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Better Than Dead in Accesso Anticipato: La Vendetta Bodycam di Monte Gallo

Tempo di lettura: 2 minuti

In un mercato saturo di sparatutto che confondono il realismo visivo con la totale assenza di leggibilità, Better Than Dead prova a ritagliarsi uno spazio sfruttando l’estetica sporca delle bodycam e i neon al neon di una Hong Kong anni ’90. Lanciato in Accesso Anticipato su Steam il 12 maggio 2026, il titolo dello sviluppatore italiano Monte Gallo, edito da MicroProse, ci mette nei panni di una sopravvissuta. La protagonista sfugge a una rete di criminali che l’hanno filmata e spezzata, e decide di ribaltare l’obiettivo: una pistola, una kill list e una telecamera sul petto per documentare ogni istante della sua carneficina. C’è un potenziale catartico enorme nel riappropriarsi della narrazione visiva dopo un abuso, ma trattandosi di un progetto ancora in via di sviluppo, l’esecuzione tecnica e la gerarchia visiva richiedono ancora un po’ di lavoro per non soffocare il messaggio politico sotto uno strato di caos poligonale.

Screenshot #8

Un’estetica che divora l’affordance

La scelta di affidare l’intera esperienza a un’inquadratura deformata in stile fisheye restituisce un senso di oppressione calzante, ma rischia di compromettere irreparabilmente l’UX flow. L’Unreal Engine 5 viene spinto al massimo per ricreare vicoli claustrofobici e nightclub degradati, eppure la palette cromatica spesso annega i bersagli in un mare di ombre e aberrazioni cromatiche. La confusione a schermo trasforma l’azione in un esercizio di affaticamento ottico, rendendo difficile distinguere i nemici dall’ambiente circostante. Non siamo ai livelli di disorientamento letale di certe produzioni frettolose, ma l’impatto visivo necessita di un bilanciamento strutturale. Se cercate un esempio di come gestire il buio e l’oscurità senza sacrificare la chiarezza dell’azione, date un’occhiata a come la morte diventa leggibile in Dark Light: Survivor. Better Than Dead ha un disperato bisogno di ritrovare quel contrasto essenziale per guidare l’occhio del giocatore senza causare motion sickness dopo i primi caricamenti.

Screenshot #9

Gunplay acerbo e potenziale da sgrezzare

Sul fronte del feedback aptico e della pura interazione balistica, il gioco si affida a un approccio senza sconti: un proiettile può bastare per finire a terra. Questa spietatezza si sposa bene con l’uso del bullet time, smorzando la frenesia con momenti di lucida precisione, ma la legnosità delle animazioni e una gestione delle hitbox non sempre cristallina rendono gli scontri più simili a un lancio di dadi che a un test dei riflessi. Il prezzo del biglietto, fissato a 14,99 dollari, ci consegna quattordici livelli lineari che si consumano in fretta, lasciando un po’ di amaro in bocca per una campagna che vola via in circa un’ora. Monte Gallo ha promesso corposi aggiornamenti e una modalità secondaria progettata per espandere il loop ludico, e l’auspicio è che questo periodo di rodaggio serva a limare le asperità meccaniche, restituendo alla protagonista una vendetta fluida e appagante.

Il verdetto: Better Than Dead offre una riappropriazione narrativa potente intrappolata in un groviglio di aberrazioni ottiche e hitbox incerte, ma il cuore della ribellione batte forte e merita tempo per maturare.

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