I prezzi delle schede video iniziano a scendere dopo il rifiuto dei consumatori
PCGamesN riporta che il mercato delle schede grafiche potrebbe essere a una svolta. Dopo anni di costanti rincari, alimentati prima dalla domanda di criptovalute e poi dal boom dell’intelligenza artificiale, i dati più recenti suggeriscono una resistenza da parte degli acquirenti, in particolare verso i prodotti AMD, che sta spingendo i prezzi verso il basso.
L’impennata dei costi era stata ulteriormente aggravata dall’esplosione dei prezzi della RAM, che ha visto il DDR5 quadruplicare il suo valore, rendendo più costosa anche la VRAM necessaria per le GPU. Tuttavia, sembra che molti giocatori e appassionati abbiano semplicemente detto “basta”.
La dinamica prezzo-disponibilità in Giappone
Secondo un’analisi del sito tech giapponese GAZ:Log, che ha monitorato prezzi e livelli di stock nei retailer, si è verificato un fenomeno indicativo per due modelli AMD: l’RX 9070 XT e l’RX 9060 XT. A metà gennaio, i prezzi di queste schede sono aumentati drasticamente. Contemporaneamente, però, è cresciuta anche la disponibilità di stock presso i rivenditori.

Le settimane successive hanno dimostrato che gli stock sono rimasti elevati, un chiaro segnale che le schede non venivano vendute al nuovo prezzo più alto. Come risposta diretta a questa scarsa domanda, i prezzi per questi due modelli hanno iniziato a scendere progressivamente, tornando verso i livelli osservati all’inizio dell’anno.
Uno scenario ancora complesso a livello globale
È importante notare che questo trend è basato sui dati di due soli modelli GPU AMD e sul mercato retail giapponese. La situazione globale appare più variegata. Ad esempio, osservando la storica dei prezzi per una scheda come la RTX 5080 su Amazon USA, si nota che il suo prezzo attuale è superiore di oltre 300 dollari (circa 280 euro) rispetto a dicembre, nonostante sia diminuito rispetto ai picchi post-lancio.
Allo stesso modo, una RX 9070 XT risulta attualmente listata al suo prezzo più alto di sempre, 739,99 dollari (circa 690 euro). Questo valore è di 60 dollari (circa 55 euro) superiore a quello di dicembre, nonostante un calo temporaneo avvenuto nei mesi precedenti.

Il mercato decide il futuro
Il quadro che emerge è quindi contrastante. Da un lato, il caso giapponese dimostra che quando i consumatori smettono di comprare, i prezzi sono costretti a scendere, offrendo un barlume di speranza per una normalizzazione più rapida di quella attesa per i prezzi della RAM. Dall’altro, in altri mercati e per altre marche, la pressione al rialzo sembra ancora presente.
Alla fine, saranno le forze di mercato a determinare il punto di equilibrio. Se la domanda continuerà a essere debole, i cali potrebbero diventare più ampi e generalizzati. Tuttavia, un picco anche minimo di richiesta potrebbe far risalire nuovamente le curve dei prezzi. La decisione finale, come sempre, rimane nelle mani del consumatore, in base alle proprie esigenze di aggiornamento e alla situazione economica personale.



