Embark CEO confirms that Arc Raiders' matchmaking takes your aggression into account, so behave yourself out there

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Embark ha smesso di aggiornare ARC Raiders ogni mese perché la squadra era esaurita, e il produttore racconta i suoi cinque mesi di malattia

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Il produttore esecutivo di ARC Raiders ha spiegato perché Embark Studios ha smesso di aggiornare il gioco ogni mese, e la risposta è che la squadra non reggeva. In un’intervista a Game Developer, ripresa da TechPowerUp, Aleksander Grøndal racconta che per tenere il ritmo lo studio ha dovuto tagliare contenuti dal gioco, che la qualità degli aggiornamenti ne risentiva e che lui stesso era esaurito.

La frase con cui riassume il passaggio dalla produzione a porte chiuse alla gestione di un gioco perennemente online è secca: tutti gli avevano detto che sarebbe stato durissimo, e lo è stato più di quanto si aspettasse.

Cosa è cambiato, e quando

Il cambio di passo è di maggio 2026. Fino ad allora il piano era un aggiornamento al mese; da quella data Embark è passata a due aggiornamenti grossi all’anno, con in mezzo correzioni di bilanciamento, sistemazioni di errori, novità del negozio ed eventi, affidati a una squadra dedicata che tiene in piedi il gioco tutti i giorni.

Nel comunicato di allora lo studio aveva usato parole prudenti, dicendo che la cadenza mensile limitava quanto potesse essere incisivo ogni aggiornamento e che correre a quel ritmo non era sostenibile. Il primo appuntamento della nuova scansione è Frozen Trail, previsto per ottobre, con la mappa più grande vista finora, nemici nuovi e una revisione della progressione.

Quello che non era stato detto a maggio

Il dietro le quinte, invece, esce adesso. Secondo quanto riferisce GamingBolt, Grøndal dice che la squadra si trovava a fare tre cose insieme, cioè mandare avanti il gioco, correggere gli errori e tappare i buchi sfruttati dai giocatori, e che con quel carico pianificare a lungo termine diventava impossibile. In più mancava il tempo per pensare: alcune uscite non avevano contenuto abbastanza sostanzioso e non interessavano granché, perché nessuno aveva le ore per inventarsi qualcosa di meglio.

Il punto più duro riguarda lui. Grøndal racconta che ai tempi di Electronic Arts, dopo aver pubblicato un capitolo di Battlefield, si era spinto così oltre da dover prendere cinque mesi di malattia perché era completamente a pezzi. È il motivo per cui dice di prendere la questione sul serio adesso: l’esaurimento allontana per sempre le persone esperte, e quelle persone sono le stesse che hanno costruito il gioco.

Nella stessa intervista Grøndal spiega anche la scelta organizzativa che c’è sotto: invece di inseguire il passo precedente, lo studio ha deciso di giocare sui punti di forza della squadra, accettando che alcune cose arrivino più tardi. Significa che la quantità di novità in un anno scende, e che a salire dovrebbe essere la qualità di quelle poche.

Perché il caso conta più di ARC Raiders

Qui la spiegazione più banale basta a chiudere il discorso. Un gioco pensato da una squadra centrale di una sessantina di persone in sei anni di lavoro è stato investito da un numero di giocatori che nessuno aveva previsto, con un picco oltre i 480.000 in contemporanea, e la struttura costruita per finire un gioco si è trovata a doverne servire uno che non finisce mai. Non serve una tesi sul capitalismo delle piattaforme: serve notare che il dimensionamento era tarato su un altro scenario.

Il resto del settore si muove nella stessa direzione per gli stessi motivi, e non sempre finisce bene. Nelle ultime settimane Krafton ha cancellato PUBG: Black Budget dopo quattro anni, e lo sparatutto Wardogs è partito con funzioni tagliate che arrivano solo adesso, alla seconda stagione.

Cosa aspetta i giocatori

Per chi gioca, la conseguenza pratica è che fra un aggiornamento grosso e l’altro passano sei mesi, e in quella finestra arrivano solo manutenzione ed eventi. Il sito ha raccontato le due cose che occupano il calendario di ottobre: la prova della modalità PvE, dal 13 al 20, e il pass a pagamento con la valuta Cred che scade l’8.

Il contrasto con il punto di partenza è la storia. ARC Raiders è uscito il 30 ottobre 2025, schiacciato fra l’uscita di Battlefield 6 e quella di Call of Duty, e a dirlo è lo stesso Grøndal: nessuno a Embark si aspettava quella quantità di giocatori. Il successo che ha reso il gioco un caso è esattamente la cosa che ha messo in crisi chi lo manteneva.

Quello che Embark non ha detto è se la nuova scansione regga davvero: Frozen Trail è il primo banco di prova, e si vedrà se sei mesi di lavoro producano un aggiornamento che valga l’attesa o se nel frattempo i giocatori abbiano già cambiato gioco.

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