Il Futuro di Ashes of Creation Ancora Nebbioso tra Accuse e Battaglie Legali
La controversia legale che circonda il progetto MMORPG “Ashes of Creation” è destinata a protrarsi senza una risoluzione chiara nel prossimo futuro. Un recente aggiornamento, proveniente da una dichiarazione del fondatore di Intrepid Studios, Steven Sharif, fornisce nuove prospettive sulle complesse dispute in corso. Come riportato da PCGamesN, Sharif ha rilasciato una dichiarazione che contesta le accuse mosse nei suoi confronti e sottolinea una recente ordinanza temporanea di restrizione che, a suo dire, avvalora la sua posizione.
La situazione è estremamente intricata, con azioni legali intentate da entrambe le parti. A febbraio, sia Sharif che il gruppo di investitori TFE Games Holdings hanno presentato reciproche denunce. Nella sua più recente comunicazione, Sharif afferma che un’ordinanza restrittiva temporanea (TRO) emessa da un tribunale supporta le sue contestazioni contro TFE. Egli ha inoltre colto l’occasione per affrontare le domande riguardanti il suo coinvolgimento finanziario in “Ashes of Creation” e per esprimere la sua frustrazione per quella che definisce una “vittoria” per gli scettici del gioco.
È fondamentale premettere che questa è solo una prospettiva all’interno di un conflitto legale più ampio e complesso, emerso in seguito alla drastica interruzione dello sviluppo di “Ashes of Creation”, alle dimissioni di Sharif da Intrepid Studios e ai licenziamenti di massa del personale, confermati all’inizio di febbraio. Un gruppo di dipendenti colpiti ha infatti presentato una causa contro Intrepid Studios, sostenendo che le azioni intraprese durante la chiusura abbiano violato il WARN Act della California, una legge che richiede ai datori di lavoro di fornire un preavviso di 60 giorni in caso di licenziamenti collettivi, chiusure di stabilimenti o trasferimenti.
Attualmente, Sharif e il suo coniuge, John Moore, sono oggetto di una causa intentata da TFE Games Holdings, che detiene gli asset di Intrepid Studios e “Ashes of Creation”. La causa legale di TFE [link alla causa legale] accusa Sharif di aver rifiutato di consegnare documenti aziendali cruciali nonostante le richieste e di non aver avvisato il consiglio di amministrazione di un imminente credito relativo ai ricavi Steam. L’accusa più grave riguarda la “appropriazione indebita” di milioni di dollari, fondi che, secondo TFE, sarebbero stati utilizzati per “spese personali” anziché per lo sviluppo del gioco.
La Contro causa di Sharif e Nuove Dichiarazioni
In risposta, Sharif ha intentato una contro causa contro TFE e alcuni dei suoi investitori principali (Robert Dawson, Ryan Ogden, Theresa Fette e Aaron Bartels). Quest’azione legale sostiene che sia in atto una “campagna per estorcere il controllo di Intrepid” a Sharif e che TFE abbia “deliberatamente affamato Intrepid di liquidità per giustificare una pignoramento da parte di TF”. Sharif mira a impedire a TFE di “accedere, utilizzare o vendere” la proprietà intellettuale e gli asset di Intrepid, a revocare il pignoramento che ha trasferito la proprietà a TFE e a rimuovere gli imputati dal consiglio di amministrazione di Intrepid Studios.
Dopo un periodo di relativa quiete processuale, Sharif è tornato a far sentire la sua voce con una dichiarazione estesa pubblicata sulla pagina Reddit e sul server Discord del gioco. Ha spiegato il suo silenzio recente, affermando di aver scelto di lasciare che i procedimenti si svolgessero “in tribunale, dove i fatti contano e dove le prove determineranno l’esito”.
