Alex Garland nell’Interregno: Se non siete eccitati per il film di Elden Ring, siete spenti dentro

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I fatti di oggi, confermati da testate internazionali come Eurogamer, sono un pugno nello stomaco (in senso buono): l’adattamento live-action di Elden Ring arriverà nelle sale e in IMAX il 3 marzo 2028. Sarà prodotto da A24 e Bandai Namco, con Alex Garland che firma sceneggiatura e regia. Come avevo già scritto analizzando l’estetica punitiva di Stonemachia e le sue derivazioni miyazakiane, tradurre l’architettura ostile di un soulslike in un altro medium richiede una sensibilità brutalista. E il cast ufficiale svelato oggi conferma che Garland non è qui per fare un pigro cosplay per accontentare i fanboy.

Mettiamo da parte i fan-casting irreali. La realtà è che A24 ha assemblato una squadra con un peso drammatico impressionante. Abbiamo Kit Connor (Heartstopper, Warfare) nel ruolo di lead, affiancato da Cailee Spaeny, che ha appena dimostrato di saper reggere il body-horror in Alien: Romulus. Poi entrano in scena i pesi massimi: Ben Whishaw, l’immenso Nick Offerman (già ampiamente svezzato dalla disperazione videoludica post-apocalittica con The Last of Us), Jonathan Pryce, Tom Burke e Sonoya Mizuno. Niente facce di plastica da cinecomic, niente star infilate a forza per l’algoritmo di TikTok. È un cast che urla “teatro elisabettiano incontra il nichilismo cosmico”, esattamente la palette emotiva di cui ha bisogno la lore frammentata di George R.R. Martin.

Analizzando il visual design, ciò che realmente esalta è la potenziale sinergia tra la visione di Garland  e l’Interregno. Garland, che ha fatto del naturalismo alieno la sua cifra stilistica con Annihilation, pare abbia scritto una sceneggiatura di 160 pagine dopo aver giocato ossessivamente il titolo in prima persona. Non sta banalmente adattando una storia, sta decodificando un ecosistema. Immaginate la decomposizione cromatica di Caelid o la geometria opprimente di Leyndell gestite con i lenti movimenti di macchina di Garland, filtrate attraverso la rassegnazione di attori come Offerman o Pryce. Se l’industria cinematografica doveva emanciparsi dalla maledizione dei film promozionali per pupazzetti, questo è l’esatto punto di non ritorno.

Il verdetto: A24, Garland e un cast chirurgicamente perfetto ci danno appuntamento al 2028 per quello che si preannuncia come il nuovo standard del cinema transmediale. Nell’attesa, potete farvi massacrare dai boss del gioco originale recuperandolo su Fanatical.

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