Eccoci qui. È il 16 gennaio 2026 e, puntuale come una cartella esattoriale, Amazon Game Studios ha deciso di ricordarci perché affezionarsi ai loro prodotti è un atto di masochismo. Dopo meno di cinque anni dal lancio, New World ha ufficialmente una data di scadenza stampata sulla fronte: gennaio 2027 i server andranno offline. Ma in questo ennesimo fallimento corporate, l’unica voce fuori dal coro è quella di chi i survival li sa gestire davvero: Facepunch Studios.
“25 milioni, ultima offerta”
Mentre Amazon pubblicava il solito comunicato stampa aziendale privo di anima (“Grazie per la passione, addio”), Alistair McFarlane, COO dello studio dietro Rust, ha deciso di trollare — ma forse non troppo — il gigante dell’e-commerce. Rispondendo alla notizia su X, McFarlane ha lanciato una proposta che sa di guanto di sfida:
“25m, final offer Amazon Games.”
Venticinque milioni (presumibilmente di sterline, dato che Facepunch ha sede a Londra) per rilevare il cadavere di New World. Una cifra che per Amazon è probabilmente l’equivalente degli spiccioli che Jeff Bezos perde tra i cuscini del divano, ma che simboleggia un approccio ideologico diametralmente opposto.
La lezione di Facepunch: “I giochi non dovrebbero mai morire”
La proposta di McFarlane non è solo una boutade economica, ma una critica feroce al modello “Live Service o Morte” delle grandi multinazionali. Incalzato dagli utenti su come gestirebbe un eventuale New World targato Facepunch, il COO ha delineato una strategia che Amazon si rifiuta di comprendere:
- Potere alla Community: “Come per tutto ciò che facciamo a Facepunch: dare potere alla community”.
- Hosting Pubblico: La chiave della preservazione è togliere il controllo centralizzato. “Date loro il controllo, rendete i server ospitabili pubblicamente”.
- Immortalità Digitale: La frase che dovrebbe essere scolpita negli uffici di ogni publisher: “Un gioco vivrà per sempre nelle mani di una community dedicata”.
In sostanza: se Amazon rendesse disponibili i file server, New World potrebbe sopravvivere ben oltre il gennaio 2027, gestito dai fan a costo zero per l’azienda. Ma ovviamente, Amazon preferisce spegnere l’interruttore piuttosto che perdere il controllo sulla propria IP.
Il funerale è a pagamento
Mentre Facepunch parla di preservazione, Amazon pianifica l’esequie nel modo più cinico possibile. Secondo le nuove FAQ ufficiali, non solo non ci saranno rimborsi, ma il Cash Shop rimarrà aperto. Potrete acquistare valuta premium con soldi veri fino al 20 luglio 2026. Esatto: vogliono che spendiate denaro per skin e oggetti in un gioco che sanno già di cancellare sei mesi dopo.
Il progetto New World si unisce così alla lunga lista di caduti nel cimitero di Amazon, forse trascinando con sé anche il vociferato MMO sul Signore degli Anelli. Se c’è una lezione da imparare oggi, è quella di McFarlane: i giochi muoiono solo quando le aziende decidono di ucciderli. Le community, se lasciate libere, sono eterne.



