Una scena di Diablo IV, mentre Blizzard annuncia una serie animata tratta da Diablo per Netflix

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Diablo diventa una serie animata Netflix, e Blizzard fa capire che non sarà l’unica

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La serie Diablo Netflix esiste, è animata ed è già in lavorazione. Ad annunciarla è stata Johanna Faries, presidente di Blizzard, dal palco della cerimonia di apertura della BlizzCon 2026, sabato 12 settembre. Di dettagli, però, ne ha dati pochissimi: niente trailer, niente finestra di uscita, nessuno studio di animazione, nessun nome di autore.

Quello che ha detto è che il progetto è in sviluppo con Netflix e che non resterà solo. Secondo il resoconto di VGC, Faries ha parlato di discussioni già avviate per portare sugli schermi anche Overwatch, Warcraft e altre proprietà dell’azienda. Diablo è soltanto l’inizio, ha detto, e avrebbe voluto raccontare di più ma non poteva ancora.

Un annuncio senza niente dentro, tranne una direzione

Preso da solo, l’annuncio è quasi vuoto. Sappiamo che ci sarà una serie animata ambientata a Sanctuary, il mondo in cui si svolgono i giochi, e basta. Faries si è definita una giocatrice di Diablo e ha detto di amare l’oscurità indulgente di quell’ambientazione, come riporta Kotaku dal palco: è una dichiarazione d’affetto, non un’informazione sul prodotto. Vale la pena aggiungere che l’annuncio è arrivato solo da Blizzard, e che Variety lo colloca nel trentesimo anniversario del marchio, nato nel 1996.

Vale però la pena guardare il contorno, perché è lì che l’annuncio prende senso. Blizzard non ha portato sul palco una serie: ha portato l’inizio di un rapporto con Netflix. Come riassume Insider Gaming, la parola usata è partnership, e la serie di Diablo ne è il primo prodotto.

Su Netflix gli adattamenti dai videogiochi non sono più una notizia

Il punto che ridimensiona l’entusiasmo è che la piattaforma di questa roba ne ha già parecchia. Sempre Insider Gaming elenca gli adattamenti che Netflix ha portato a casa negli ultimi anni. Ci sono Devil May Cry, Tomb Raider, League of Legends, Cyberpunk 2077 e Sonic the Hedgehog. Fuori da Netflix la lista si allunga con Far Cry, God of War e Life Is Strange, mentre al cinema sono passati Super Mario Bros. e Minecraft. GameSpot ricorda che Blizzard su questo fronte un precedente ce l’ha già, ed è il film di Warcraft di dieci anni fa, che non andò bene né con la critica né al botteghino.

Di quel filone ci siamo occupati più volte: il sequel di Cyberpunk: Edgerunners arriva in autunno con un cast completamente nuovo, e sempre su Netflix si muove il progetto live action su Persona. In altre parole, il posto dove Diablo andrà ad abitare è già affollato, e l’asticella qualitativa l’hanno alzata due serie precise, quella di Arcane e quella di Edgerunners.

Netflix chiude gli studi di sviluppo e compra le storie già fatte

C’è una simmetria che questo annuncio rende difficile ignorare. Ad agosto Netflix ha chiuso due studi di sviluppo interni, Night School e Moonloot, tagliando personale e riducendo l’ambizione di produrre videogiochi propri per concentrarsi su titoli per famiglie e su marchi mainstream.

Nello stesso periodo, però, non ha smesso affatto di occuparsi di videogiochi: ha trasmesso in anteprima l’Extended Look di GTA 6, il primo video di gioco di Grand Theft Auto 6, e adesso mette in produzione una serie tratta da Diablo. La differenza fra le due cose è chi si prende il rischio. Fare un videogioco vuol dire finanziare uno studio, pagare stipendi per anni e scoprire alla fine se funziona. Comprare i diritti di un’ambientazione che ha già trent’anni di pubblico vuol dire partire con il pubblico incluso.

Dietro c’è Microsoft, e un’idea precisa di cosa farne

Blizzard non decide da sola, visto che dal 2023 appartiene a Microsoft. E la casa madre su questo fronte sta spingendo: a giugno una copertina di Entertainment Weekly ha rivelato che gli adattamenti in produzione su marchi Xbox sono una dozzina, fra cui un film live action su Sea of Thieves prodotto da Destin Daniel Cretton, come riportava Game Informer.

La direzione l’aveva messa nero su bianco l’amministratrice delegata di Xbox, Asha Sharma. A luglio, elencando le priorità dopo i licenziamenti, aveva indicato fra gli obiettivi la crescita su cinema, televisione, prodotti di consumo, sponsorizzazioni ed esperienze dal vivo, più nuove partnership internazionali, Cina compresa. Il metro con cui quella scommessa viene giudicata dentro Microsoft è il successo della serie di Fallout su Amazon.

È la stessa Blizzard che secondo una mail interna della stessa Faries, di cui avevamo scritto ad agosto, ha chiuso l’anno fiscale come studio più performante dell’intera divisione. Il marchio Diablo compie trent’anni, è appena stato rilanciato con l’annuncio del quinto capitolo per il 2029, e adesso viene messo anche in televisione. Sono tre mosse diverse sulla stessa proprietà, fatte nello stesso fine settimana.

Cosa manca, e perché conta

Le domande che decidono se una serie animata funziona non hanno ancora risposta. Chi la anima, con che stile, in quanti episodi, quando esce. Arcane ha funzionato perché dietro c’era uno studio con un’identità visiva fortissima e un budget fuori scala; Edgerunners ha funzionato perché è stato affidato a Trigger. Finché quel nome non esce, di questa serie sappiamo solo che qualcuno la sta facendo.

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