Brigador Killers: sandbox cyberpunk, ribalta la prospettiva e trasforma il giocatore in un insorto
Il seguito del celebre mech shooter a doppia levetta prende una piega completamente diversa, come rivelato da Rock Paper Shotgun. Mentre nel primo Brigador si controllava un mercenario a bordo di un mech colossale, in Brigador Killers si fa parte della squadra incaricata di vendicare il massacro di Novo Solo. E invece di un gigante di acciaio, ci si ritrova a bordo di un semplice tuk‑tuk.
Un cambio di prospettiva che strizza l’occhio a Syndicate
Se il primo Brigador si presentava come un twin‑stick shooter in livelli lineari dall’estetica simile a Syndicate, il nuovo capitolo abbraccia molto più apertamente il DNA del classico Bullfrog. Le missioni si svolgono in città sandbox, dove gli obiettivi sono protetti da strati di sicurezza aziendale. Potrebbe essere necessario eliminare un ex pilota di mech che vive dietro le mura di un lussuoso condominio, oppure un bersaglio che si sposta solo a bordo di una vettura blindata. Per raggiungerli bisognerà raccogliere equipaggiamento in altre missioni, studiando il modo di aggirare le loro protezioni.
Gameplay sandbox e un ecosistema urbano vivo
Il demo, scaricabile su Steam e Gog, mostra un gioco molto più aperto dell’originale. Si parte con una base vuota, una bacheca dei lavori e una pensilina per veicoli in rovina. Accettando incarichi di basso livello – per esempio rubare un carico di armi a una gang locale – si ottengono le armi, gli esplosivi e i mezzi necessari per colpire i brigador nelle loro tane.
L’ambientazione isometrica dettagliata ritorna, ma ora le auto e le persone che nel primo capitolo sembravano esistere solo per fuggire davanti alla distruzione del mech danno vita alla metropoli. Aprire il fuoco su un membro di una gang spinge i civili a scappare, ma anche altri gangster ad accorrere, o peggio la polizia. Perquisire i corpi permette di trovare pistole, munizioni e bende. Ogni veicolo è accessibile e può essere usato per una fuga rapida verso la base. Portare un veicolo al proprio rifugio consente di smontarlo per ricavare pezzi di ricambio da installare su altri mezzi, o semplicemente di metterlo a punto e riutilizzarlo nella missione successiva.
Imperfezioni e potenziale
Il demo mostra alcune incertezze nei controlli e nell’interazione con il mondo, oltre a qualche bug (sono stati segnalati diversi crash). Tuttavia, l’idea di fuggire da una missione su un tuk‑tuk, investendo un mercenario nel processo, fa perdonare le asperità e lascia ben sperare per il futuro del gioco.
La domanda che resta aperta è se Brigador Killers saprà trasformare le missioni in una campagna organica e coesa, oppure se rimarrà una serie di episodi sconnessi in una città cyberpunk. L’ambizione c’è, e il cambio di genere sembra calzare perfettamente alla struttura della città isometrica.


