If you need more Shakespeare with your Slay the Spire, check out demon lawyer deckbuilder The Killing Stone

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In attesa di Slay the Spire 2, tra i titoli che si contendono il genere deckbuilding si fa notare “The Killing Stone”, un roguelite che fonde la contrattualistica infernale con atmosfere shakespeariane. Secondo un articolo pubblicato su Rock Paper Shotgun, il gioco si distingue per una narrativa ricercata e una meccanica di combattimento basata su carte che ricorda più Monster Train che il suo celebre predecessore.

Ambientato in un sinistro palazzo nel circolo polare antartico, il gioco mette nei panni di un allievo dell’occultista Mariken Svangård, defunta in circostanze misteriose. La missione è salvare le anime dei suoi parenti, vendute a vari demoni, sconfiggendo questi ultimi in battaglie di carte che simulano un’astuta contrattazione legale. Il contratto infernale, visualizzato come una pergamena che pende dal soffitto, diventa il campo di gioco su cui avanzare con una lente insanguinata da clausola a clausola.

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Un combattimento basato su tattiche e linee di riserva

Le battaglie a turni differiscono dallo schema classico di Slay the Spire. Si dispongono creature su una linea di combattimento di sei slot, con un occhio magico che funge da base per ciascuna fazione. La novità è la “linea di Riserva”, dove posizionare rinforzi o modificatori che entrano in gioco automaticamente quando le unità adiacenti vengono eliminate. Gestire le interazioni tra la linea principale e quella di riserva è cruciale per la vittoria.

Le carte sfruttano il tema demoniaco-legale con creatività. Un esempio è “Fine Print”, un ragno meccanico che può essere schierato solo nella riserva nemica, pronto a occupare uno slot quando l’unità sottostante viene uccisa, rompendo le sinergie avversarie. Altre carte, come “Derelict Fortress” o “Conquerer Wyrm”, introducono meccanismi di distruzione indiretta e riproduzione che arricchiscono le opzioni tattiche.

 

Gestione del mazzo e progressione narrativa

La struttura roguelite offre ramificazioni a rischio e ricompensa crescenti. Una particolarità è che non si modificano o scambiano carte singole, ma interi pacchetti. Questo sistema, insieme alla presenza casuale di carte maledette e benefici permanenti negoziati con i demoni, aggiunge profondità strategica alle scelte del giocatore.

Tuttavia, la varietà di combinazioni possibili sembra inferiore a quella di Slay the Spire. Le mappe non sono generate proceduralmente ma presentate come enigmi da risolvere, e la forte narrativa legata al destino dei personaggi dà al gioco un ritmo più definito. Per alcuni, questo potrebbe essere un vantaggio, offrendo una spinta narrativa che altri deckbuilder non hanno.

Dialoghi shakespeariani e doppiaggio di qualità

Una delle caratteristiche più distintive è l’opzione di utilizzare dialoghi in inglese “dell’epoca”, ricchi di giochi di parole e riferimenti che ricordano le opere di William Shakespeare o Christopher Marlowe. Il doppiaggio, affidato a voci come quella di Liam O’Brien (il demone monoculo) e di Emma Gregory (l’occultista Mariken), eleva ulteriormente l’esperienza, regalando interpretazioni piene di carattere.

Nonostante i parenti da salvare non siano doppiati, le loro personalità emergono attraverso le meccaniche di gioco e i pacchetti di carte a loro associati, come nel caso del primo Svangård, un bambino sonnambulo che offre abilità uniche. Per gli appassionati del genere in cerca di qualcosa con un’impronta narrativa forte e un’ambientazione fuori dal comune, The Killing Stone rappresenta una proposta intrigante, disponibile per ulteriori dettagli su Steam.

Image credit: Question / Rock Paper Shotgun

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