As cheats improve, Arc Raiders dev Embark is fighting back in its squad FPS The Finals, and warns players to watch their software

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Come Embark Studios combatte i cheat con l’IA: cosa cambia per chi gioca a The Finals

Tempo di lettura: 2 minuti

Embark Studios intensifica la lotta agli cheat in The Finals con modelli di machine learning

Secondo un report di PCGamesN, Embark Studios, lo sviluppatore di The Finals, ha implementato significativi miglioramenti al suo sistema anti-cheat. Il tema degli hacks è particolarmente sentito per un titolo competitivo come questo, dove anche un singolo incontro con un giocatore che utilizza aimbot o wallhack può rovinare l’esperienza e allontanare la comunità. Con l’aggiornamento 9.9.0, che introduce anche i festeggiamenti per il Capodanno Lunare, il team ha divulgato dettagli tecnici sulla sua lotta alle frodi.

Combattere i bot con l’intelligenza artificiale

La divisione anti-cheat di Embark ha sviluppato e addestrato per mesi modelli di machine learning su un vasto set di dati, comprendenti sia le performance dei giocatori onesti sia le traiettorie note dei cheat. L’obiettivo è distinguere con precisione il controllo umano da quello automatizzato. Come sottolinea la redazione nell’articolo, il punto focale è il controllo del recoil (rinculo) delle armi.

“Ogni raffica genera centinaia di input da mouse o controller. Il controllo umano del rinculo produce pattern organici e ‘rumorosi'”, spiega lo studio. I cheat, come gli aimbot, i dispositivi XIM o gli script per il controllo del rinculo, sostituiscono l’input umano con uno automatizzato, generando pattern artificiali e fin troppo consistenti, privi della naturale variabilità umana.

The Finals - Comparison between human recoil control and active scripts designed to counteract weapon spread.

Lo studio condivide un’immagine comparativa che mostra visivamente la differenza tra il pattern “rumoroso” di un giocatore reale e la traiettoria innaturalmente precisa generata da uno script.

Bandi mirati, non indiscriminati

Embark sottolinea di agire con estrema cautela per evitare falsi positivi. I modelli sono stati lanciati in modo conservativo e i parametri perfezionati gradualmente. Ora, il team afferma di essere “estremamente fiducioso” nei risultati, confermati da una revisione manuale dei casi recenti. Sebbene tecnicamente una rilevazione potrebbe avvenire in pochi minuti, il sistema accumula dati per periodi più lunghi prima di emettere un ban.

“Questo significa che un singolo momento di controllo eccezionale del rinculo non innescherà il sistema”, si legge nel comunicato. Il tempismo di un ban, quindi, non è indicativo di quando è stato utilizzato il cheat, ma riflette semplicemente il momento in cui sono stati raccolti dati sufficienti per una decisione certa. I modelli attivi negli ultimi sei mesi stanno individuando cheat che in precedenza passavano inosservati, inclusi giocatori che erano riusciti a evitare i ban per lungo tempo.

Un avvertimento ai giocatori: attenzione al software di periferica

Un aspetto interessante sollevato dallo studio riguarda il software di configurazione per tastiere e mouse. Embark avverte i giocatori che sempre più produttori integrano capacità di scripting nei loro dispositivi periferici, e alcune impostazioni predefinite potrebbero fornire vantaggi sleali e innescare rilevamenti da parte dei sistemi anti-cheat.

“Questi casi sono spesso più facilmente riesaminabili in fase di appello, ma il nostro consiglio è che, se si vogliono evitare potenziali problemi, è sempre bene sapere esattamente cosa si sta installando”, conclude la nota. La sfida contro gli cheat, specialmente con l’ascesa di assistenze alimentate dall’IA, è continua, ma Embark si dichiara pronto: “Il ‘martello dei ban’ non oscilla indiscriminatamente, ma infligge colpi di precisione”.

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