Coen, il protagonista di The Blood of Dawnwalker, il gioco di ruolo vampiresco di Rebel Wolves

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Rebel Wolves cerca un lead writer per il sequel di Dawnwalker

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Rebel Wolves guarda già al futuro: caccia al lead writer per il sequel di Dawnwalker

Nemmeno il tempo di pulirsi il sangue dagli angoli della bocca che è già ora di pensare al prossimo banchetto. The Blood of Dawnwalker, il GDR vampiresco di Rebel Wolves uscito il 3 settembre 2026 su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S, è nei negozi da appena una settimana. Lo studio, però, ha già iniziato a muovere le pedine per il capitolo successivo, come segnalato da Rock Paper Shotgun.

“Non stiamo riposando sugli allori, nossignore”, ha dichiarato Jakub Szamałek, direttore narrativo e cofondatore dello studio, oltre che sceneggiatore di The Witcher 3 e Cyberpunk 2077 prima di lasciare CD Projekt Red. Il team cerca un lead writer che contribuisca a plasmare il prossimo capitolo della saga di Dawnwalker. Il profilo richiesto è da veterano: almeno sei anni di esperienza nel design narrativo e nella gestione di una squadra di scrittura.

Sul dove sia diretta la storia, però, un indizio c’era già. Al Summer Game Fest 2026, insieme all’editore Bandai Namco, Rebel Wolves aveva mostrato un teaser in computer grafica che porta il protagonista Coen fuori dall’Europa del Trecento in cui è ambientato il primo gioco e lo mostra in un contesto urbano contemporaneo. Il fondatore e game director Konrad Tomaszkiewicz, già direttore di The Witcher 3, aveva confermato che la saga attraverserà epoche e continenti diversi, con ogni capitolo pensato come una storia autonoma e conclusa in sé, non un episodio a metà.

Perché lo studio se lo può permettere

La sicurezza con cui Rebel Wolves parla già di un sequel si spiega con i numeri della prima settimana. Secondo quanto riportato da Upcomer, The Blood of Dawnwalker ha superato il milione di copie vendute in appena tre giorni fra tutte le piattaforme. Ha toccato un picco di oltre 64.000 giocatori simultanei su Steam, un punteggio di 84 su Metacritic per la versione PC e circa il 75 per cento di recensioni positive su Steam. Sono numeri notevoli per una proprietà intellettuale nuova, venduta a prezzo pieno, di uno studio debuttante che un anno fa non aveva ancora pubblicato nulla.

Quel 75 per cento però va guardato accanto al resto. Il mod più scaricato del gioco, come avevamo raccontato, serve a disattivare o allungare il limite di trenta giorni su cui si regge l’intera trama, e la versione PC è uscita con problemi tecnici che lo studio ha dovuto rincorrere con una patch. Cercare uno sceneggiatore per il seguito mentre i giocatori stanno ancora aggirando una meccanica centrale del primo è una scelta che dice qualcosa sulle priorità.

Chi c’è dietro lo studio

Rebel Wolves è uno studio polacco fondato nel 2022 a Varsavia da Konrad Tomaszkiewicz, per anni game director de The Witcher 3 e secondo direttore di Cyberpunk 2077 in CD Projekt Red. Con lui hanno lasciato la vecchia casa altri veterani, tra cui lo stesso Szamałek. L’editore Bandai Namco Entertainment Europe aveva annunciato l’accordo di pubblicazione già nell’ottobre 2024. The Blood of Dawnwalker segue le vicende di Coen, un giovane trasformato in un Dawnwalker, creatura sospesa fra il giorno e la notte, nell’Europa del Trecento subito dopo la Morte Nera, alle prese con il signore vampiro Brencis di Vale Sangora.

Le strade possibili per il sequel

Le strade percorribili restano molteplici. Se da un lato l’idea di un vampiro che si muove tra videochiamate e grattacieli potrebbe far storcere il naso a chi ha amato l’atmosfera rurale e cupa del primo episodio, dall’altro resta il fascino delle grandi città europee tardomedievali. Centri come Budapest, Belgrado o Cracovia offrirebbero terreno fertile per il folklore regionale, nella stessa logica che ha legato il primo gioco alla peste nera realmente accaduta. Anche un salto ancora più indietro nel tempo, verso le origini della stirpe dei vampiri, resta un’opzione sul tavolo per arricchire la mitologia del franchise.

Quando lo vedremo davvero

L’annuncio di un sequel mentre i giocatori stanno ancora metabolizzando il primo capitolo è una dichiarazione di forza, ma anche un rischio. Sembra chiaro che Rebel Wolves voglia muoversi mentre l’attenzione sul primo gioco è ancora alta, puntando a trasformare Dawnwalker in un pilastro del genere GDR. La scelta di cercare un nuovo lead writer suggerisce la volontà di ampliare l’ambizione narrativa, forse allontanandosi dalle atmosfere più debitrici verso The Witcher per abbracciare una scala più ampia nel tempo e nello spazio.

C’è però una cosa che l’annuncio di un’offerta di lavoro non dice, ed è quanto manchi al seguito. Assumere adesso chi dovrà impostare la scrittura significa che il testo non esiste, e su un gioco di ruolo narrativo di queste dimensioni fra la prima riga di sceneggiatura e l’uscita passano di norma quattro o cinque anni: il primo capitolo ha richiesto allo studio tutto il tempo dalla fondazione, nel 2022, a oggi. Quando Rebel Wolves parla di sequel sta quindi parlando di qualcosa che i giocatori vedranno verso il 2030, e l’annuncio di oggi vale più come segnale agli investitori e ai potenziali assunti che come notizia per chi gioca.

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