Crimson Desert is raising some AI-brows with a bevy of suspiciously generated-looking art

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Crimson Desert, perché i giocatori accusano il gioco di usare arte generata dall’IA

Tempo di lettura: 2 minuti

Crimson Desert sotto accusa per sospette opere d’arte generate dall’IA

Rock Paper Shotgun riferisce che il gioco di ruolo Crimson Desert, sviluppato da Pearl Abyss, si trova al centro di polemiche. Numerosi giocatori hanno infatti iniziato a segnalare la presenza, all’interno del mondo di gioco, di quadri e illustrazioni che mostrerebbero i tipici segni rivelatori dell’intelligenza artificiale.

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CrimsonDesert


Le anomalie che hanno insospettito i giocatori

Secondo quanto riportato, le prime segnalazioni sono state raccolte dal sito gemello Eurogamer. Gli utenti hanno notato incongruenze anatomiche sospette in alcune opere d’arte presenti nel gioco. Un esempio lampante sarebbe un dipinto che ritrae figure a cavallo con arti posizionati in modi biologicamente impossibili, in cui i corpi umani sembrano fondersi con quelli degli animali.

Altre immagini, come quelle segnalate anche da IGN, mostrerebbero le classiche pecche degli output generativi, come mani con un numero di dita errato o scene di difficile interpretazione. Un utente ha persino segnalato un dipinto che sembra mostrare un uomo intento a mettere del fieno nella bocca di una creatura non ben definita, come documentato su Bluesky.

Le accuse si estendono alle traduzioni

La discussione si è allargata oltre le sole risorse grafiche. Su Reddit, un giocatore ha ipotizzato che anche la traduzione tedesca del gioco potesse essere stata realizzata con l’ausilio dell’IA, a causa di un uso improprio dei pronomi di seconda persona. Negli stessi commenti, alcuni utenti hanno espresso dubbi simili riguardo alle localizzazioni in spagnolo e portoghese brasiliano.

La risposta (ancora assente) dello sviluppatore

Al momento, lo sviluppatore Pearl Abyss non si è ancora pronunciato pubblicamente su queste specifiche accuse. L’ultimo aggiornamento ufficiale riguarda un altro aspetto tecnico: uno schema di controlli ritenuto problematico e i piani per correggerlo.

Tuttavia, l’articolo sottolinea che, se la presenza di asset generati dall’IA venisse confermata, sorgerebbe un ulteriore problema di trasparenza. Non dichiararne l’utilizzo, infatti, violerebbe i termini di servizio di Steam. La questione si aggiunge al dibattito più ampio sull’impiego dell’intelligenza artificiale nella produzione di contenuti videoludici, lasciando i giocatori in attesa di un chiarimento ufficiale che, secondo il tono della fonte originale, potrebbe prendere la forma di una generica dichiarazione sugli “asset temporanei”.

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