Kaatri, la protagonista di Warlock: Dungeons & Dragons, con un tatuaggio sul volto e occhi eterocromatici, indossa un'armatura piumata su uno sfondo azzurro brumoso

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Warlock: Dungeons & Dragons, la prima anteprima da Gamescom convince solo a metà

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Warlock: Dungeons & Dragons si mostra alla gamescom, e convince a metà

Wizards of the Coast ha mostrato a porte chiuse alla gamescom il suo prossimo grande progetto tratto da Dungeons & Dragons, Warlock: Dungeons & Dragons. È un gioco d’azione in terza persona a mondo aperto, per giocatore singolo, e arriva nel 2027 su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Vale come uno dei primi grandi videogiochi tratti dal gioco di ruolo da tavolo dopo il successo di Baldur’s Gate 3. La redazione di PCGamesN ha visto una demo hands-off, cioè guardata e non giocata, di combattimento ed esplorazione.

Si gioca nei panni di Kaatri, guerriera veterana interpretata in motion capture da Tricia Helfer, l’attrice della serie Battlestar Galactica. Per ritrovare qualcuno che ha perso stringe un patto con l’arcimaga Tasha, personaggio storico di Dungeons & Dragons, qui affidata a Maggie Robertson, la Lady Dimitrescu di Resident Evil Village. Il patto la trasforma in una warlock e le dà accesso alla Magia Grezza, che si trova sparsa per il mondo e permette di potenziare e modificare gli incantesimi. Niente turni, niente dado: si combatte in tempo reale con un sistema che fonde magia e mischia. L’accompagna Skev, un folletto che le spiega il posto in cui è finita.

Darkon viene dai manuali, non dal videogioco. È uno dei Domini del Terrore di Ravenloft, l’ambientazione gotica di Dungeons & Dragons, e qui si trova senza il suo Signore Oscuro, quindi sull’orlo del caos. Il nome della patrona era stato svelato alla Gen Con di inizio agosto, con il gameplay rimandato alla gamescom.

Il gioco è sviluppato da Invoke Studios, studio con sede a Montreal e di proprietà di Wizards of the Coast, il cui team include sviluppatori che hanno lavorato su Far Cry, Watch Dogs, Guardians of the Galaxy e Deus Ex. È il primo gioco a marchio Dungeons & Dragons per lo studio, annunciato ai The Game Awards di dicembre 2025 e mostrato in gameplay per la prima volta alla gamescom del 25 agosto 2026.

Cosa ha mostrato la demo

La demo ha mostrato un combattimento che cerca di tradurre l’immaginario del gioco di ruolo da tavolo in azione fluida, ma con qualche intoppo. Le magie sono leggibili e personali. Secondo quanto descritto da Game Informer, nella demo Kaatri ha incollato un masso a una parete con la telecinesi per farsene una piattaforma, e si è teletrasportata a corto raggio per superare un dirupo. In combattimento ha scambiato la propria posizione con quella di un nemico, un istante prima che un mostro molto più grande la colpisse. Buona scelta: Invoke Studios non ha copiato Larian, lo studio dietro Baldur’s Gate 3, ma ha costruito il proprio linguaggio visivo. Il rituale di lancio degli incantesimi, con componenti grottesche trascinate su una tavola simile a una ouija, è un tocco che profuma di Dungeons & Dragons vero, non di action generico.

Il problema è la fluidità. I passaggi da spada a magia hanno micro-pause, le schivate sembrano partire in ritardo. Il combattimento con il boss finale, una specie di ogre, ha lunghi tempi morti. Sembra che lo sviluppatore abbia voluto mostrare ogni abilità una per volta, più che dimostrare un sistema reattivo. Forse è un’impressione data dalla demo, forse no. Ma l’incognita resta.

Darkon è la sorpresa più riuscita. Chi si aspettava l’ennesimo Forgotten Realms si sbagliava: l’atmosfera è plumbea, gotica, sporca. La protagonista arriva da Faerûn, il continente dove è ambientata la maggior parte delle storie di Dungeons & Dragons, ma viene scaraventata in questo dominio del terrore. La scelta è astuta: i veterani del gioco di ruolo non avranno un vantaggio di conoscenza della mappa, ma i nuovi giocatori non si sentiranno persi. Il mondo promette missioni secondarie strambe e deviazioni, e Invoke dichiara flessibilità nell’approccio: una situazione si affronta con la magia, con la spada o aggirandola. La mappa, raccontano da 80 Level, è volutamente scarna, per spingere a esplorare invece che a seguire un indicatore. Quanto sarà vera questa promessa lo vedremo.

Quello che il trailer non racconta: da dove arriva questo gioco

Il pezzo di storia che rende la demo più interessante di quanto sembri sta fuori dallo schermo. Invoke Studios nasce nel 2022 dalla riorganizzazione della squadra che aveva firmato Dungeons & Dragons: Dark Alliance, il gioco cooperativo del 2021 accolto male da critica e pubblico. Warlock è quindi il primo progetto con il nome nuovo, fatto in buona parte dalle stesse persone che devono farsi perdonare il precedente.

Nel frattempo la casa madre ha attraversato anni difficili. Come ricostruito da GeekWire, per arrivare fin qui il progetto è sopravvissuto a due cambi di vertice in Wizards of the Coast e a più ondate di licenziamenti e chiusure. All’inizio del 2023 altri due videogiochi tratti da Dungeons & Dragons sono stati cancellati. Hasbro, che controlla Wizards, ha svalutato decine di milioni di dollari sulla divisione videoludica. Un gioco che esce da un percorso simile arriva con meno margine d’errore di quanto la scenografia della gamescom lasci intendere.

È anche il motivo per cui quella mancanza di fluidità conta più di quanto sembri. Ambientazione, casting e sistema di magie sono la parte che uno studio mette a punto sulla carta. La reattività del combattimento si aggiusta invece solo con mesi di lavoro e di prove, e in uno studio che sull’azione ha già fallito una volta è la voce da tenere d’occhio. Al 2027 manca abbastanza tempo per sistemarla, ma Warlock si giudicherà su quella, non sul nome di Tasha.

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