Un reboot di Halo centrato sulle origini di Master Chief sarebbe fra le strade che Activision sta valutando per il prossimo gioco della serie. La voce arriva da RebsGaming, uno youtuber che segue il franchise e che cita una propria fonte interna, e si aggiunge a quello che Microsoft ha confermato il 22 settembre 2026: il prossimo Halo lo sviluppa Activision con una squadra creata apposta, separata da quelle che lavorano a Call of Duty. Tutto il resto, per adesso, è racconto di seconda mano.
Cosa dice l’informatore
Nel suo video RebsGaming sostiene che Activision stesse già lavorando al progetto prima dell’annuncio ufficiale, e che all’inizio i giochi fossero due: un multigiocatore gratuito e un gioco di sola campagna. Secondo la stessa ricostruzione di GamingBolt, a occuparsi dei prototipi sarebbe stata Sledgehammer Games, lo studio dei Call of Duty WW2, Vanguard e del Modern Warfare 3 del 2023, che avrebbe messo in piedi le meccaniche di base di entrambi i progetti, a partire dal movimento del giocatore.
La campagna, in quella versione del piano, sarebbe stata un reboot morbido: la storia avrebbe saltato gli eventi di Halo Infinite lasciando però in piedi il resto del canone, giochi vecchi compresi. È la stessa indicazione che Insider Gaming aveva dato nei giorni precedenti. Poi i due progetti separati sarebbero stati accantonati a favore di un gioco solo, completo di campagna e multigiocatore, ed è a quel punto che sarebbe entrata in discussione l’ipotesi più radicale.
RebsGaming è esplicito sul grado di incertezza: dice che è troppo presto perché qualcosa sia definitivo e che la sua fonte riferisce solo che Activision starebbe valutando un reboot completo con l’origine di Master Chief. Detto in modo diretto, non esiste nessuna conferma, e la stessa fonte dichiara che il progetto è in fase iniziale.
Cosa è confermato e cosa no
Il perimetro certo è stretto. Il 22 settembre Xbox ha annunciato 268 licenziamenti e ha spostato Halo ad Activision, lasciando a Halo Studios una squadra ridotta che segue i giochi già in commercio e la comunità. La nota di Matt Booty diceva che il prossimo capitolo lo fa Activision con un gruppo dedicato e distinto dalle squadre di Call of Duty. Niente, in quel documento, parlava di reboot, di Sledgehammer o del motore grafico.
L’unica dichiarazione pubblica sul contenuto arriva dal presidente di Activision Rob Kostich, che ha detto di voler fare il miglior Halo di sempre e ha parlato di una squadra già in costruzione. È una frase da comunicato, e come tale non dice niente su cosa quel gioco sarà. Activision non ha commentato la voce sul reboot.
Perché l’ipotesi non è campata per aria
Il motivo più banale è che il canone di Halo è diventato difficile da maneggiare. Dopo Halo 5 e Halo Infinite, 343 Industries aveva già provato due volte a riorientare la storia senza cancellarla, e il risultato è un impianto narrativo che chiede al nuovo arrivato di sapere parecchie cose prima di cominciare. Ripartire dalle origini di John-117, il nome vero di Master Chief, è la mossa che ogni editore prende in considerazione quando eredita un franchise lungo e vuole riaprirlo a chi non c’era.
C’è però un argomento che spinge nella direzione opposta, ed è il calendario. Halo: Campaign Evolved, il rifacimento del primo capitolo, è uscito da poco ed è disponibile su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S: è già quello il prodotto che racconta l’inizio della storia a chi arriva adesso. Un secondo racconto delle origini a distanza ravvicinata sarebbe una scelta strana, e questa è una delle ragioni per cui conviene trattare la voce come una delle opzioni sul tavolo e non come il piano.
Il peso della fonte
Su una notizia così vale la pena dire da dove viene. RebsGaming non è una testata: è un canale che si occupa di Halo e che in passato ha anticipato alcune mosse della serie, e in questo caso riferisce quanto gli dice una sola persona. Nessun’altra fonte indipendente ha confermato né il coinvolgimento di Sledgehammer né il reboot. Quando una catena è lunga così, la formula corretta è il condizionale, e il fatto verificabile resta uno solo: il franchise ha cambiato padrone.
Cosa manca
Di questo Halo non esistono titolo, finestra di uscita, piattaforme annunciate né un motore grafico confermato. Non è stato detto nemmeno quante persone compongano la squadra dedicata di cui parla la nota Microsoft, né quali studi di Activision la stiano fornendo. Nel frattempo gli unici appuntamenti reali restano i giochi già in commercio, mentre Xbox ha fissato per il 6 ottobre un incontro interno con tutto il gruppo, di cui ha parlato Asha Sharma al New York Times, insieme alla smentita sulla vendita del marchio.


