Marathon isn't deathmatch gone wide, it's multiplayer Alien: Isolation and every other player is a xenomorph

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Ecco come Marathon di Bungie trasforma l’estraction shooter in un capolavoro di stealth

Tempo di lettura: 3 minuti

Il ritorno della furtività: come Marathon di Bungie reinterpreta il genere stealth in multiplayer

Secondo un’analisi pubblicata da Rock Paper Shotgun, l’avventura estrattiva in prima persona non sarebbe un semplice deathmatch allargato. Piuttosto, il gioco sembra attingere a piene mani dalla tradizione degli stealth game in solitaria, trasponendone le meccaniche di tensione e sospensione in un ambiente multiplayer competitivo.

Un ecosistema di suoni e segnali

La colonia abbandonata su Tau Ceti IV non è solo uno scenario post-apocalittico, ma un intricato ecosistema di allarmi. Ogni azione, dal semplice aprire una porta metallica al cadere di una griglia di ventilazione, produce un suono distintivo che può tradire la propria posizione. Persino la fauna locale, come gli uccelli dal becco rosa acceso, funge da efficiente sistema di allerta: avvicinarsi troppo li fa fuggire rumorosamente, segnalando la propria presenza a qualsiasi giocatore nelle vicinanze.

Il paragone più diretto, come evidenziato nell’articolo, è con Hunt: Showdown di Crytek. Gli sviluppatori tedeschi, con la loro esperienza in titoli come Crysis e Far Cry, hanno già dimostrato come trasferire la tensione dei “corridoi larghi” degli stealth game in spazi aperti in un contesto PvPvE. In Marathon, Bungie applica una filosofia simile, dove ogni giocatore rivale assume il ruolo della minaccia intelligente e imprevedibile tipica dei grandi horror survival.

L’altro giocatore come xenomorfo

La dinamica centrale che trasforma l’esperienza è il trattamento degli avversari umani. Non sono semplicemente bersagli da eliminare, ma diventano entità simili allo xenomorfo di Alien: Isolation o Mr. X di Resident Evil 2. Sono predatori che non solo cercano attivamente, ma soprattutto ascoltano.

“Puoi pensare ai tuoi rivali umani come allo xenomorfo in Alien: Isolation”.

Questa presenza trasforma le mappe in un unico, enorme sistema di allarme. Anche un breve scontro a fuoco con i robot può attirare l’attenzione del predatore all’apice della catena alimentare. In modalità solitaria, questa dinamica raggiunge il suo apice, rendendo la propagazione del suono l’elemento decisivo per la sopravvivenza.

Vittoria attraverso l’evasione, non l’aggressione

A differenza di molti shooter competitivi, Marathon non forza necessariamente lo scontro diretto. La vittoria è definita principalmente dal riuscire a “exfiltrarsi”, ossia uscire dalla mappa con il bottine. Le missioni offerte dalle corporazioni spesso richiedono di raccogliere risorse o attivare dispositivi, raramente di uccidere altri giocatori. Pertanto, evitare uno scontro non è sentito come un fallimento, ma come una strategia legittima e spesso saggia.

“I miei ricordi più vividi di Marathon hanno incluso il fissare un muro per cinque minuti”.

Come nei classici Thief e Deus Ex, alcuni dei momenti più intensi derivano dall’immobilità, dal rimanere nascosti in attesa che una minaccia passi, con il cuore che batte all’impazzata e le orecchie tese a captare ogni minimo indizio sonoro.

L’ambiguità come fondamento della tensione

Il gioco costruisce la sua atmosfera unica su un’ambiguità persistente. Non si sa mai con certezza quanti giocatori siano rimasti nella mappa, dove siano, o se siano già fuggiti. Solo dopo la propria evacuazione, il gioco mostra brevemente le prospettive di coloro che sono ancora all’interno, rivelando a volte di essere stati osservati per minuti interi da un avversario che ha scelto di non attaccare.

Anche l’ambiente contribuisce a questo senso di incertezza. Contenitori saccheggiati o robot smantellati indicano il passaggio di altri, ma Bungie introduce deliberatamente tracce fuorvianti: un vetro rotto è opera di un giocatore recente o di un colono cinquant’anni prima? Le routine dei bot sono spesso così convincenti da essere scambiate per comportamenti umani, e persino i robot distrutti possono contrarsi rumorosamente, aggiungendo ulteriore caos al mix sonoro.

“Marathon è un test silenziosamente spettacolare di abilità affinate in Thief e Far Cry”.

In conclusione, Marathon sembra essere un esperimento riuscito nel fondere l’adrenalina del multiplayer competitivo con la tensione metodica e psicologica degli stealth game in solitaria. Il suo obiettivo non è semplicemente eliminare, ma comprendere l’ambiente e muoversi attraverso di esso lasciando la minor traccia possibile, in un costante stato di dubbio e allerta. Una proposta che, secondo l’analisi, potrebbe convincere anche i puristi della furtività in singolo player a dare una chance al multiplayer.

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