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Hades ma in terza persona e con un fucile mitragliatore? Ecco a voi Armatus

Tempo di lettura: 2 minuti

Oggi parliamo di loop mortali e demoni parigini, perché apparentemente l’industria ha deciso che non eravamo ancora abbastanza saturi di roguelite. Secondo quanto confermato e riassunto anche da Windows Central, Counterplay Games ha finalmente mostrato i muscoli della sua nuova IP. Si chiama Armatus e, stringendo al massimo, l’idea è prendere l’assuefazione strutturale di Hades, piazzarci una telecamera alle spalle e darvi in mano un caricatore pieno di piombo.

La vera notizia? L’Unreal Engine 5 per una volta non fa schifo. O meglio, viene usato con una dignità e un’ottimizzazione che, nel panorama indie e doppia-A odierno, sembra quasi magia nera.

1. Armatus

armatus

Sviluppatore: Counterplay Games Inc.
Genere: Third-Person Roguelite Shooter

La trama è la classica fiera del post-apocalittico edulcorato: a seguito di un evento chiamato “The Vanishing”, Parigi è diventata un parco giochi per abominazioni demoniache. Voi interpretate l’ultimo guerriero mascherato di un antico ordine e dovete farvi strada a suon di proiettili per trovare il Sunless Gate, un presunto cancello per il paradiso. Il loop è il mantra che ormai conosciamo a memoria: combatti, muori, impara, ripeti. Si sceglie un’arma di partenza tra fucile d’assalto, pompa, SMG o precisione, e si entra nelle rovine sbloccando poteri celestiali e perk passivi per creare build capaci di disintegrare l’intero pantheon infernale.

Visivamente, da persona che ha perso anni su manuali di visual design, devo ammettere che il colpo d’occhio c’è. L’illuminazione sui demoni e gli scorci della capitale francese in rovina sono curati, e il gunplay risulta cinetico e dannatamente reattivo. Nessun ritardo frustrante: se morite è solo perché avete sbagliato voi, non la hitbox.

Screenshot #2

Perché lo amo (con moderazione): Ci è piaciuto abbastanza, ma non aspettatevi l’epifania autoriale del secolo. È solido, divertente e l’Unreal Engine 5 è incredibilmente tenuto al guinzaglio, regalando un’esperienza fluida. Tuttavia, gli manca ancora quel guizzo geniale di level design o quella meccanica folle per fare il salto da “ottimo scacciapensieri” a “capolavoro imprescindibile”. Perfetto per spegnere il cervello e scaricare un po’ di rabbia repressa contro l’ennesimo Demone Maggiore.

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