Todd Howard su IA e remake: Bethesda mantiene un approccio cauto e rispettoso della tradizione
Secondo quanto riportato dall’articolo pubblicato su PCGamesN, Todd Howard, il direttore esecutivo di Bethesda Game Studios, è tornato a parlare dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nello sviluppo dei videogiochi e della possibilità di remake dei titoli storici della casa. Durante una recente intervista con Kinda Funny, Howard ha delineato un approccio prudente e incentrato sul “tocco umano” per ciò che riguarda il futuro creativo dello studio.
Un approccio cauto all’Intelligenza Artificiale
Nel corso della conversazione con il conduttore Greg Miller, Howard ha specificato che Bethesda non sta attualmente utilizzando l’IA generativa per creare contenuti di gioco. “Per noi, stiamo essendo incredibilmente cauti”, ha affermato Howard. “La consideriamo come uno strumento, come un analista, per esaminare i dati nei nostri giochi. Non la usiamo per generare nulla”. Lo sviluppo di Bethesda, secondo il direttore esecutivo, ruota attorno all’intenzione artistica e al lavoro artigianale.
Tuttavia, Howard ammette di non poter ignorare la tecnologia, soprattutto in ambiti come la generazione di codice o l’ottimizzazione della produttività. “La stiamo osservando, non la stiamo ignorando completamente”, spiega, “perché dove può aiutarci a migliorare in alcuni grandi compiti di analisi dati che ci richiedono molto tempo… è lì che sono orientati i nostri pensieri”. Esempi pratici citati sono i sistemi procedurali di Starfield e le analisi a lungo termine sul comportamento dei giocatori, settori in cui l’IA potrebbe fungere da acceleratore per liberare risorse creative.
Il punto di vista sui remake: rispetto per l’età dei giochi
Il discorso si è poi spostato su un altro tema caldo per i fan: la possibilità di remake o remaster dei classici Bethesda come Fallout 3 o Fallout: New Vegas. Howard ha ammesso di aver “ammorbidito” la sua posizione sul tema dei remaster, soprattutto dopo il successo di The Elder Scrolls IV: Oblivion – Remastered dello scorso anno.
Tuttavia, rimane scettico sui veri e propri remake. “Sono ancora – questo vale solo per le cose che abbiamo fatto qui, che ho fatto io – sono piuttosto anti-remake”, ha dichiarato. “Rispetto gli altri là fuori, ma penso davvero che parte dell’età di un gioco sia parte di chi e cosa esso è, della sua personalità e di ciò che rappresentava quando è uscito”. Per Howard, l’identità di un titolo è inscindibilmente legata al periodo in cui è stato creat
L’ombra delle anticipazioni e i progetti futuri
Howard ha anche toccato il tema delle anticipazioni e dei “shadow drop”, le pubblicazioni a sorpresa per le quali ha dichiarato una spiccata preferenza. Pur ammettendo che le fughe di notizie possano “privare” dell’eccitazione di un annuncio a sorpresa e che sul momento generino frustrazione, ritiene che difficilmente possano compromettere il successo finale di un gioco. “Non credo che un’anticipazione abbia mai influenzato il successo di un gioco”, ha concluso.
Riguardo al futuro, Howard ha evitato di confermare specifici progetti di remaster per Fallout, limitandosi a ribadire che Bethesda ha “molteplici” progetti Fallout in lavorazione. Una dichiarazione che lascia spazio all’immaginazione dei fan, mentre lo studio procede nello sviluppo del tanto atteso The Elder Scrolls VI, annunciato oltre sette anni fa.


