“Serve più di un Expedition 33”: il regista del soulslike Valor Mortis sugli editori che non finanziano i giochi AA

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Otto milioni di copie non sono bastate a far cambiare idea agli editori sui giochi AA, cioè le produzioni di fascia media. Lo dice Radek Ratusznik, direttore di Valor Mortis, che alla gamescom di agosto ha spiegato a GamesIndustry.biz quanto poco il successo di Clair Obscur: Expedition 33 abbia spostato la diffidenza del settore. Un gioco AA costa molto più di un indie e molto meno dei duecento milioni di dollari di un blockbuster.

Il virgolettato è secco. Ratusznik dice che nonostante quel successo gli editori continuano a considerare il segmento AA piuttosto rischioso, e che per dimostrare che hanno torto servirebbe ancora qualche Expedition 33, perché uno solo evidentemente non basta. Il gioco di Sandfall Interactive era uscito nell’aprile 2025 come primo titolo di uno studio che nessuno conosceva, e dodici mesi dopo aveva superato gli otto milioni di copie.

Cosa è successo a One More Level mentre cercava i soldi

Ratusznik non parla in astratto: lo studio che dirige, il polacco One More Level di Cracovia, quel percorso lo ha fatto due volte e la seconda gli è andata male. I due Ghostrunner, il platform d’azione cyberpunk che ha dato al team la sua reputazione, erano stati pubblicati dall’italiana 505 Games, controllata di Digital Bros. Nel novembre 2023 il gruppo ha annunciato il taglio del 30% della forza lavoro globale, concentrato soprattutto negli studi di sviluppo. Nel comunicato l’azienda scriveva che avrebbe puntato su sequel e riedizioni di giochi già affermati, riducendo le nuove produzioni a budget alto. Tradotto: esattamente la fascia in cui lavora One More Level.

Per Valor Mortis il contratto era stato firmato con Private Division, l’etichetta che Take-Two aveva creato nel 2017 per i giochi di taglia intermedia. Nel novembre 2024 Take-Two l’ha venduta senza dire a chi. A gennaio 2025 si è scoperto che il compratore era il fondo di private equity Haveli Investments, che ha ereditato una ventina di dipendenti, ne ha licenziata una parte e ha affidato il catalogo a un gruppo di ex Annapurna Interactive. Nel mezzo di quel passaggio, l’accordo su Valor Mortis è saltato.

A quel punto One More Level ha valutato l’autopubblicazione e ha deciso di no, perché senza un editore non arrivava alla qualità che voleva. Nell’attesa ha tenuto in piedi la squadra, allora fra le 40 e le 50 persone, pagandola con i propri risparmi. Ratusznik lo chiama un atto di fede, e aggiunge la parte che conta: costruire una squadra per un gioco è difficilissimo, distruggerla è facilissimo. All’inizio di settembre 2026 lo studio conta più di 70 dipendenti, una parte dei quali su un secondo progetto non annunciato.

Chi ha finito per pagare: una società di cinema

L’editore che ha raccolto il progetto è Lyrical Games, nato nel 2025 come costola videoludica di Lyrical Media, la casa di produzione cinematografica di Alexander Black che ha in catalogo film distribuiti da A24. A guidarlo c’è Blake Rochkind, che veniva da Private Division, affiancato da Roger Kurtz, altro ex della stessa etichetta: i due il gioco lo conoscevano già. Alla nascita dell’etichetta Rochkind ha dichiarato a Variety che Lyrical Media ci aveva già messo molti milioni di dollari. E ha descritto il momento come un’occasione: siccome tanti stanno uscendo dal settore o cancellando progetti, si trovano progetti buoni a condizioni che prima non esistevano.

Quel dettaglio conta quando si legge il ragionamento di Ratusznik sulla fascia media. I soldi per i giochi AA non sono spariti: si sono spostati fuori dal circuito degli editori tradizionali, verso chi può permettersi di scommettere perché il grosso del fatturato lo fa altrove. Non è una fortuna che capita a tutti gli studi nella stessa situazione.

Il gioco per cui è successo tutto questo esce fra poco più di un mese. Il filmato mostra le trincee napoleoniche, la peste addosso ai soldati e il tipo di scontro che aspetta chi ci gioca.

La richiesta impossibile: stessa qualità, meno tempo

La seconda parte dell’intervista smonta l’argomento che gli editori usano per giustificare la prudenza. Ratusznik riconosce che con gli strumenti attuali si può lavorare un po’ più in fretta e forse spendere un po’ meno. Poi rifiuta il passo successivo: un gioco in un anno non si fa senza problemi, perché gli serve comunque il tempo di essere pubblicato e testato come si deve. Dubita, dice, che si possa comprimere quanto vorrebbero certi editori.

È la stessa promessa che gira da tre anni sulle diapositive degli investitori, con l’intelligenza artificiale al posto dell’outsourcing: stessa qualità in meno mesi e con meno persone. Chi i giochi li fa continua a rispondere che la parte comprimibile non è quella che costa.

Valor Mortis arriva il 13 ottobre 2026 su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S, secondo la scheda Steam, dopo lo slittamento a ottobre deciso a giugno per non finire schiacciato dal calendario autunnale: la data precedente era il 24 settembre. È un soulslike in prima persona, cioè un gioco d’azione col combattimento lento e punitivo inaugurato da Dark Souls, ambientato in un’Europa napoleonica devastata da una peste soprannaturale, con Vincent Cassel a doppiare Bonaparte.

Se vende, l’argomento di Ratusznik si rafforza e qualche altro studio di fascia media troverà un editore. Se non vende, la lezione che il settore ricaverà non sarà “i giochi AA sono rischiosi”: sarà che due studi polacchi su tre è meglio che facciano il sequel di qualcosa.

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