Il prossimo Castlevania non arriverà fra dieci anni, perché altrimenti non servirebbe a niente. Lo ha detto Tsutomu Taniguchi, produttore della serie per Konami, parlando con Famitsu prima dell’uscita di Castlevania: Belmont’s Curse, in programma per il 15 ottobre 2026. Le sue parole le ha riprese TheGamer il 4 ottobre, dalla traduzione di Nintendo Everything.
La domanda di Famitsu partiva da un dato: Belmont’s Curse è il titolo con cui Konami celebra i quarant’anni della serie, cominciata nel 1986 con il primo Castlevania. Taniguchi ha risposto che adesso la squadra sta mettendo tutte le sue energie in questo gioco e che il resto non è ancora deciso nei dettagli. Poi ha aggiunto la frase che conta: far uscire il capitolo successivo fra altri dieci anni renderebbe privo di senso il piano con cui Konami sta provando a rilanciare la serie.
Perché Konami ha rifatto un Castlevania
Nella stessa intervista il produttore spiega da dove nasce il progetto, e la ragione è più prosaica di un anniversario. Lo sviluppo è partito perché, pur essendo una serie che tutti conoscono di nome, i Castlevania non li giocava abbastanza gente. Dopo il 2014 la serie si era fermata ai soli rifacimenti e alle raccolte di vecchi titoli, mentre a tenere acceso il marchio presso il pubblico generalista ci aveva pensato la serie animata di Netflix, che però è un altro prodotto e non vende videogiochi.
Belmont’s Curse non è nemmeno fatto in casa. Lo sviluppano Evil Empire e Motion Twin, cioè le due squadre francesi dietro Dead Cells, che Konami ha scelto per riportare la serie sul mercato. È un’informazione che pesa sulla frase di Taniguchi: la velocità del prossimo capitolo dipende anche da chi lo farà, e il produttore non ha detto se quella collaborazione proseguirà.
Cosa c’è già in cantiere, e cosa è solo una voce
Due cose sono state mostrate e una no. Konami ha fatto intravedere una raccolta dedicata ai Castlevania in tre dimensioni, quelli usciti fra PlayStation 2 e Nintendo 64, dentro un video celebrativo per l’anniversario. La demo di Belmont’s Curse è giocabile dal primo ottobre, con i salvataggi che passano al gioco completo, e ne avevamo scritto nel pezzo sulla demo di ottobre.
La terza cosa è un riavvio della serie di cui si parla da tempo, dato in lavorazione presso Konami. Resta una ricostruzione giornalistica non confermata dall’azienda, e non si sa nemmeno se sarebbe un gioco bidimensionale nello stile di Symphony of the Night o una produzione in tre dimensioni come Lords of Shadow. Taniguchi non lo ha nominato, e a chi gliene aveva chiesto conto a un evento di anteprima aveva risposto che non c’era niente da rivelare.
Che gioco è Belmont’s Curse
Per chi non ha seguito il ritorno della serie, Belmont’s Curse è un gioco d’azione e piattaforme bidimensionale con elementi da gioco di ruolo, con protagonista Rose Belmont. Esce il 15 ottobre su PC, PlayStation, Xbox e console Nintendo, ed è classificato Teen dall’ente americano che assegna le età consigliate, per sangue, violenza e temi lievemente allusivi. Dai resoconti di chi lo ha provato in anteprima, di cui avevamo parlato nel pezzo sul fatto che la frusta all’inizio non ce l’hai, il gioco fa guadagnare al giocatore gli strumenti classici della serie invece di consegnarglieli subito.
Gli autori hanno anche chiarito, in una conversazione con TheGamer, che non è un roguelike, cioè non è costruito sulla ripetizione di partite che ricominciano da capo a ogni morte, nonostante il curriculum di Motion Twin con Dead Cells facesse pensare a quello.
Cosa non si sa
Non c’è un titolo, non c’è una data, non c’è uno studio assegnato e non è stato detto se il prossimo Castlevania sarà bidimensionale come questo o qualcosa d’altro. Taniguchi ha detto di non sapere ancora che forma prenderà, e il suo ragionamento è un’intenzione aziendale, non un annuncio: serve a far capire che Konami non considera Belmont’s Curse un episodio isolato.
Resta aperta anche la questione dei numeri, che Taniguchi ha sfiorato senza quantificarla. Konami non ha mai pubblicato quanti giocatori abbiano i rifacimenti e le raccolte usciti dal 2014 in poi, quindi la frase sul fatto che la serie non la giocasse più abbastanza gente è una valutazione interna di cui non esiste la prova pubblica. Sul lato opposto, dopo il 15 ottobre un dato ci sarà: le recensioni e i giocatori in contemporanea sulla scheda Steam, che per un gioco multipiattaforma non dicono tutto ma danno un ordine di grandezza verificabile da chiunque.
La prova arriverà prima del previsto comunque: il 15 ottobre si vedrà se il rilancio parte, e se non parte la domanda sul capitolo successivo si chiude da sola.


