The Outer Worlds 2 review - heavy decisions, weak combat

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The Outer Worlds 2 è il vero successore di Fallout: New Vegas che tutti aspettavano?

Tempo di lettura: 4 minuti

Un sequel sci-fi che raccoglie finalmente l’eredità di New Vegas

Secondo quanto riportato da PCGamesN, The Outer Worlds 2 rappresenta per Obsidian Entertainment un ritorno al passo dei grandi classici. Dopo titoli come l’incostante Avowed e il primo capitolo di The Outer Worlds, considerato acerbo, questo nuovo capitolo riesce finalmente a reggere il confronto con Fallout: New Vegas, il capolavoro del 2010 che aveva imposto uno standard elevatissimo per lo studio.

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L’articolo evidenzia come il gioco, ambientato in una nuova galassia nonostante qualche connessione col primo titolo, consenta di iniziare l’avventura senza problemi. Il giocatore veste i panni di un agente dell’Earth Directorate, incaricato di fronteggiare le pericolose fessure dimensionali che stanno dilaniando la galassia.

Screenshot #1

Una scrittura ironica in un universo distopico

Non sfugge la vena ironica del racconto, che osserva l’iper-capitalismo dell’universo di gioco mentre lo studio stesso è di proprietà di Microsoft. Questa ironia, come sottolinea il giornalista, è abbracciata più volte nella storia, ad esempio con il “difetto” da consumista sbloccabile nella Premium Edition o con la trasformazione del logo Xbox nella mascotte della Spacer’s Choice durante i crediti.

La scrittura di Obsidian si conferma pungente e arguta, capace di far sorridere anche all’interno di una trama ad alto tasso drammatico. Uno degli elementi portanti del gioco è l’importanza delle scelte, che influenzano radicalmente l’esperienza fin dalla creazione del personaggio.

Un sistema di costruzione del personaggio che premia (e punisce) le scelte

La selezione delle caratteristiche negative, o flaws, è stata completamente rivista rispetto al primo capitolo. Non si tratta più di semplici penalità statistiche, ma di tratti con effetti positivi e negativi concreti, che si sbloccano compiendo determinate azioni più volte. La redazione racconta di aver selezionato il tratto “Dumb”, bloccando l’accesso a cinque abilità, per realizzare un personaggio chiacchierone ma poco brillante. Solo in seguito ci si è resi conto della gravità di questa scelta iniziale, che ha precluso l’accesso a talenti fondamentali legati al carisma e alla persuasione.

Screenshot #2

Il gioco insegna costantemente che non si può fare tutto. Durante i dialoghi, si presentano opzioni bloccate per chi non possiede i giusti requisiti, e lo stesso vale per gli oggetti nell’ambiente che potrebbero essere riparati. Questo sistema, secondo l’analisi, funge da incentivo perfetto per sperimentare un secondo gioco con un personaggio diverso.

Fazioni, compagni e missioni che plasmano la storia

La narrazione ruota attorno allo scontro tra due principali fazioni: l’iper-capitalista Auntie’s Choice, focalizzata sul profitto, e l’Order of the Ascendant, una fazione scientifica che governa predendo gli eventi attraverso la matematica. La scelta non è tra bene e male, ma tra due visioni del mondo, e le conseguenze delle proprie azioni si riflettono sull’intero universo di gioco, arrivando persino a far abbandonare i compagni se si compiono atti abietti.

Screenshot #3

I sei compagni disponibili, come il leale Niles o la fredda assassina Marisol, offrono prospettive radicalmente diverse e arricchiscono l’esperienza con le loro storie personali. Le missioni principali e secondarie sono progettate per accogliere virtualmente qualsiasi build, offrendo un numero notevole di percorsi alternativi, alcuni dei quali nemmeno esplicitamente segnalati nel diario. La scelta finale su ciascun pianeta si conclude con un evento di portata epocale, le cui conseguenze sono permanenti.

Un comparto tecnico e di combattimento che fatica a tenere il passo

Nonostante i miglioramenti apportati alle meccaniche di sparo, che ora fanno sentire The Outer Worlds 2 più simile a uno sparatutto moderno, il sistema di combattimento rimane il punto debole dell’esperienza. La mancanza di profondità tattica e la presenza di nemici-spugna rendono gli scontri, specialmente nella seconda metà del gioco, ripetitivi e poco coinvolgenti. Opzioni alternative, come l’hacking degli automi, risultano spesso superflue se si dispone già di armi potenti.

Screenshot #4

Anche il sistema di crafting, sebbene completo, rischia di essere ignorato in quanto non necessario per superare i combattimenti nella difficoltà normale. Dal punto di vista tecnico, il gioco realizzato in Unreal Engine 5 offre performance solide, supporta formati ultrawide e HDR, ma l’opzione di ray tracing hardware sembra penalizzare pesantemente il framerate senza offrire un reale vantaggio visivo.

Conclusione: un’impressionante avventura RPG con alcune riserve

In definitiva, The Outer Worlds 2 riesce nel fondamentale compito di far sentire importanti le scelte del giocatore, costruendo un’avventura altamente personale e reattiva. Tuttavia, il comparto di combattimento stenta a evolversi oltre i canoni dell’era di Fallout 3, risultando un freno al potenziale epico dell’opera. Nonostante questo limite, Obsidian ha consegnato un titolo in grado di soddisfare gli appassionati che attendevano da oltre un decennio un degno successore spirituale di New Vegas.

Screenshot #5

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