Sulla pagina Steam di Deadlock c’è un gioco che Valve dichiara di non aver ancora pubblicato, giocabile solo su invito e senza una data di uscita. È anche il titolo più desiderato dell’intero negozio. Il nuovo progetto della casa di Seattle è un ibrido tra sparatutto a eroi come Overwatch e MOBA come Dota 2, cioè i giochi a squadre in cui si avanza lungo corsie fisse per abbattere la base avversaria. Da due anni cresce e cala senza che nessuno lo abbia mai messo in vendita.
Quanti ci giocano davvero
Il numero che circola più spesso è il picco storico: 171.490 giocatori in contemporanea, toccati nell’estate del 2024, poche settimane dopo che Valve aveva autorizzato i tester a parlare del gioco. Quella cifra non descrive il presente. Dopo il picco iniziale la popolazione è calata per mesi, e da allora Deadlock si muove a denti di sega: sale a ogni aggiornamento grosso, poi scende fino al successivo.
Le tappe recenti danno la misura. L’aggiornamento “Old Gods, New Blood” di gennaio 2026 ha riportato il gioco a 98.887 giocatori di picco, quando il mese prima ne aveva 29.153. A febbraio la curva è arrivata a 125.000, come ha rilevato Notebookcheck, arrivando a competere con Marvel Rivals senza una lira di pubblicità. Fuori dai giorni di aggiornamento la base quotidiana resta molto più bassa, nell’ordine delle decine di migliaia. Per un gioco senza pubblicazione, senza marketing e senza iscrizioni aperte, restano numeri che parecchi titoli usciti davvero non vedono.
Da Neon Prime alla Mela Maledetta
Deadlock è emerso nel maggio 2024 tra voci e fughe di notizie, finché Valve non ha permesso ai tester di parlarne nell’agosto successivo. Nasce dalle ceneri di un esperimento interno chiamato Neon Prime ed è ambientato in una New York alternativa, “The Cursed Apple”, a metà tra estetica di inizio Novecento e fantasy urbano. Due divinità, The Hidden King e The Archmother, si contendono le strade in partite sei contro sei.
L’impianto è quello classico: tre corsie difese da torri, unità controllate dal computer che avanzano, e l’obiettivo di sfondare la base avversaria. La visuale però è in terza persona, con movimenti rapidi, salti sui muri e scivolate. Valve ha già mostrato di saper cambiare rotta quando serve: in origine le corsie erano quattro, ridotte a tre nel febbraio 2025 perché allungavano troppo le partite.
La squadra di sviluppo resta poco conosciuta. Il volto più pubblico è “Yoshi”, ci sono i fondatori di Hopoo Games (Risk of Rain), e c’è soprattutto Icefrog, il progettista che ha guidato per anni il bilanciamento di Dota 2, che qui si occupa della stessa cosa.
Le anime, la mappa e trentotto eroi
L’economia della partita ruota attorno alle souls. Si guadagnano eliminando nemici e unità controllate dal computer, ma per incassarle bisogna centrare un globo che compare dopo ogni uccisione: un sistema che premia la mira e trasforma il colpo finale, che nei MOBA classici è una questione di tempismo, in una prova da sparatutto. Se l’avversario arriva prima, l’anima si nega e non la prende nessuno.
La mappa gioca tutto sulla verticalità: teleferiche per spostarsi in fretta tra le corsie, piattaforme, corde e vicoli buoni per gli agguati. Gli eroi giocabili sono trentotto, con kit e personalità marcate: Shiv, ex criminale con i coltelli da lancio; Lady Geist, che sottrae vita agli altri; Sinclair, mago mascherato che trasforma i nemici in conigli e copia le mosse finali altrui. E poi Lash, la cui biografia recita per intero: “Jacob Lash è uno stronzo”. Ci sono golem di rottami, detective pugili e meduse psichiche del triangolo delle Bermuda.
Valve ha aggiunto anche Street Brawl, una modalità quattro contro quattro a round con equipaggiamento casuale, pensata per chi vuole imparare senza la pressione della progressione classica.
Come si entra, e cosa aspettarsi
L’accesso resta su invito, e l’invito lo può passare chiunque stia già giocando. Valve avverte che ci sono molta grafica provvisoria e meccaniche sperimentali, e si vede: alcune zone della mappa sono rifinite più di altre. Le patch però arrivano con regolarità mensile, come nota PCGamesN, ed è quel ritmo a spiegare i risalti nella curva dei giocatori.
Dopo anni in cui l’unico gioco nuovo di Valve è stato Half-Life: Alyx, la società prova a unire due generi che muovono miliardi. Il rischio c’è, perché il mercato degli sparatutto a eroi è affollato e i MOBA chiedono una dedizione che pochi hanno voglia di concedere a un titolo in più. Ma qui gli assi nella manica sono due: l’esperienza di Icefrog sul bilanciamento e una squadra che finora ha dimostrato di saper tagliare quello che non funziona. Quando uscirà davvero, il vero banco di prova non sarà il picco del primo giorno: sarà quanti restano al terzo mese, che è esattamente il numero su cui Deadlock ha faticato di più fino a oggi.


