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Il creatore di SFO Grimhammer III ha corrotto la sua mod per far smettere di funzionare le copie fatte con l’IA

Tempo di lettura: 3 minuti

Il responsabile di SFO Grimhammer III, una delle modifiche più scaricate di Total War: Warhammer III, ha rotto di proposito il proprio lavoro per impedire che funzionasse insieme alle copie non autorizzate che circolavano sul Workshop di Steam. Lo ha annunciato lui stesso, il modder polacco noto come Venris, in una dichiarazione pubblicata su Patreon il 2 ottobre e intitolata semplicemente Statement about SFO and AI.

Il testo è di poche righe. Venris scrive che per il numero crescente di ricaricamenti non autorizzati della sua modifica, e soprattutto per l’uso dell’intelligenza artificiale nel procedimento, ha corrotto volontariamente il file per evitare che funzioni dentro quelle pubblicazioni. Aggiunge che se la cosa continuasse a crescere renderebbe privato l’intero progetto, e chiude con una formula che è già diventata uno slogan: sostenete i modder, non l’IA.

Cos’è SFO e perché qualcuno lo ricarica

SFO Grimhammer III è una revisione totale del gioco di strategia di Creative Assembly. Non aggiunge un’unità o una mappa: riscrive campagna, battaglie, bilanciamento e fazioni per avvicinare il gioco all’universo di Warhammer, ed è il risultato di quasi dieci anni di lavoro di Venris e della sua squadra, a partire dai tempi del secondo capitolo. Sulla pagina del Workshop è una delle modifiche più sottoscritte del gioco.

Il motivo per cui qualcuno la ricarica sta nei tempi. Quando Creative Assembly pubblica un aggiornamento, una revisione di quelle dimensioni smette di funzionare e rimetterla in piedi richiede settimane: in questo momento SFO non è compatibile con la versione 9.0 del gioco, uscita con l’ultimo contenuto aggiuntivo, e la squadra ci sta lavorando. In quella finestra di attesa sono comparse sul Workshop versioni che si dichiaravano già compatibili, prodotte facendo sistemare il codice a un modello linguistico e pubblicate da altri a proprio nome.

La correzione che vale la pena fare

Parte della stampa ha raccontato la vicenda parlando di sotto-modifiche, cioè di aggiunte costruite sopra il lavoro di Venris. La dichiarazione però non dice questo: parla di ricaricamenti non autorizzati della modifica stessa, che è una cosa diversa e più grave. Una sotto-modifica si appoggia a un lavoro altrui e lo richiede per funzionare; un ricaricamento lo ripubblica. È una distinzione che conta, perché separa chi costruisce qualcosa di proprio sopra una base da chi si limita a rimettere online la base con una patina addosso.

Sul resto Venris è netto. Scrive di non permettere a nessuno di prendere il suo lavoro senza permesso, e tanto meno per scopi legati all’intelligenza artificiale. Precisa che gli aggiornamenti usciranno su Steam e da nessun’altra parte, e che le modifiche SFO sono sempre state e resteranno gratuite finché ci sarà lui, senza nessun muro a pagamento. Quest’ultimo punto risponde in anticipo a un’obiezione ricorrente in questi casi, cioè che dietro la protesta ci sia la voglia di far pagare il lavoro.

Com’è finita, per ora

Il gesto ha funzionato come gesto. Dopo due giorni di discussione, come ha scritto PC Gamer, Venris ha pubblicato un secondo messaggio per ringraziare chi lo aveva sostenuto e ha rimesso in circolazione una versione funzionante di SFO Grimhammer III per la versione 8.1.1 del gioco, quella precedente all’aggiornamento. Chi vuole giocarci può quindi tornare indietro di versione da Steam e aspettare la compatibilità con la 9.0.

La stessa dichiarazione è stata ripubblicata sul canale YouTube di SFO, e nel giro di ventiquattro ore era rimbalzata sulla stampa di mezzo mondo, dalla Spagna in giù.

Il contesto in cui succede

Non è un caso isolato. Nelle stesse settimane la scena dei port amatoriali su PC si è spaccata sulle ricompilazioni con IA, con l’autore del port di Banjo-Kazooie che ha parlato di corsa al ribasso. E dall’altra parte del campo gli editori hanno iniziato a muoversi: il sito ha raccontato la chiusura in tre giorni di Fallout: New York e la diffusione dei mod incrociati prodotti con l’IA.

Quello che distingue il caso SFO dagli altri due è chi fa la mossa. Qui non c’è un ufficio legale e non c’è una diffida: c’è un autore che non ha nessuno strumento per far rimuovere le copie e che ha reagito rendendo inutilizzabile la cosa da cui quelle copie dipendono. È una leva che esiste solo finché il lavoro originale è l’unica base possibile, e il giorno in cui un modello riuscirà a ricostruirne una da zero smetterà di funzionare.

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