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PlayStation 6, la data di uscita non ce l’ha nemmeno Sony

Tempo di lettura: 2 minuti

Per sapere quando esce PlayStation 6 serviva chiederlo a chi la costruisce. È stato fatto, e la risposta è che non lo sa nemmeno lui. In un profilo pubblicato dal Wall Street Journal il 17 agosto, Hiroki Totoki, presidente e amministratore delegato di Sony dall’aprile 2025, ha detto che l’azienda non ha ancora fissato una data di lancio per la console.

Il pezzo del quotidiano finanziario non parlava di videogiochi: raccontava lo spostamento di Sony dall’elettronica di consumo all’intrattenimento, cioè da televisori e Walkman a film, musica e giochi. La console compare per una riga, e quella riga riportata da Video Games Chronicle dice che la data non c’è. Nemmeno internamente, precisa Kotaku.

Il motivo si chiama memoria

Gli analisti citati dal Journal davano la console in arrivo nel 2027, ed è la finestra che circolava da mesi: sei o sette anni dopo PS5, come da tradizione. Quelle previsioni si sono allontanate, e la causa è la carenza globale di componenti innescata dalla domanda dei data center per l’intelligenza artificiale. Le stesse memorie che servono a una console servono a chi sta costruendo capacità di calcolo, e i secondi pagano di più.

Non è una novità per Totoki, che a maggio aveva già detto di non aver deciso né tempi né prezzi e di aspettarsi memorie care per tutto l’esercizio 2027. La differenza è che tre mesi dopo la posizione non si è mossa di un centimetro, mentre il conto è salito. A luglio il costo dei materiali di PS6 era stimato in 960 dollari, duecento in più rispetto a marzo, e PS5 ha incassato più di un rincaro a generazione in corso.

Quello che il rinvio porta con sé

Se la console dovesse scivolare al 2028, arriverebbe nello stesso anno in cui Sony smette di produrre dischi per i nuovi giochi PlayStation. Una macchina nuova che nasce senza supporto fisico e senza un mercato dell’usato è un cambio di modello di distribuzione, non un dettaglio di calendario. È il tipo di coincidenza che conviene guardare da subito, e non quando ce la spiegheranno come una comodità.

Nella stessa intervista Totoki ha spiegato che il compito principale di chi guida un’azienda è tenerla in vita, e che senza interventi in questo scenario non si sopravvive. Detto da chi vende console, e detto in un articolo che spiega perché Sony punta sui contenuti invece che sull’hardware, suona meno come una frase di circostanza e più come un ordine di priorità. L’hardware costa e rende poco, i film e i giochi no. La macchina arriverà quando i conti torneranno, e i conti li fa il mercato delle memorie.

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