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OD non è solo “Cloud”: Xbox sta mettendo le mani nel gameplay di Kojima (e forse è un bene)

Tempo di lettura: 2 minuti

Pensavate di svegliarvi e leggere notizie confortanti? Illusi. Oggi parliamo di Hideo Kojima e del suo misterioso progetto OD. Ricordate? Quel trailer inquietante che sembrava un provino per un film horror di serie B? Bene, finora ci avevano venduto la solita supercazzola sul “potere del cloud” di Azure. La notizia di oggi è che, a quanto pare, il supporto di Microsoft non è solo affittare server: stanno mettendo le mani dentro il gioco.

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Microsoft non si fida? Il “supporto” diventa sviluppo attivo

Credevamo tutti che Phil Spencer avesse semplicemente firmato un assegno in bianco a Kojima, dicendogli “divertiti col cloud, fai quello che vuoi”. Ingenui. Secondo quanto trapelato da fonti interne e riportato da diverse testate internazionali, tra cui IGN, la collaborazione è molto più profonda (e forse più disperata) di quanto sembri.

Non si tratta solo di tecnologia. Fonti vicine al progetto insistono sul fatto che Xbox Game Studios stia partecipando attivamente allo sviluppo di elementi del gameplay. Avete letto bene. Non stanno solo ottimizzando la latenza, stanno decidendo come si gioca.

Cosa significa questo per noi poveri giocatori in attesa dell’ennesimo “Kojima-Game”?

  • Non solo “Cinema Interattivo”: Forse Microsoft, dopo aver visto i primi prototipi, ha temuto di ritrovarsi con un altro ‘Death Stranding’ ma senza il budget per Norman Reedus, e ha deciso di inviare rinforzi per assicurarsi che ci sia, sapete, un gioco dentro il gioco.
  • Il “Controllo Qualità” di Xbox: Dopo alcune recenti… scivolate (non guardiamo nessuno, vero Starfield?), è plausibile che Xbox voglia evitare un altro lancio problematico. Mettere i propri team a fianco del “Maestro” potrebbe essere una mossa per proteggere l’investimento.
  • Kojima ha bisogno di una mano? Oppure, scenario ancora più piccante, l’horror basato sul cloud è così complesso che persino Kojima Productions, come riportato anche da GamesRadar+, ha dovuto chiedere aiuto per trasformare le sue visioni criptiche in qualcosa che giri su un controller.

In sintesi, la “libertà creativa totale” promessa a Kojima forse includeva la libertà di chiedere aiuto ai team di papà Microsoft. Se questo porterà a un capolavoro rivoluzionario o al più costoso screensaver horror della storia è ancora da vedere. Per ora, l’unica cosa certa è che OD è sempre meno un gioco di Kojima e sempre più un gioco con Kojima (e i suoi nuovi supervisori). Staremo a vedere.

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