Molti giochi live service sono solo abbonamenti MMO nascosti in una confezione opzionale: gli sviluppatori di Guild Wars 3 discutono la nuova monetizzazione
Rock Paper Shotgun riporta una riflessione approfondita da parte del team di ArenaNet, sviluppatori del prossimo capitolo della serie Guild Wars, riguardo le scelte di monetizzazione del loro nuovo titolo. In un post dedicato, gli sviluppatori hanno sostenuto che molti giochi live service attuali non sono altro che un abbonamento a un MMO, abilmente nascosto all’interno di un pacchetto accessorio apparentemente opzionale.
Il modello di business di Guild Wars 3 sotto la lente
Il team ha spiegato come il modello economico di molti giochi moderni, spesso etichettati come “live service”, si basi su una struttura che ricorda da vicino quella dei vecchi abbonamenti mensili. “La verità è che, per godere appieno dell’esperienza, molti titoli richiedono un esborso continuo simile a un canone, solo che viene presentato come una scelta, non come una necessità”, hanno argomentato i developer.
Per Guild Wars 3, ArenaNet ha invece optato per un approccio più trasparente. Il gioco, che si conferma un’evoluzione della serie senza la classica sottoscrizione, punta su una modalità di gioco fondamentale gratuita, con acquisti opzionali limitati a contenuti cosmetici e a espansioni sostanziose. Il team ha sottolineato come questa scelta sia stata presa proprio per evitare la trappola descritta nel post.
La patch di lancio e le prime reazioni
Con l’arrivo della patch di lancio, prevista per le prossime settimane, i giocatori potranno finalmente testare con mano questo nuovo sistema. La patch, già disponibile in fase di beta per i possessori dei DLC precedenti, introduce nuove meccaniche di progressione.
I DLC futuri, ha confermato il team, manterranno la filosofia del “compro ciò che vedo”, senza alcuna scatola nera o abbonamento nascosto. “Non vogliamo che il giocatore si senta intrappolato in una routine di pagamento mensile mascherata da offerta speciale”, hanno concluso gli sviluppatori, ribadendo l’impegno per un’esperienza che sia un vero gioco, non una semplice “scatola” per un abbonamento.


