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George Lucas: l’intelligenza artificiale è il futuro, mentre apre un museo sull’arte umana

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Il Lucas Museum of Narrative Art apre a Los Angeles in autunno: trecentomila metri quadrati, oltre 100.000 tra dipinti, illustrazioni e reperti cinematografici, con opere di Norman Rockwell, Frida Kahlo, i fumettisti R. Crumb e Alison Bechdel. Un progetto durato decenni, dedicato interamente all’arte fatta da mani umane. Ed è proprio mentre lo promuove che George Lucas ha detto, in una rara intervista alla rivista trimestrale di cinema A Rabbit’s Foot, che quelle mani, per fare film, sono già superate.

Il creatore di Star Wars paragona chi diffida dell’intelligenza artificiale a chi, davanti alle prime automobili, restava fedele al cavallo e al calesse: “non puoi farci niente, è il progresso, è il futuro”, ha detto, riporta Kotaku. Sul rischio più concreto, ovvero l’IA usata per produrre falsi e plagi, la sua risposta è che la stessa tecnologia può anche riconoscerli: gli esseri umani, dice, “non sono abbastanza intelligenti” per farlo da soli, quindi la responsabilità resta di chi la usa, non dello strumento.

Nella stessa intervista Lucas smonta anche i test screening: dice di non fidarsi dei focus group e di ascoltare solo il giudizio di pochi amici registi, tra cui Martin Scorsese e Steven Spielberg, di cui conosce a memoria pregiudizi e gusti. Fidarsi di tre persone e non del pubblico, e allo stesso tempo fidarsi di un algoritmo per l’intero processo creativo che sta a monte del film, prima ancora che arrivi in sala: ecco il punto che l’intervista non chiarisce.

Lucas si aggiunge a una lista di registi già ampia, da James Cameron a Andy Serkis, passando per Michael Mann e George Miller, secondo la ricostruzione del blog di settore World of Reel. Sul fronte opposto resiste Christopher Nolan, che pochi giorni fa ha bollato l’IA generativa come “slop” e ha bocciato l’idea, difesa da Matt Damon, che il cinema tradizionale sia già finito, come raccontato da Variety.

Su absolutegamer lo scetticismo verso l’IA generativa non è una novità: lo sceneggiatore David Gaider l’ha definita una piaga per i talenti futuri, mentre Nintendo continua a ignorarla e, va detto, vince lo stesso.

Lucas ha appena speso una vita e una fortuna a costruire un tempio all’arte umana. Ha anche appena detto che, per fare film, quell’arte è facoltativa.

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