Il disco di Final Fantasy VII Revelation ci sarà, ma non conterrà tutto il gioco. Il direttore Naoki Hamaguchi ha detto di aver fatto il possibile perché andasse diversamente. Lo ha dichiarato in un’intervista pubblicata il 3 ottobre, parlando di un mercato che a suo dire si muove verso un futuro sostanzialmente senza dischi. Il terzo capitolo della trilogia esce l’8 aprile 2027 su PC, PlayStation 5, Xbox Series e Nintendo Switch 2.
La posizione di Hamaguchi sul tema è nota da mesi e non è cambiata. A luglio, al Fan Festival di Final Fantasy XIV a Berlino, aveva detto che stava lavorando per ottenere una qualche edizione fisica senza poterne confermare la forma, spiegando che ogni piattaforma ha vincoli propri: le schede di Nintendo hanno un limite di capienza, i dischi un altro.
Perché il disco non basta
Hamaguchi la ragione tecnica l’aveva già data a settembre 2026, in un’intervista al sito americano di settore IGN, ripresa da Insider Gaming. La squadra aveva davanti due strade. La prima era quella seguita da Final Fantasy VII Rebirth, cioè distribuire il gioco su più dischi, e avrebbe imposto una riduzione della qualità e della fedeltà dell’immagine. La seconda era mettere sul disco quello che ci sta e far scaricare il resto. Hanno scelto la seconda.
Hamaguchi si è detto contento di poter pubblicare comunque un’edizione su supporto fisico e soddisfatto del risultato, pur riconoscendo che chi compra il disco quella soluzione non la gradisce. Nell’intervista del 3 ottobre ha aggiunto il passaggio che spiega il resto: su questa materia la sua autorità è limitata, perché le condizioni le fissano i detentori delle piattaforme e non lo studio di sviluppo.
Il contesto che rende la frase una notizia
Sony ha annunciato che smetterà di produrre dischi per i giochi PlayStation nel gennaio 2028, quindi Revelation esce dentro l’ultima finestra utile. Non è un caso isolato: Grand Theft Auto VI è già confermato senza disco, e CD Projekt ha detto che The Witcher 4 avrà la scatola ma non il supporto dentro. La formula della scatola con il codice stampato su un foglio, che Hamaguchi aveva citato a luglio fra le possibilità, è diventata nel frattempo lo standard di fatto.
Per il gioco di Square Enix il peso del file è il nodo. Sia Final Fantasy VII Remake sia Rebirth erano usciti su più dischi, e nessuno dei due doveva stare anche su una scheda Switch 2. Mettere d’accordo quattro piattaforme con limiti diversi, senza perdere qualità su nessuna, è il problema che ha prodotto la soluzione a metà.
La seconda uscita di Hamaguchi in pochi giorni
Il direttore sta parlando molto in questo periodo, e non solo di dischi. Il 1 ottobre il sito aveva riportato la sua risposta a chi gli chiedeva un remake di Xenogears, che secondo lui sarebbe difficile da realizzare. In entrambi i casi la forma è la stessa: una domanda dei giocatori, una risposta personale, e il limite di quello che un direttore può decidere da solo dentro una struttura grande.
Hamaguchi è entrato in Square Enix come programmatore sulla trilogia di Final Fantasy XIII, ha diretto Rebirth nel 2024 ed è a capo del Creative Studio 1, la divisione che si occupa dei rifacimenti di Final Fantasy VII e della serie Kingdom Hearts. Ha raccontato di comprare edizioni digitali ma di volere la copia fisica dei giochi a cui tiene, e di chiedere agli amici del settore di autografargli i loro. Ha anche detto di capire chi sui social scrive che senza disco non compra.
Una posizione che non era scontata
Hamaguchi, a luglio 2026 e sempre a Berlino, non era in grado di confermare nemmeno l’esistenza di un’edizione su supporto fisico. Lo aveva detto apertamente: le trattative con i detentori delle piattaforme erano aperte e la gamma di prodotti non era definita. Fra luglio e ottobre il disco si è materializzato, sia pure incompleto, e questo è il pezzo di notizia che nei resoconti è rimasto sotto.
Resta il punto che il direttore ha nominato e che vale oltre questo gioco: la forma dell’edizione fisica non la decide chi fa il gioco. La decidono i vincoli di capienza delle schede, i formati dei dischi e le condizioni commerciali delle piattaforme, che cambiano da un’azienda all’altra. È la ragione per cui titoli usciti nello stesso trimestre possono avere politiche opposte senza che nessuno degli studi coinvolti abbia cambiato idea.
Cosa non si sa
Non è stato detto quanta parte del gioco starà sul disco e quanta andrà scaricata, né se la proporzione cambierà fra le quattro piattaforme. Non si sa se esisterà un’edizione da collezione con un contenuto fisico diverso, e Square Enix non ha ancora pubblicato l’elenco delle edizioni. Manca anche il peso complessivo dell’installazione, che è l’unico numero che permetterebbe di capire quanto grande sia davvero il buco fra il disco e il gioco. L’uscita è fissata all’8 aprile 2027.


