Un gigante sul campo di battaglia di March of Giants, il gioco in arena 4 contro 4 di Ubisoft

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March of Giants, il gioco in arena con i giganti di Ubisoft, apre la prova pubblica dal 7 ottobre

Tempo di lettura: 3 minuti

La prova pubblica di March of Giants, il gioco di battaglie in arena 4 contro 4 di Ubisoft, si tiene dal 7 al 18 ottobre su Steam e l’accesso si chiede dalla pagina del gioco. Lo ha annunciato l’editore il 1 ottobre, nello stesso comunicato in cui ha fissato all’estate 2027 l’arrivo in accesso anticipato.

Il test si chiama Pioneer Playtest e apre il 7 ottobre alle 16 italiane, per chi si trova in Nord America e in alcuni paesi europei. Chi aveva partecipato all’alpha chiusa del settembre 2025 è già dentro e non deve richiedere niente. Lo stesso giorno, due ore dopo l’apertura, Ubisoft manda in onda una presentazione su YouTube con i giganti giocabili e il sistema di costruzioni.

Che gioco è, detto senza gergo

I giochi di questo genere, i cosiddetti MOBA, mettono due squadre su una mappa a corsie e chiedono di abbattere le strutture avversarie usando un personaggio con abilità sue. March of Giants cambia due cose. La prima è la scala: si gioca nei panni di un gigante che comanda battaglioni di soldati minuscoli, che attaccano, raccolgono materiali o conquistano potenziamenti temporanei per la squadra. La seconda sono le Battleworks, cioè costruzioni che modificano il campo di battaglia durante la partita, dalle trincee ai bunker ai rinforzi chiamati sul momento.

Le squadre sono da quattro giocatori e ogni schieramento difende tre Bastion: vince chi ne abbatte due su tre, come ha spiegato chi ha provato il gioco a Montréal. L’ambientazione è ispirata alla Prima guerra mondiale, con un’estetica sporca e cupa lontana dai colori accesi che il genere usa di solito. Il gioco sarà gratuito.

Come funzionano i premi del test

Completando partite contro altri giocatori si accumulano punti: cento per una vittoria, cinquanta per una sconfitta, con il traguardo dello status di Pioniere fissato a mille. Chi ci arriva ottiene un distintivo sul profilo, un gigante sbloccato in permanenza a partire dal 12 ottobre e un pacchetto per l’accesso anticipato.

Qui c’è la parte che conviene leggere con attenzione: un’ora di visione di una diretta su Twitch dedicata al gioco vale un aumento del 20% sui punti, l’ingresso nel Discord ufficiale dà un codice bonus, e l’abbonamento a certi creatori selezionati regala un gettone per sbloccare un gigante. La prova tecnica funziona quindi anche da campagna di marketing, e paga in valuta di gioco chi guarda le dirette e chi si abbona ai creatori.

Da dove arriva questo gioco

Il progetto nasce sotto Amazon Games a Montréal, con il direttore creativo Xavier Marquis, che veniva da Rainbow Six Siege; quando Amazon ha ridimensionato la divisione giochi, Ubisoft ha preso in carico il progetto, ritrovandosi in squadra parecchie persone che a Siege avevano già lavorato. Lo sviluppo va avanti da cinque anni e il direttore di gioco è Emilien Lomet.

Il 30 settembre Ubisoft ha riorganizzato un pezzo della propria struttura: la casa creativa che contiene The Division, Ghost Recon e Splinter Cell ha preso il nome di Massive Entertainment, e fra le proprietà assegnate c’è proprio March of Giants. Per un gioco che deve reggersi su una comunità competitiva, il pezzo di azienda a cui risponde è quello che deciderà il budget delle stagioni successive.

Il contesto in cui esce

Entrare adesso nel mercato dei giochi in arena è una scommessa pesante. League of Legends e Dota 2 tengono il pubblico da oltre un decennio, e nel solo settembre 2026 i due hanno contribuito, insieme ad altri due giochi gratuiti, a quasi il 10% di tutti gli incassi di Steam. Chi arriva dopo deve convincere qualcuno a lasciare una comunità, delle amicizie e centinaia di ore di progressi.

La carta di Ubisoft è non competere sullo stesso terreno: quattro giocatori invece di cinque, partite più corte, il comando di un esercito al posto del solo personaggio e la possibilità di modificare la mappa. È la stessa logica con cui Rainbow Six Siege si era infilato in un mercato di sparatutto affollatissimo, cambiando le regole invece di rifarle meglio. Se funzioni lo dirà il numero di persone che resteranno collegate dopo il 18 ottobre, non quelle che si iscriveranno prima del 7.

Cosa non si sa

Mancano la data precisa dell’accesso anticipato, oltre alla stagione, e l’elenco completo dei paesi europei ammessi al test, che Ubisoft non ha pubblicato. Non ci sono annunci su versioni console, nonostante qualcuno fra chi ha provato il gioco a Montréal lo abbia chiesto. Dopo il 18 ottobre, secondo quanto riportato, sono previste altre due prove prima del lancio in accesso anticipato.

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