Lavoro Straordinario Obbligatorio Presso Naughty Dog per il Gioco “Intergalactic: The Heretic Prophet”
Secondo un resoconto di GamesIndustry.biz, lo studio Naughty Dog avrebbe recentemente imposto ai propri dipendenti ore di lavoro straordinario obbligatorio per finalizzare la demo di “Intergalactic: The Heretic Prophet”. Questa notizia riaccende il dibattito sulle pratiche di “crunch” nell’industria dei videogiochi.
Dettagli sulle Richieste di Lavoro
L’articolo originale, citando Bloomberg, afferma che al personale è stato richiesto di lavorare almeno otto ore extra alla settimana, per un massimo di 60 ore settimanali. Questo periodo di straordinario forzato sarebbe durato per le ultime sette settimane, concludendosi proprio in questi giorni.
Non solo l’orario di lavoro è stato esteso, ma gli sviluppatori sono stati anche istruiti a recarsi in ufficio cinque giorni alla settimana, un aumento significativo rispetto ai tre giorni abituali. Questa modifica avrebbe creato disagi nelle routine di cura dei bambini e degli animali domestici dei dipendenti. Tuttavia, la direzione avrebbe assicurato che a gennaio si tornerà alla modalità di tre giorni in presenza.
Bloomberg ha riportato che, a partire dalla fine di ottobre, il personale è stato invitato a lavorare un minimo di otto ore extra a settimana, registrando il proprio straordinario in un foglio di calcolo interno. Persone informate sui fatti, che hanno preferito mantenere l’anonimato per paura di ritorsioni, hanno rivelato che questo periodo di straordinario aveva lo scopo di “riportare la produzione in carreggiata dopo diverse scadenze mancate”.
Mancanza di Commenti Ufficiali
Sia Sony che Naughty Dog hanno rifiutato di commentare queste affermazioni, mantenendo il silenzio sulla questione.
Precedenti di “Crunch” presso Naughty Dog
Nonostante negli ultimi anni si sia registrata una crescente opposizione alle pratiche di “crunch” nell’industria, la posizione di Naughty Dog riguardo al lavoro straordinario obbligatorio è stata oggetto di esame in diverse occasioni. Già nel 2021, l’allora co-presidente dello studio, Evan Wells, aveva risposto a una domanda sulla sua esperienza personale con il “crunch” affermando: “Ho decisamente lavorato molto duramente negli anni. Credo che parte di ciò mi abbia aiutato a raggiungere la posizione in cui mi trovo nella mia carriera.” Questa dichiarazione aveva suscitato non poche discussioni all’epoca, e il recente episodio non fa che alimentare ulteriormente il dibattito sul benessere dei lavoratori nel settore dei videogiochi.