La “Prima Vittoria Legale” e le Dichiarazioni del Giudice
Sharif rivendica una “prima vittoria legale” presso il tribunale federale di San Diego, riferendosi a un’ordinanza temporanea di restrizione (TRO) che ha impedito agli imputati di “accedere, utilizzare, vendere, distribuire o causare a chiunque di accedere, utilizzare o distribuire i segreti commerciali di Intrepid”. Il comunicato sottolinea che una TRO è per sua natura temporanea e una pratica comune nelle fasi iniziali di un procedimento per preservare lo status quo. Un’analoga richiesta di TRO è stata concessa anche nella causa intentata da TFE contro Sharif.
Sharif cita le dichiarazioni del Giudice Linda Lopez nell’ordinanza come a suo favore. La giudice avrebbe osservato che “il bilanciamento degli oneri pende nettamente a favore del Querelante” (Sharif), evidenziando il danno subito da Intrepid a causa di un presunto pignoramento illegittimo e della vendita dei suoi asset a TFE. L’ordinanza riconosce anche che la concessione della TRO eviterà danni ai convenuti e preverrà la distruzione o la perdita dei segreti commerciali in caso di vendita a terzi.
Le Accuse Respinte e il Finanziamento Personale
Nella sua dichiarazione, Sharif nega categoricamente le accuse di cattiva gestione dei fondi aziendali, di aver causato la chiusura del progetto o di aver commesso illeciti. Afferma che tali affermazioni tentano di “riscrivere gli eventi” e di distogliere l’attenzione dalle decisioni prese dal consiglio di amministrazione e dai suoi “complici”. Sostiene di aver rifiutato di partecipare ad azioni che riteneva illecite e dannose per l’azienda, gli investitori, i dipendenti e il futuro del progetto. Ha dichiarato di star lottando in tribunale per dimostrare la scorrettezza delle azioni del consiglio e per difendere gli interessi degli sviluppatori, degli azionisti e della comunità dei giocatori.
Riguardo al suo coinvolgimento finanziario, Sharif ribadisce di aver “personalmente finanziato il progetto”. Spiega che gran parte del capitale è stata fornita da finanziatori che hanno concesso prestiti basati sulle sue garanzie personali e sulla collateralizzazione dei suoi beni e partecipazioni. Ha affermato di aver messo a rischio il proprio futuro finanziario per costruire e mantenere in vita il progetto il più a lungo possibile.
L’Aspettativa dei “Scettici”
Sharif riconosce l’esistenza di “scettici e critici” nei confronti di “Ashes of Creation” e definisce “difficile” assistere allo sviluppo degli eventi. Afferma che le scorse settimane sono sembrate una “vittoria” per molti di coloro che dubitavano fin dall’inizio del progetto, interpretando la situazione attuale come una celebrazione della fine di un’iniziativa che avevano ritenuto destinata al fallimento.
Un Progetto di Dieci Anni e la Determinazione Continua
Sharif conclude la sua dichiarazione esprimendo il dolore nel vedere un tentativo di “riscrivere la storia di questo progetto” mentre coloro che l’hanno sognato e costruito sono stati marginalizzati e, nel suo caso, minacciati e diffamati. Sottolinea che “Ashes of Creation” non è mai stato solo un asset aziendale da cedere, ma rappresenta dieci anni di lavoro da parte di centinaia di sviluppatori e la fiducia di una comunità che ha contribuito a portarlo in vita.
La sua dichiarazione riafferma che la risposta al lancio del gioco su Steam a dicembre ha “superato drammaticamente le aspettative”, generando quasi 9 milioni di dollari di vendite lorde, raggiungendo circa 300.000 giocatori attivi mensili, con circa 400.000 wishlist aggiuntive e milioni di account registrati. Un dato significativo è il tasso di ritenzione degli utenti concorrenti di picco del 76% al trentesimo giorno, considerato eccezionalmente alto per il genere.
L’unica cosa da fare ora è attendere ulteriori sviluppi processuali e l’emergere di nuovi dettagli.




