Se vi state chiedendo se valga la pena investire trenta euro nell’accesso anticipato di Cloudheim su Steam, la risposta breve è sì, a patto che abbiate una cerchia di amici pronti a scatenare il caos.
Dopo l’ennesimo caffè scadente consumato davanti a un survival cooperativo scialbo, affrontare le meccaniche di Noodle Cat Games risveglia un briciolo di interesse persino nella mia solita disillusione editoriale. Il titolo si presenta come un action RPG post-Ragnarok in cui i giocatori impersonano i Runari, con l’obiettivo di ricostruire un mondo frammentato partendo da una base d’eccezione: una tartaruga volante gigante chiamata Odin Shell.
Il flusso di gioco si divide tra spedizioni attraverso i cancelli del Bifrost e la gestione del proprio workshop. La vera intuizione del team di sviluppo sta nel design dell’interfaccia e nell’eliminazione dei tempi morti. Il sistema di crafting visivo azzera le attese infinite nei sotto-menu, un difetto strutturale che spesso affossa il ritmo dei titoli cooperativi. E tutto l’accampamento presto si popolerà di NPC che verranno a comprare il vostro loot un po’ come accade in cosette come Moonlighter. Mentre esplorate isole sospese e dungeon procedurali, l’esperienza di combattimento si ispira a dinamiche stile Devil May Cry, arricchite da una forte interazione ambientale. Le hitbox sono precise, e far crollare una colonna di pietra su un gruppo di mostri o calciare un barile esplosivo contro un boss genera un feedback visivo estremamente soddisfacente. La palette cromatica vibrante e la gestione dei contrasti danno personalità a un immaginario mitologico altrimenti abusato.
Cosa funziona e cosa necessita di calibrazione
Il bilanciamento tra l’azione pura e la componente tecnica mostra un’ottima fluidità del flow complessivo. Gestire un negozio volante per rivendere l’equipaggiamento creato aggiunge uno strato economico non banale, supportato da creature bizzarre come i Blin e Gnasher. Se altri survival recenti in accesso anticipato come Endalor si perdono in un loop problematico e in mappe vuote, questo titolo punta sulla densità delle aree fatte a mano.
Su richiesta esplicita, ecco i pro e i contro oggettivi riscontrati durante questa prova iniziale:
- Pro – Combattimento dinamico basato sulla fisica con eccellente distruttibilità ambientale.
- Pro – Crafting visivo in tempo reale che elimina la noia della navigazione nei menu di gruppo.
- Pro – Direzione artistica coerente, caratterizzata da un contrasto cromatico eccellente e un’ottima leggibilità dell’azione.
- Contro – Assenza di una modalità offline ufficiale, che rende obbligatoria la connessione a internet.
- Contro – Contenuto della campagna principale attualmente limitato a poche ore di gioco effettivo prima del loop di grind.
- Contro – Mancanza di un editor completo dei personaggi, sostituito da varianti estetiche preimpostate.
Il codice di gioco mostra alcune spigolosità nel frame rate durante le situazioni più caotiche a quattro giocatori, un dettaglio prevedibile per la natura dello sviluppo in corso ma che richiede un lavoro di pulizia nei prossimi mesi.
Il verdetto: Cloudheim è una boccata d’aria fresca in un mare di survival senz’anima, un parco giochi distruttivo che trasforma il crafting in un’azione frenetica anziché in un lavoro d’ufficio non retribuito.


