La causa legale per Ashes of Creation si intensifica: Steven Sharif accusa una campagna diffamatoria e rivela un’offerta di Riot Games
La disputa legale che coinvolge Steven Sharif, ex fondatore di Intrepid Studios, e un gruppo di investitori guidati da Robert Dawson per il progetto MMORPG Ashes of Creation continua a evolversi. In una recente dichiarazione, Sharif ha denunciato una presunta “campagna di disinformazione e diffamazione deliberata” nei suoi confronti, offrendo nuovi dettagli sull’evoluzione del contenzioso.
Secondo quanto riportato da PCGamesN, lo stesso Sharif ha presentato un dettagliato documento di oltre 3.700 parole, distribuito sulla pagina Reddit di Ashes of Creation, intitolato “Dichiarazione pubblica di aprile e aggiornamento riguardante Intrepid Studios”. Questo atto include anche deposizioni dei testimoni, tra cui Sharif stesso e diversi ex dipendenti di Intrepid Studios come Bryan Langford (executive producer), Jacob Beucler (production director) e Jason Zimmerman (director of IT). Sono inoltre allegate dichiarazioni di tre investitori e una lista di prove documentali.
L’offerta rifiutata di Riot Games e le accuse di manipolazione
Uno degli elementi più sorprendenti emersi dalla documentazione è la conferma di una proposta da parte di Riot Games per l’acquisizione di Intrepid Studios, con un investimento complessivo stimato tra i 250 e i 500 milioni di dollari. Sharif ha citato un’email del Chief Financial Officer di Riot, Mark Sottosanti, che esprimeva l’obiettivo condiviso di “creare ed evolvere un MMO che definisca il genere, deliziando milioni di giocatori per decenni”. Sebbene i dettagli specifici dell’offerta siano stati oscurati, Sharif sostiene che Robert Dawson gli avrebbe consigliato di non accettarla.
Sharif ha dichiarato: “So che il dibattito pubblico su di me, Intrepid e Ashes of Creation è stato inondato da narrazioni a spada tratta, guidate da una campagna diffamatoria coordinata orchestrata dalle parti avverse nella mia causa legale”. Ha aggiunto che tale campagna è stata amplificata attraverso content creator, alcuni dei quali agirebbero come portavoce per Jason Caramanis, un altro investitore. Secondo Sharif, Dawson avrebbe “frequentemente richiesto” a Caramanis di “urlargli contro e minacciarlo al suo posto”.
Controversie con YouTuber e contro-cause
Le recenti dichiarazioni di Sharif arrivano in risposta a un video pubblicato dallo YouTuber di MMORPG Caspar ‘NefasQS’, il quale ha affermato di aver “ottenuto ed elaborato l’intero registro generale di Intrepid Studios dal 2015 al 2026”. Sharif ha contestato queste affermazioni in una nota fornita a Kotaku, definendo le informazioni diffuse da NefasQS come “false e diffamatorie”, e accusando alcuni individui di voler gestire la disputa pubblicamente, parallelamente alla causa già in corso.
Parallelamente, TFE Games Holdings, il gruppo di investitori che detiene attualmente gli asset di Intrepid Studios e Ashes of Creation, ha intentato una causa separata contro Sharif e suo marito, John Moore, in un tribunale del Nevada. Questa causa accusa Sharif di “appropriazione indebita” di milioni di dollari, sostenendo che parte di questi fondi sarebbe stata utilizzata per “spese personali” anziché per lo sviluppo del gioco.
Le risposte di Sharif alle domande della comunità
Nelle sue dichiarazioni, Sharif ha affrontato anche alcune delle domande più pressanti della comunità. Riguardo alla sua precedente affermazione che Ashes of Creation “non avesse un consiglio di amministrazione a cui rispondere”, ha spiegato che la situazione è cambiata “approssimativamente nel 2024” a seguito di “un cambio forzato di controllo”. Sharif ha motivato la sua mancata esposizione pubblica di questa informazione con il timore di “conseguenze immediate da parte di Rob [Dawson] e soci”, dichiarando di aver scelto invece di “cercare di andare avanti con le loro richieste, gestire la situazione, guadagnare tempo e proteggere il team il più a lungo possibile”.
In merito al lancio del gioco su Steam pochi mesi prima della chiusura dello studio, Sharif ha affermato che, “sulla base delle informazioni che mi erano state fornite all’epoca, la società non aveva esaurito i fondi”. Ha inoltre lamentato che la sua visibilità sulla situazione finanziaria aziendale fosse limitata a una base “need to know” dopo il cambio di controllo, e che “fino a gennaio” gli fosse stato rappresentato che circa 12 milioni di dollari in contanti sarebbero stati disponibili dal 1° febbraio.
Al momento, si tratta di una prospettiva parziale in un contenzioso complesso ancora in fase di indagine. È probabile che nuove dichiarazioni e prove emergano man mano che il procedimento giudiziario avanza, senza una chiusura apparente all’orizzonte. Il sito web di Ashes of Creation è stato anch’esso rimosso. La redazione ha richiesto commenti a Robert Dawson, agli avvocati di TFE Games Holdings e a Riot Games, e aggiornerà la copertura non appena riceverà risposte.




