Una bolla di sapone chiamata Hype
Devo ammetterlo, la partenza era stata da manuale. L’annuncio di un hero shooter 6v6, gratuito, con un roster che spaziava dai Guardiani della Galassia agli Avengers, era la ricetta perfetta per il successo virale. E così è stato. Dopo il lancio ufficiale il 6 dicembre 2024, NetEase ha surfato un’onda anomala di entusiasmo, toccando a gennaio 2025 la cifra sbalorditiva di quasi 645.000 giocatori contemporanei solo su Steam. Tutti gridavano al “killer” di Overwatch, al nuovo re del genere. Personalmente, ho sempre pensato che l’entusiasmo fosse un po’ troppo facile, alimentato più dal fascino dei personaggi che da reali innovazioni nel gameplay.
Oggi, a ottobre 2025, quella bolla è scoppiata in modo fragoroso. I dati attuali mostrano un picco nelle 24 ore che si aggira mestamente sui 95.000 giocatori. Certo, sono numeri che farebbero la gioia di molti studi indipendenti, ma per un titolo partito con ambizioni così smisurate, passare da 645.000 a meno di 100.000 in dieci mesi non è una “correzione”: è un tracollo.
I soliti sospetti: perché i giocatori sono fuggiti
La cosa quasi comica è che le ragioni di questo esodo sono la solita, trita solfa che affligge tanti live service moderni. Non è la mancanza di contenuti a pesare – NetEase, va detto, ha mantenuto un flusso di aggiornamenti costante – ma la qualità dell’esperienza di gioco, specialmente in quella modalità competitiva che dovrebbe essere il cuore pulsante del titolo.
La community è in subbuglio per una tossicità dilagante e uno stress competitivo che rendono le partite classificate un’esperienza più punitiva che gratificante. Molti lamentano un matchmaking che sembra premiare più la fortuna che l’abilità, trasformando la scalata delle classifiche in un grind senza fine. A questo si aggiunge la sconcertante assenza di una “role queue”, una banalità nel 2025, che porta a composizioni di squadra caotiche e frustranti. È il solito dramma: nessuno vuole giocare supporto, e chi lo fa si sente un martire non celebrato. Francamente, era prevedibile.
Se non bastasse, il meta di gioco è stato descritto da più parti come instabile e superficiale. L’idea che “se tutti sono OP, nessuno lo è” si è rivelata una fallacia. Le partite, specialmente ai livelli più alti, si riducono a una gestione passiva delle abilità “ultimate”, in attesa del momento giusto per scatenare il caos e vincere lo scontro. Dov’è la tattica? Dov’è la strategia? Spesso, non pervenuta.

Un calo “fisiologico”? Non prendiamoci in giro
C’è chi, con un ottimismo che fatico a condividere, parla di un calo fisiologico. L’idea è che l’orda iniziale di curiosi e fan Marvel si sia semplicemente allontanata, lasciando il campo a uno zoccolo duro di appassionati. Una lettura fin troppo generosa.
Quando un gioco viene lanciato come il potenziale rivale di Overwatch 2 e dopo pochi mesi si ritrova con numeri che, seppur rispettabili in assoluto, sono una frazione di quelli iniziali, non si può parlare di assestamento. Si deve parlare di un’occasione mancata. Overwatch 2, pur con tutti i suoi problemi e le critiche, mantiene su Steam un picco giornaliero di circa 40.000-50.000 utenti, ma partendo da una base e da aspettative completamente diverse. Marvel Rivals doveva essere l’alternativa, non un “altro” hero shooter con una discreta base di giocatori.
Il canto del cigno o un disperato tentativo di rianimazione?
Da parte di NetEase, per ora, tutto tace riguardo a questo imbarazzante -85%. La loro risposta è affidata agli aggiornamenti, come l’ultima patch Stagione 4.5 che ha introdotto Daredevil. Ma basta un nuovo eroe a tappare le falle di una nave che imbarca acqua da tutte le parti? Ho i miei dubbi.
Senza un intervento deciso sui problemi strutturali che affliggono la competitiva – l’introduzione di una role queue, un ripensamento del matchmaking, un bilanciamento più oculato – questi aggiornamenti rischiano di essere solo dei palliativi. Il gioco possiede ancora un roster di personaggi invidiabile e un’estetica accattivante, ma sotto la scintillante armatura Marvel, l’anima del gameplay sembra essere in grave sofferenza.
Forse la vera domanda non è se Marvel Rivals riuscirà a rialzarsi, ma se, in un mercato così saturo e spietato, abbia mai avuto davvero le gambe per restare in piedi dopo la fiammata iniziale. Per come si sono messe le cose, la risposta alla domanda del titolo sembra essere un sonoro “sì”. È durato anche troppo.



