Painkiller's creator "disagreed with every single thing" the reboot does, says it "wasted" the IP

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Painkiller 2025 delude? Il creatore originale stronca il reboot: “Un errore usare quel nome”

Tempo di lettura: 3 minuti

Il creatore di Painkiller critica il reboot del 2025: “Non ha nulla a che fare con Painkiller”

Secondo quanto riportato da PCGamesN, Adrian Chmielarz, co-fondatore di The Astronauts e figura chiave dietro il classico FPS Painkiller, ha espresso forti riserve sul reboot del gioco previsto per il 2025, sviluppato da Anshar Studio. Chmielarz, noto anche per il suo lavoro su Gears of War e Bulletstorm, ritiene che il nuovo Painkiller si discosti troppo dall’originale, tanto da non meritare, a suo dire, il nome che porta.

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Un’opinione netta

“So chi sono [Anshar]”, afferma Chmielarz. “Sono bravi ragazzi e si stanno impegnando. Fanno molto lavoro di outsourcing e, di tanto in tanto, tentano di creare di nuovo il proprio gioco, e lo apprezzo. Ma, sfortunatamente, penso che Painkiller [2025] sia fondamentalmente uno Skinwalker: ha il nome Painkiller, ma non ha nulla a che fare con Painkiller. Se lo stesso gioco fosse rilasciato con un titolo diverso, nessuno chiederebbe mai ‘ehi, è una specie di sequel di Painkiller?'”

Distanza dall’originale

Chmielarz confessa di non aver giocato la versione finale del reboot, ma di aver provato la beta. La sua impressione è decisamente negativa: “Non l’ho giocato”, ammette. “Ho giocato la beta quando l’avevano, e non ero d’accordo con ogni singola cosa che hanno fatto, e basta.” Secondo lui, Anshar Studio ha commesso l’errore di stravolgere l’IP originale, privando il gioco della sua essenza. “È un gioco completamente diverso. Non capirò mai perché prendi l’IP e poi lo stravolgi. Qual è il punto? Prendi l’IP perché credi che l’IP avesse qualcosa, ma non ci sono tracce del DNA di quell’IP nel tuo gioco. Questo è strano per me.”

Atmosfera vs. Meccaniche

Il problema principale, secondo Chmielarz, risiede nella mancanza di atmosfera, elemento fondamentale del Painkiller originale. Mentre i nuovi sviluppatori si sono concentrati su meccaniche di gioco, armi e nemici spettacolari, hanno trascurato l’aspetto horror e l’immersione nel mondo di gioco. “Si sono concentrati sulle meccaniche e credevano che ‘otteniamo armi fantastiche e nemici fantastici, facciamo un sacco di questo tipo di gameplay e un po’ di sangue sullo schermo, e questo è abbastanza’. Metà di Painkiller riguardava l’atmosfera, e Painkiller prendeva se stesso sul serio. Ci puoi ridere su, è giusto. Quindi non era il migliore, ma almeno ti dava l’idea che le persone che lo hanno realizzato ci credessero, credessero in quel mondo e volessero farti vivere un’esperienza più horror che un gioco sciocco che sarà pieno di battute e esplosioni. Questo è il motivo per cui continuo a credere fermamente che la parte di immersione sia così importante.”

An image of a man shooting demons with a ray gun in a cathedral area

Un danno all’IP originale?

Chmielarz arriva a definire il reboot di Painkiller come “controproducente” per Anshar. Crede che un titolo diverso avrebbe giovato al gioco, evitando il confronto con l’originale. “Se lo avessero chiamato in modo diverso, avrebbero venduto più copie e la reazione sarebbe stata molto più positiva. Da quello che ho visto, molte persone si ricordano del Painkiller originale e sono un po’ arrabbiate perché [la versione del 2025] non lo è. Rinomina il gioco con qualsiasi altra cosa e l’accoglienza sarebbe molto migliore. Non solo l’IP è stato sprecato sul gioco, ma in realtà ha danneggiato [Anshar].”

Le recensioni su Steam sembrano confermare questa tesi, con molti utenti che lamentano la mancanza di connessione tra il nuovo gioco e il Painkiller originale. Il nuovo Painkiller sembra aver tratto ispirazione da Doom piuttosto che dai suoi predecessori, diventando un FPS cooperativo competente, ma che, secondo quanto riportato, “fa il cosplay di Painkiller“.

Al momento, Adrian Chmielarz è impegnato nello sviluppo di Witchfire, un RPG in prima persona ambientato in un mondo fantasy oscuro.

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