L’avventura d’azione Brokensides è stata annunciata con un trailer dallo sviluppatore che si firma juicce, che del gioco è anche editore. Si controlla Yorunna Parva, uscita di prigione dopo aver commesso quello che il gioco chiama un Crimine Cardinale, e si attraversa un mondo deformato spaccando chiunque si metta di mezzo.
La protagonista è un coniglio marino, e i nemici si rompono come vetro quando li si colpisce. La descrizione del negozio si rivolge direttamente al giocatore con una battuta amara sul fatto che distrugge tutto quello che tocca, e sul fatto che la cosa dovrebbe suonargli familiare.
Il nome viene da un animale che esiste davvero
Yorunna Parva è a una lettera di distanza da Jorunna parva, il nudibranco che in inglese chiamano sea bunny, cioè coniglio di mare. È un mollusco senza conchiglia dell’Indo-Pacifico, descritto per la prima volta dal biologo giapponese Kikutaro Baba, e deve il soprannome a due organi di senso sulla testa che sembrano orecchie.
Non è una creatura qualsiasi da cui prendere il nome: nel 2015 le foto di questo animale hanno fatto il giro dei social giapponesi e poi del resto del mondo, al punto che National Geographic gli dedicò un pezzo spiegando che quello che sembra pelo è un fitto strato di bastoncelli chiamati cariofillidi. L’animale di solito non supera i due centimetri e mezzo. Prendere la cosa più tenera di internet e farne una picchiatrice che manda in frantumi gli avversari è, come mossa, abbastanza chiara.
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Steam lo classifica come avventura d’azione horror surreale con esplorazione e combattimenti a scorrimento. Il mondo si chiama così com’è dopo qualcosa che viene chiamato l’Era Muta, e la libertà della protagonista sarebbe benedetta da una figura chiamata la Madre Incolore. Gli elementi elencati sono quattro: si incontrano creature sgradevoli che parlano lo stesso, si può mettersi in posa e sedersi ovunque durante l’esplorazione, si guarda un mondo scuro e strano, e si picchia finché gli avversari non si frantumano.
Le etichette che Steam associa al gioco aggiungono il resto del quadro: horror psicologico, psichedelico, grafica in pixel, terza persona, protagonista femminile. Lo sviluppatore ha messo anche l’avvertenza sui contenuti, segnalando violenza ed elementi di horror psicologico.
Quello che non si sa
Non c’è una data di uscita, non c’è un prezzo, e la scheda riporta soltanto la formula che rimanda a un annuncio futuro. Il gioco è per un giocatore solo, e le lingue previste sono due: inglese e giapponese. L’italiano non è in programma, il che per un gioco che si regge su un mondo da decifrare attraverso i dialoghi è un limite da mettere in conto.
I requisiti minimi contengono un refuso che vale la pena segnalare perché dice qualcosa sul livello di rifinitura della pagina: alla voce memoria compaiono sei megabyte, che nel 2026 non basterebbero ad avviare il sistema operativo. Nei requisiti consigliati la cifra è otto gigabyte, con una scheda video GeForce GTX 1650 o una Radeon RX 570, entrambe di fascia media e uscite prima del 2020: sbagliata è quindi l’unità di misura, non la cifra, e al posto dei megabyte andavano scritti i gigabyte.
Lo sviluppatore non ha una scheda stampa e comunica soprattutto attraverso i suoi canali video e sociali. Sulla pagina Steam dell’autore Brokensides risulta l’unico gioco, quindi non c’è un lavoro precedente su cui misurare l’aspettativa, che è il motivo per cui su un annuncio così conviene fermarsi ai fatti e aspettare una prova giocabile.
Tre curatori Steam si sono già espressi sulla pagina, un numero troppo basso per essere un segnale di qualsiasi genere, e non ci sono ancora recensioni perché il gioco non è in vendita. Il prossimo passo utile sarebbe una demo, che finora non è stata annunciata.
Vale la pena tenerlo d’occhio per una ragione precisa, al netto di tutto quello che manca: i giochi d’azione a scorrimento con una direzione artistica forte sono un genere in cui un autore solo può ancora competere con una squadra grossa, perché il lavoro sta nelle animazioni e nel tocco, non nel numero di chilometri quadrati di mappa. Qui la direzione artistica c’è. Quello che non si vede ancora è come funzionino i combattimenti quando passano dalle mani di chi monta il trailer a quelle di chi gioca.


