Italian Competition Authority investigating Activision Blizzard over Diablo Immortal and Call of Duty Mobile monetisation

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Activision Blizzard sotto indagine AGCM per la monetizzazione di Diablo Immortal e CoD Mobile

Tempo di lettura: 2 minuti

L’Autorità Garante della Concorrenza indaga Activision Blizzard per le monetizzazioni di Diablo Immortal e Call of Duty Mobile

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato un’indagine approfondita su Activision Blizzard, concentrandosi sulle strategie di monetizzazione adottate per i titoli mobile Diablo Immortal e Call of Duty Mobile. La notizia è stata originariamente riportata da GamesIndustry.biz.

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Secondo quanto dichiarato dall’organizzazione stessa sul proprio sito web, la società di videogiochi avrebbe messo in atto “pratiche ingannevoli e aggressive” relative agli acquisti in-app, oltre a “violare i diritti contrattuali dei consumatori”.

Pratiche Commerciali Sotto Accusa

L’AGCM sospetta che Activision Blizzard stia agendo in contravvenzione delle normative sulla protezione dei consumatori, in particolare riguardo all’obbligo di diligenza professionale richiesto in un settore, quello del gaming, che presenta rischi significativi legati alla dipendenza.

L’indagine si concentrerà in modo specifico sull’ipotetico impiego di design dell’interfaccia utente (UI) “ingannevoli” con l’obiettivo di invogliare i giocatori a tornare più frequentemente nei giochi e a prolungare le sessioni di gioco. Tra gli esempi citati vi sono avvisi su potenziali ricompense mostrati sia durante il gameplay che in messaggi e notifiche esterne, unitamente all’insistenza per l’acquisto di articoli a tempo limitato.

Impatto sui Consumatori e Minori

L’Autorità ha espresso preoccupazioni che tali strategie, combinate con meccanismi che rendono difficile la comprensione del valore reale delle valute virtuali utilizzate e la vendita di queste in bundle, possano influenzare i giocatori, inclusi i minori. Questo potrebbe portarli a spendere somme considerevoli, talvolta eccedenti quanto realmente necessario per progredire nel gioco e senza una piena consapevolezza della spesa sostenuta.

Criticità sui Controlli Parentali e la Privacy

Un altro aspetto sotto la lente dell’AGCM riguarda i controlli parentali implementati nei titoli in questione. Si evidenzia che questi controlli impostano automaticamente un “livello di protezione inferiore”, il quale permette gli acquisti in-game, non pone limiti al tempo di gioco né alle interazioni con altri utenti. L’indagine esaminerà inoltre le modalità con cui viene acquisito il consenso per il trattamento dei dati personali e se i consumatori vengano informati adeguatamente sui loro diritti in relazione a questi giochi.

La redazione di GamesIndustry.biz, come riportato nell’articolo originale, ha tentato di contattare Activision Blizzard per una dichiarazione in merito alla vicenda.

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