Un annuncio troppo prematuro: il marketing di Crimson Desert si definisce “vittima di se stesso”
Secondo un approfondimento pubblicato da Rock Paper Shotgun, il lungo e tortuoso percorso verso la release di Crimson Desert è stato segnato da un errore di comunicazione iniziale. A parlare è Will Powers, direttore marketing di Pearl Abyss, che in un’intervista ha definito lo studio “vittima di se stesso” per aver annunciato il gioco con quasi sette anni di anticipo, alimentando inevitabilmente un alone di mistero e confusione.
Le conseguenze di un annuncio a scoppio ritardato
La prolungata attesa ha portato la comunità di giocatori a chiedersi di cosa fosse realmente il titolo: un action-RPG open-world sterminato, un’avventura con meccaniche simili a The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom o una sorta di Assassin’s Creed dal combat forse imperfetto e piacevolmente esplosivo. Questo proliferare di interrogativi, spiega Powers nell’articolo, è la diretta conseguenza di un annuncio arrivato troppo presto, quando il progetto stesso era ancora in una fase fluida. “È inconfutabile”, sostiene il chief marketer, “Se potessimo tornare indietro, nessuno direbbe che dovremmo annunciare un gioco con sei anni e mezzo di anticipo”.
Alla base del ritardo ci sono anche ragioni tecniche complesse, come lo sviluppo di un nuovo motore di gioco. Questo lasso di tempo, tuttavia, ha finito per plasmare Crimson Desert in qualcosa di diverso dall’idea originale: un ibrido che, secondo la descrizione riportata, è “un’amalgama” di elementi di un gioco single player e meccaniche pensate inizialmente per un MMO come il predecessore *Black Desert Online*.
Il rischio di una reazione a catena
La riflessione riportata dall’articolo si spinge a interrogarsi sull’impatto di questa genesis ibrida sul giocatore medio. Il timore espresso è che Crimson Desert, una volta superata la fascinazione iniziale per la sua vastità, possa rivelarsi superficiale, facendo perdere l’interesse dei giocatori dopo poche ore – un destino simile a quello toccato, secondo l’analisi del giornalista, a titoli estremamente ambiziosi come Dragon’s Dogma 2. Tuttavia, l’articolo conclude lasciando spazio al dubbio e alla possibilità che il gioco riesca invece a coinvolgere profondamente, conquistando le ore degli utenti.
Il lungo silenzio seguito all’annuncio, quindi, si è trasformato in un’arma a doppio taglio: da un lato ha costruito aspettative gigantesche e curiosità, dall’altro ha reso il compito degli sviluppatori ancora più arduo, costretti a ridefinire la percezione pubblica di un progetto nel frattempo radicalmente mutato. Resta da vedere se, al momento del lancio, Crimson Desert riuscirà a unire tutti i suoi frammenti in un’esperienza coerente e convincente.



