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Elderfeast: cacci mostri lovecraftiani per cucinarteli, in co-op

Tempo di lettura: 3 minuti

Il mercato dei co-op action ha una malattia cronica: ogni studio indie che annuncia un nuovo titolo giura di aver reinventato la formula, e nel novanta per cento dei casi si tratta dell’ennesimo Monster Hunter con una mano di vernice sci-fi o post-apocalittica. Quando qualcuno prova davvero a spostare l’asticella, però, lo fa nel modo più assurdo possibile: ti fa scannare un abominio cosmico e poi ti chiede di infornarlo.

È il caso di Elderfeast, annunciato da Lurker Entertainment, studio indie fondato nel 2025 da un gruppo di veterani riuniti sotto Sledgehammer Games (lo studio dietro diversi capitoli di Call of Duty) prima di mettersi in proprio, sviluppando e pubblicando il gioco senza editori esterni, come racconta la pagina dello studio. Alla direzione creativa siede Ben Wanat, già al lavoro sull’intera trilogia originale di Dead Space, dettaglio che il press kit ufficiale non manca di ricordare. La pagina Steam riassume tutto in tre parole, senza troppi giri: Hunt. Carve. Cook.

Il gioco ci arruola nell’Ordine dei Mangiatori del Vuoto, un conclave di cacciatori-cuochi che pattuglia la galassia in cerca di orrori lovecraftiani da abbattere e, soprattutto, da assaggiare. Il ciclo si regge su tre verbi: cacciare, affettare, cucinare. E la parte action non è un contorno decorativo alla cucina: secondo quanto ricostruito da GameRant, l’arpione richiama da vicino i fucili ad arco di Monster Hunter, mentre la mannaia da macellaio gioca lo stesso ruolo delle spadone: si toglie un arto, si toglie un’opzione d’attacco al mostro, si porta a casa l’ingrediente.

Screenshot #4

Fornelli come endgame, non come intermezzo

Qui sta la vera scommessa. In Monster Hunter il pasto pre-caccia è una cutscene che si salta dopo la prima ora; in Elderfeast la cucina è una griglia posizionale che l’utente controlla di persona, dove combinare tentacoli, ghiandole e piante aliene per ottenere il buff giusto prima della caccia successiva. Non è la prima volta che absolutegamer incrocia questa idea: lo stesso meccanismo, in scala più piccola e con meno pretese action, l’avevamo già visto in Shroom and Gloom, dove il combattimento contava meno della dispensa. Qui la promessa è ribaltare il rapporto di forze: più affetti bene, più cucini bene, più il mostro successivo smette di essere un problema e diventa un ingrediente con le gambe.

Screenshot #5

La reazione online, per ora, si muove su due binari opposti. Da un lato l’entusiasmo per l’accostamento: The Awesomer riporta un commento che riassume il concept come un incrocio fra Cooking Mama, Dead Space e Dark Souls, e per una volta il paragone regge più di quanto dovrebbe. Dall’altro il nervosismo tipico di chi ha già visto troppi annunci sgonfiarsi: su Steam Community qualcuno lamenta che uscire allo scoperto con un 2027 sulla scatola, senza demo né data precisa, è il modo più rapido per far raffreddare l’interesse prima ancora che parta la wishlist.

Non hanno tutti i torti: tra oggi e l’Accesso Anticipato passeranno mesi, forse un anno, di silenzio quasi totale, il tempo in cui di solito i concept più originali finiscono dimenticati sotto altri cento annunci. Elderfeast ha dalla sua un’idea che non si vede tutti i giorni e un curriculum, quello di Wanat, che almeno garantisce di sapere come si smembra qualcosa con soddisfazione. Se poi la cucina regge il peso action quanto promette, avremo finalmente un motivo legittimo per litigare con gli amici su chi ha bruciato la cena della squadra.

Il verdetto: Elderfeast ha il concept più bizzarro dell’anno e il pedigree per non buttarlo via, ma tra un annuncio e l’Accesso Anticipato del 2027 c’è di mezzo un digiuno di aggiornamenti che potrebbe far raffreddare anche il piatto meglio cucinato.

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