Castlevania Belmont's Curse blends the classic Metroidvania's soul with Dead Cells' immaculate style: An anime woman with red hair, blue eyes, wearing a high-necked blue jacket looks into the camera with determination

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Chi ha provato il nuovo Castlevania dice la stessa cosa: la frusta all’inizio non ce l’hai

Tempo di lettura: 3 minuti

Nei panni di Rose Belmont si comincia con una spada, non con la frusta. È il dettaglio che torna in quasi tutti i resoconti di chi ha provato Castlevania: Belmont’s Curse fra la gamescom di Colonia e il PAX West. Spiega come Evil Empire ha impostato la prima ora: la Vampire Killer, la frusta di famiglia, te la fanno guadagnare.

Il gioco esce il 15 ottobre 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X e S, Nintendo Switch e PC via Steam, a 29,99 euro. La data e il prezzo li avevamo già raccolti dallo studio a gamescom: quello che mancava erano le impressioni di chi ci ha messo le mani sopra, e nelle ultime due settimane ne sono uscite parecchie.

Dove e quando si svolge

Parigi, 1499, ventitré anni dopo Castlevania III: Dracula’s Curse. Rose è la figlia di Trevor Belmont e di Sypha Belnades, e arriva in città insieme al padre. GameRant racconta che il gioco si apre con la lettura di una lettera: un religioso parigino chiede a Trevor di venire a liberare la città. È Trevor stesso a mandare avanti la figlia, mentre lui va a incontrare un contatto. Il castello di Dracula si vede in lontananza per tutta la partita.

Sull’aspetto le opinioni convergono più di quanto ci si aspetterebbe da un capitolo che ha scelto una tavolozza accesa invece del grigio gotico. GamingBoulevard nota che il gioco sembra un Castlevania, con l’atmosfera cupa che ci si aspetta, ma si muove molto più velocemente dei capitoli vecchi. Le animazioni sono rapide, gli attacchi si leggono a colpo d’occhio e Rose attraversa una stanza senza fermarsi ogni due passi. È il marchio dello studio: Evil Empire è la squadra che ha portato avanti Dead Cells per anni dopo l’uscita, e che ha fatto The Rogue Prince of Persia.

La frusta fa due mestieri

Il punto su cui tutti si trovano d’accordo è cosa succede quando la Vampire Killer arriva. Non serve solo a colpire: aggancia i bordi e permette di lanciarsi verso piattaforme lontane, come già succedeva in Super Castlevania IV, ma qui si aggancia anche ai nemici e ci tira Rose addosso.

Hardcore Gamer segnala la conseguenza pratica: contro i nemici a distanza, che di solito sono i più fastidiosi da gestire in un gioco così, chiudere la distanza in un colpo cambia completamente lo scontro. E siccome la stessa mossa serve a superare gli ostacoli, alcuni enigmi si risolvono usando i nemici come appiglio.

Sul resto del sistema ci sono due elementi che i resoconti citano ma nessuno ha potuto approfondire davvero: gli Arcana, un sistema di poteri gestito con carte dei tarocchi, e sette tipi di arma diversi. Si parla anche di un meccanismo che permette di assorbire qualcosa dai boss sconfitti. Sono tutte cose viste in demo da venti minuti o poco più, quindi vanno prese per quello che sono: annunci provati, non sistemi giudicati.

Il primo boss è un muro

Si chiama The Fallen, ha l’aria di un Mr. Hyde gonfiato, e arriva dopo circa un’ora di gioco molto più rilassata. GameRant lo descrive come il primo vero controllo di abilità del gioco. Ha un attacco a distanza, una frustata che copre tutto lo schermo e un salto bestiale, tanti punti vita e pochissimo spazio fra un attacco e l’altro per usare la fiala di cura. Chi lo ha affrontato riferisce di averci messo due o tre tentativi solo per capire lo schema.

Un secondo boss visto in anteprima è Giovanna d’Arco, il che dice qualcosa sul tipo di libertà che Konami ha concesso sull’ambientazione storica. Su questo punto lo studio si era già esposto: gli sviluppatori avevano raccontato di sentirsi onorati dalla fiducia ricevuta, e lo stesso atteggiamento si era visto quando avevano escluso l’uso dell’intelligenza artificiale generativa dalla lavorazione.

Tutti i personaggi principali e i boss sono doppiati. Chi ha ascoltato le battute a fiera, in mezzo al rumore degli stand, riferisce un tono che sta a metà fra il serio e il camp dichiarato, che per questa serie è la posizione giusta.

Cosa resta da verificare

Le demo mostrate erano tutte brevi e tutte sulla stessa porzione iniziale, quindi le domande vere restano aperte: quanto è grande la mappa, se il ritmo regge oltre la prima ora, e come funziona la progressione a lungo termine. Chi l’ha provato è uscito convinto, ma nessuno ha visto abbastanza per dire se sta in piedi per venti ore.

Una nota di servizio, perché in giro c’è confusione: una delle testate che l’ha provato indica il 14 ottobre come data di uscita. È un errore isolato. La data è il 15, come da comunicazione di Konami e come ribadito all’evento Press Start di inizio settembre, dove sono stati mostrati anche tre boss inediti.

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