggiuntivi più che di un rifacimento da zero.
Oltre a questo non c’è niente: nessun annuncio, nessuna piattaforma, nessun prezzo, nessuna indicazione su che cosa toccherebbe a chi il gioco ce l’ha già. La differenza pesa sul portafoglio di chi legge: un aggiornamento che aggiunge missioni a chi il gioco ce l’ha non è un’edizione nuova da ricomprare a prezzo pieno.
Le parole di Guillemot all’assemblea del 1 ottobre
Il 1 ottobre, rispondendo agli investitori durante l’assemblea annuale, l’amministratore delegato Yves Guillemot aveva detto che la serie non è destinata a entrare in una creative house per il momento, prima di un suo eventuale rifacimento. Le parole, tradotte in diretta e riportate dalla newsletter Game File, le ha raccolte Insider Gaming.
Le creative house sono le divisioni in cui Ubisoft ha riorganizzato gli studi attorno ai marchi che considera portanti: la più recente ha messo The Division, Ghost Recon e Splinter Cell sotto una squadra sola. Restare fuori da quelle divisioni significa non avere una struttura stabile che lavori al marchio nel lungo periodo, e non esclude una riedizione del gioco del 2020. Le due affermazioni possono quindi convivere, ma una arriva dal palco di un’assemblea e l’altra da fonti anonime.
Perché proprio Legion, e come sta oggi
Watch Dogs: Legion era uscito nell’ottobre 2020 con un’idea di cui si era parlato molto: a Londra si poteva reclutare chiunque, dalla pensionata all’avvocato, e giocare con il personaggio appena arruolato. Il risultato aveva diviso, anche per i problemi tecnici del lancio, e la serie si era fermata lì. Su Steam, dove il gioco è arrivato in ritardo il 26 gennaio 2023, le recensioni sono ferme a “Nella media”, con il 56% di giudizi positivi su 12.687, e il prezzo di listino da 59,99 euro è scontato all’85%, cioè 8,99 euro.
Il motivo per cui Ubisoft potrebbe tornarci sopra adesso ha a che fare con quello che succede intorno. I giocatori di Watch Dogs 2 su Steam sono tornati a crescere a dieci anni dall’uscita, cosa di cui avevamo scritto a luglio. Nel 2027, poi, l’attesa per un mondo aperto urbano sarà alimentata dal lancio di Grand Theft Auto 6. Una riedizione a basso costo di un gioco già fatto è il tipo di prodotto che si piazza in quella finestra.
Una serie ferma da sei anni
Watch Dogs è nata nel 2014, pensata in Ubisoft come risposta ai giochi a mondo aperto criminali di Rockstar, ed è arrivata a tre capitoli in sei anni. Dopo Legion si è fermata: niente seguito annunciato, niente data, e l’unico prodotto nuovo a marchio Watch Dogs è stato un film, entrato in produzione due anni fa.
Legion aveva comunque avuto un seguito interno. L’espansione a pagamento Bloodline riportava in scena Aiden Pearce, il protagonista del primo gioco, e Wrench, il personaggio mascherato del secondo: un richiamo ai capitoli precedenti dentro il capitolo che quei capitoli aveva lasciato indietro. È lo stesso materiale su cui si appoggerebbe una riedizione, perché esiste già ed è stato pagato una volta sola.
Quello che ancora non si sa
Manca tutto il resto: data precisa, piattaforme, prezzo, contenuti, e perfino la conferma che il progetto esista. L’anno di Ubisoft è stato segnato da ristrutturazioni e da progetti chiusi prima di uscire, fra cui il rifacimento di Prince of Persia: Sands of Time, quindi una finestra fissata al 2027 da fonti interne non è una data di uscita. Il prossimo momento in cui l’azienda dovrà parlare di numeri e di calendario è la presentazione dei conti trimestrali, e lì un annuncio pubblico varrebbe più di qualunque indiscrezione.


