Un'immagine di NBA 2K25, capitolo della serie di basket di 2K al centro della causa sulla valuta virtuale

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La causa sulla valuta virtuale di NBA 2K svela quanti dati Take-Two raccoglie su ogni giocatore

Tempo di lettura: 3 minuti

La causa sulla valuta virtuale di NBA 2K, la serie di basket su licenza della lega americana NBA pubblicata da 2K, ha prodotto i primi documenti interni resi pubblici. Li ha letti Stephen Totilo di Game File, la newsletter dell’ex caporedattore di Kotaku, che il 18 settembre 2026 ne ha pubblicato due parti. La prima è la deposizione di un vicepresidente di 2K che spiega perché la valuta comprata con soldi veri non passa da un’edizione all’altra. La seconda è un foglio di calcolo che mostra quanti dati Take-Two Interactive, l’editore della serie, raccoglie su ogni giocatore.

Di cosa parla la causa

L’azione collettiva è stata depositata nel novembre 2023 in California da un ragazzo minorenne, indicato con le iniziali J.A., rappresentato dalla madre. La tesi è semplice: nei giochi NBA 2K si compra con denaro reale la VC, la valuta virtuale che serve a sbloccare oggetti estetici e potenziamenti per le modalità competitive. Quando 2K spegne i server di un’edizione, la valuta non spesa diventa inutilizzabile, senza rimborsi e senza possibilità di spostarla sul capitolo successivo. Secondo l’accusa, è un furto.

La causa era stata raccontata già al momento del deposito da Axios. La risposta di Take-Two è arrivata a febbraio 2024, con una richiesta di archiviazione riportata allora da Game File: secondo gli avvocati dell’editore, la VC non è proprietà del giocatore ma una “finzione” creata dall’editore e regolata dai termini di servizio. La stessa linea era stata ripresa da PC Gamer.

Cosa ha detto il dirigente di 2K

La novità sta negli atti desecretati. Michael O’Dwyer, vicepresidente del product management di NBA 2K, è stato interrogato un anno fa, ma la sua deposizione è diventata pubblica solo ad agosto 2026, dopo che il giudice si è pronunciato sulle parti che Take-Two voleva oscurare. Alla domanda sul perché la valuta non si possa trasferire da un anno all’altro, O’Dwyer ha dato due risposte.

La prima è tecnica: secondo lui, non esiste una soluzione per spostare la VC fra un’edizione e l’altra. La seconda è di impostazione. 2K vuole che ogni nuovo capitolo sia una ripartenza da zero, in cui chi arriva per la prima volta e chi gioca da anni partono con le stesse possibilità. O’Dwyer ha anche spiegato che uno dei nodi per l’editore sarebbe distinguere la valuta pagata da quella guadagnata giocando, una distinzione che oggi nei giochi non esiste e che, a suo dire, non porterebbe vantaggi ai giocatori.

Le due risposte non si reggono a vicenda con lo stesso peso. La prima dice che trasferire la valuta non si può fare, la seconda che l’editore non vuole farlo. Per chi spende, il risultato è lo stesso in entrambi i casi: ogni autunno si riparte con un portafoglio vuoto, e quello che resta nel vecchio sparisce quando si spengono i server.

Quanti dati raccoglie Take-Two

La seconda parte del pezzo di Game File riguarda i dati. Dai documenti risulta che Take-Two conosce, giorno per giorno, quando un giocatore ha giocato, a quali modalità, quante volte, per quanto tempo e quanto ha speso. Il foglio di calcolo che lo mostra è nella parte a pagamento dell’articolo, e qui ci limitiamo a quello che Game File riporta nella parte pubblica. Il dato però pesa per un motivo preciso: chi ha fatto causa è un minorenne, e il tracciamento riguarda anche account come il suo.

Il tema si incrocia con quello che sta succedendo in Europa. Il 18 settembre abbiamo raccontato l’EU KIDS Act, la proposta di legge europea con cui l’Unione europea vuole limitare ai minori i meccanismi dei giochi online che spingono a tornare e a spendere. Un tracciamento quotidiano di tempo e spesa è esattamente il tipo di informazione su cui si costruiscono quei meccanismi.

Quanto dura la valuta di un NBA 2K

La pagina di supporto ufficiale sulla chiusura dei server, aggiornata a gennaio 2026, spiega che tutti i titoli usciti prima della formazione attuale, cioè NBA 2K24 e precedenti, sono stati ritirati dalla vendita. Chi li possiede può ancora giocare offline, ma perde il multigiocatore, le modalità MyCAREER e MyTEAM e la possibilità di guadagnare VC. Secondo Game File, i server di ogni edizione restano accesi in genere per circa due anni e mezzo dall’uscita. Una seconda pagina di supporto conferma che la valuta non si sposta da un anno all’altro.

NBA 2K27, l’edizione di quest’anno, è in vendita su PC a 58,79 euro nell’edizione base, e la VC si compra a parte: Game File ha illustrato il suo pezzo proprio con i pacchetti di valuta del nuovo capitolo in vendita su Steam. Alle condizioni attuali, anche quella valuta ha una scadenza, legata allo spegnimento dei server dell’edizione.

Cosa non si sa

Game File non dice in quale fase sia il procedimento, né se la richiesta di archiviazione del 2024 sia stata respinta in tutto o in parte: il fatto che si siano svolte deposizioni fa pensare che la causa sia andata avanti, ma non abbiamo trovato una decisione pubblica. Nella parte pubblica dell’articolo di Game File non compare un commento di Take-Two. Non è noto nemmeno se il giudice abbia già deciso sulla richiesta di trasformare la causa in un’azione collettiva vera e propria, che estenderebbe un eventuale risarcimento a tutti i giocatori coinvolti.

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